Gli inconvenienti della vita

vita
Cameron è un maestro dei dialoghi.

Di lui mi colpisce molto la profonda introspezione, le riflessioni acute e pungenti, le sottili venature della vita.
Il libro si compone di due racconti, due storie d’amore e di fallimento, di delusioni dell’umana esistenza e  realizzazione della propria capacità personale di resistere alle difficoltà.
Resilienza, volontà di recupero.
I protagonisti presentano se stessi attraverso i propri pensieri, ognuno di loro ha subito una perdita che la vita non riuscirà mai a restituire.
A volte lo scambio di battute appare superficiale, ma nasconde dentro le aspettative di animi infranti e la voglia di ricominciare ancora, più di prima.
Mi ha lasciato dentro un’infinita solitudine e la nostalgia dei giorni felici.
Ho amato l’intensa sofferenza trasmessa attraverso l’indifferenza alla vita, la voglia di porre fine ad una lotta travagliata per poi ritrovare la voglia di farcela negli occhi dell’altro.
Anime che si attaccano ad altre anime distrutte.
Voglia di sentire ancora emozione di vita, passione dell’esistenza altrui.
Per chi vuole sapere che gusto ha la vita nonostante la perdita.
Per chi ha fame intensa di legami.
Per chi vuole vincere una sfida.
E, a modo proprio, ce la fa.
Luna

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Cronache di un venditore di sangue

sangue
Udite udite, la scrittura di Yu Hua è davvero incantevole!
L’ho amato, dalla prima all’ultima pagina.

Troverete crudeltà, tristezza, profondo sacrificio e amore, tanto amore.
E’ il racconto di un uomo e della sua famiglia, della povertà della Cina durante la Rivoluzione Culturale, dell’amore per i  figli e di quello che un uomo è capace di fare per salvare la propria famiglia.
Xu Sanguan è il protagonista della vicenda che narra di un’antica usanza, molto diffusa nella Cina di quei tempi, relativa alla vendita del proprio sangue.
Donare il sangue per noi è un gesto volontario e solidale, per Xu Sanguan è solo un modo per guadagnare dei soldi, per tirare avanti e sopravvivere.
L’amore di questo uomo per i suoi figli si scopre poco a poco, a volte io stessa l’ho messo in dubbio, ma puntualmente mi veniva confermato dai gesti semplici e significativi che per quegli anni rappresentavano la volontà di andare avanti per non morire.
Un piatto caldo di spaghetti, il vino di miglio al ristorante, il rientro a casa sulle spalle del padre, questo è amore.

Commovente e divertente, che dire, unico.
Felice Uno, Felice Due e Felice Tre vi riempiranno la testa con i loro problemi e caratteri così differenti.
Le tradizioni cinesi si intravedono tra un episodio e un altro, la solidità dei legami e la voglia della verità fanno da cornice a questa storia davvero commovente.
Questo romanzo ha l’anima della battaglia, della lotta per resistere alla fame aggrappandosi alla vita, ad ogni singolo alito e respiro, all’amore che viene messo in discussione per poi sbocciare di nuovo, più di prima.
Ho fatto un viaggio nel corpo di un uomo, ho colto la sua sofferenza e disperazione quando credeva di essere in punto di morte.
Ho sentito i suoi lamenti, la forza d’animo, la sua energia sprigionarsi da ogni fibra del corpo, fino ad esplodere di luce e immagini.
Colore, sfumature crema, energia e agonia.
Cina, sangue, morte.
Vita.
Luna

L’amica geniale – La saga

geniale
Sono sicura che la maggior parte di voi ha cominciato a seguire la serie de “L’amica geniale”, in onda sulla Rai.

Diversi di voi avranno già letto la saga.
Pochi davvero, sono sicura, saranno rimasti all’oscuro del fenomeno che ruota attorno alla scrittrice Elena Ferrante.
La sua scrittura ha davvero fatto scalpore; esiste, non esiste?
Mi sono disinteressata alla reale paternità dell’opera e mi sono buttata, invece, nel pieno della sua lettura.
Mi sono fatta trascinare e sono arrivata fino a lì, fino a Napoli.
Dove tutto parte e tutto torna.
Dove vi è l’inizio e la fine delle cose. La Napoli oscura, ma mai nascosta.
La violenza fa da contorno, l’amicizia di Lila e Lenuccia ne riempie tutti gli spazi.
Una storia vera, inventata, che importa.
Un amore intenso, un inno alla vita e alla sua libertà.
Un canto alle donne. Deboli e forti. Luce e tenebra.
Voglio farmi riempire da queste immagini, di bimbi che si stringono la mano e affrontano il Male senza macchia nè paura.
Voglio godere della luce di Napoli e del suo mare che avvolge le difficoltà.
Voglio crogiolarmi fra le strade del rione per poi ritrovarmi a Firenze, Milano, Pisa.
Una storia di coraggio e di fallimenti, la storia di una vita.
La vita di queste due anime vicine nell’amore verso la libertà e l’emancipazione.
Fragili di fronte ai legami e alle paure.
Voglio augurarmi di essere quell’amica geniale e di averla, per ciò stesso, individuata nell’altra e portata con me nel tempo.
Auguro a voi di passare, insieme alle vostre di amiche geniali, un Natale sereno, in musica e canti.
E che le nostre famiglie possano trovare la pace che meritano.
E una serenità che sa di vivace armonia.
E di amore ritrovato.
Luna

Amori senza amore

amori
Ci si può innamorare spinti dalla noia e dalle ripetute delusioni?

Può, un senso di riscatto, portare un uomo a prendere moglie?
Si può dire di amare senza amare davvero?
Il grande Maestro Pirandello ha una chiave per tutto. Anche per le delusioni.
Si aspira ad essere felici, a non vagare nel buio, e invece poi ci si perde di nuovo.
I legami tra gli esseri umani non sono cosa facile, si prova sempre ad andare avanti nonostante il senso pieno della difficoltà e del dubbio.
Pirandello è uno scrittore in grado di sprofondare dentro i sentimenti umani, quelli più scomodi e nascosti.
Attraverso le sue parole ci si guarda in faccia, davanti ad uno specchio.
Si riesce a vedere ciò che di noi sa di viscido, di illusorio.
La viltà non viene necessariamente accettata, ma compresa nella nostra quotidianità, come qualcosa che fa parte degli uomini.
Ho letto tanto di lui quando ero piccola, adesso non ne rammento molto.
Leggere Pirandello era d’obbligo nelle scuole ed io, come tutti, lo facevo malvolentieri.
Solo adesso ne riconosco la potenza.
Adesso che posso scegliere di leggerlo per conoscerlo e riconoscerlo.
L’orgoglio della mia terra, e non è il solo.
Autore di grandi racconti, di legami forti e fragili, storie di vita vissuta.
“L’amica delle mogli” mi ha particolarmente colpita, forse perchè all’inizio non sapevo dove volesse arrivare.
Poi ho capito, e sorriso, per la verità.
Della donna che non si compromette, non si mette in gioco per rimanere immacolata agli occhi dell’uomo.
Di quella donna che aiuta le altre ad affidarsi all’uomo, quando, lei per prima, decide di non farlo. 
Di quella donna voluta da tutti e da tutti vista come perfetta.
E poi la verità: una donna perfetta è quella che non si conosce, che non si prende.
L’anima voluta e desiderata appare misteriosa e conturbante se non la si è mai posseduta.
E allora ecco i rimpianti degli uomini, le lodi dei mariti, e la grandezza di Pirandello.
Un Maestro che il tempo non ha fatto perdere al mondo, ma che il tempo ci restituisce ogni giorno.
Luna 

Tutti i nostri ieri

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Un romanzo famigliare. Una storia persa nel tempo.
Una famiglia medio-borghese, una mamma da ritrovare solamente in un antico ritratto.

Quattro figli, diversi, malinconici, entusiasti.
La voce narrante arriva da lontano, ma sa colpire come solo chi conosce sa farlo.
La guerra che avanza e aspetta al di fuori delle finestre abitate.
Il  vento della rivoluzione, l’attesa del pianto.
Anna è una ragazza che non sa ancora quello che vuole. Forse non lo saprà mai.
L’amore la tocca all’imorovviso trovandola sfuggente e delusa.
Gli anni passano per tutti, i genitori si perdono e si ricordano con ansia e amore cosciente.
I ricordi affiorano prepotenti, la memoria avanza indissoluta e spietata.
Le vicende accompagnano il lettore dentro gli anni del fascismo, dell’anti-fascismo e della paura.
Un’Italia che cambia dimensione, che non si accontenta, che sacrifica gli affetti più cari.
“C’era una grande libertà nella casa. Ma era una libertà che metteva un pò di spavento. Non c’era più nessuno a comandare”.
Le parole profonde di questa grande scrittrice mi sono entrate dentro.
Il suo, è un romanzo descrittivo, intenso nell’anima.
Impossibile da dimenticare.
Tutti i nostri ieri è la storia di ognuno di noi.
Delle nostre famiglie martoriate dai lutti e dall’educazione.
Dei nostri padri che vogliono tramandarci solo il buono.
Di questi sei anni insieme a voi. Sei anni di scritti e parole.
Sei anni d’amore.

Grazie.
Luna

A tutti i nostri giorni di questi sei anni.

L’arte di conoscere se stessi

Non è un genio e nemmeno un signore, anzi, alcune sue affermazioni possono davvere stare sullo stomaco.
E’ un pessimista introspettivo, ansioso, scostante.
Devastanti le sue parole nei confronti dell’umanità, poco gentile con le signore, avezzo alla solitudine e all’indifferenza per gli esseri umani.
Eterni sconsiderati capaci solo di far del male.
Parole moleste le sue, difficile dargli torto a volte.
Certe frasi mi sono entrate dentro le vene e bruciano ancora.
Schopenhauer ha imparato a vivere la vita a modo suo, escludendo gli altri.
Totalmente.
La sua mente fredda analizza fenomeni sociali come il matrimonio o le aggregazioni tra gli esseri viventi: niente di più folle potrebbe decidere di fare l’uomo.
La tortura sarebbe meglio rispetto alle unioni familiari perchè da essa prima o poi se ne potrebbe trovare sollievo, dal matrimonio no.
Gli uomini sono capaci solo di offendere, ferire l’animo altrui, deriderlo.
Cattive le sue parole più di ogni altra cosa, ma scavando bene nel loro profondo una verità comunque mi appare chiara.
Invidie, gelosie ci appartengono dunque, fanno parte dell’uomo.
Il nostro essere nutre risentimento nei confronti dei più eccelsi, è l’inconscio che parla.
L’uomo è fatto di debolezze, riuscendo tuttavia  ad essere portatore di profonda forza e ragionevolezza, essendo altresì vulnerabile.
L’introspezione fa paura ed essa stessa ci osserva.
“Da come gli altri si comportano con noi non dobbiamo desumere e apprendere chi siamo noi, bensì chi sono loro”.
Questa mi appare come luce nelle tenebre del mio infinito.
E seppur fragile appare l’umanità, da essa possiamo trarne grandi valori.
Considerando la storia di grandi anime.
E di ordinari fenomeni.
Luna

Abbiamo sempre vissuto nel castello

abbiamo
Strana storia questa. 

Quella di due bambine, di una famiglia, della sua morte.
Di un castello incantato, di una casa distrutta, di un destino segnato.
Le sorelline sopravvissute ci guideranno attraverso le varie stanze e camere della loro vita per portarci di fronte a quella verità che fa tanto male immaginare.
Una realtà scomoda, capace di far soffrire e di allontanare le anime più fragili.
La sedie a rotelle del caro zio avanza lentamente in giardino mentre Constance cucina il pranzo per tutti.
Merricat gironzola intorno alla casa con il suo fidato gatto e inventa giochi e malefici che nessuno è in grado di accertare.
Tutto scorre tranquillamente in una routine che sa di insano e gli abitanti della vecchia villa sono ormai fantasmi per l’intera comunità.
Ma ad un tratto ecco che irrompe lo sconosciuto, il male estraneo alle mura domestiche, capace di rompere l’equilibrio apparente e il legame sottile creato per farlo sopravvivere.
Come se questo non bastasse ecco le fiamme; alte e sfuggenti, in grado di distruggere ogni cosa e di ridurre in cenere gli antichi ricordi.
L’ignoto ingoierà l’immenso e la nebbia nasconderà la cenere addosso.
Le sorelline resteranno incastrate in questo strano mondo e gli abitanti che ne hanno fatto parte ne rimarranno esclusi per sempre.
Constance continuerà a cucinare, Merricat forse ballerà contenta.
Il cancello si ergerà alto, a protezione della casa.
E le nuvole che prima la abitavano, si dissolveranno lontano dalla villa.
Come d’incanto il maleficio avrà luogo.
Le streghe risorgeranno dalle loro tende, tutte insieme verso l’eterno invisibile.
Quello che non viene detto, ma si sa.
Quello che non viene fatto, ma si conosce.
Luna