Gilgamesh

Difficile conoscere la storia di Gilgamesh.
Tale epopea è un ciclo epico di ambientazione sumerica scritto su tavolette d’argilla risalente a circa 4500 anni fa.
E’ una storia davvero emozionante e coinvolgente.
Narra di un re tiranno e cattivo, nonostante abbia tutte le fortune del mondo Gilgamesh è un’anima feroce ed irrequieta. Un giorno incontra un uomo che è forte almeno quanto lui ed indomabile poiché nato e cresciuto nei boschi sconfinati: Enkidu.
I due uomini si scontrano, ma la lotta finisce alla pari. Nel momento in cui i  loro occhi si incontrano, l’uno vede nell’altro la fiamma forte che gli arde dentro. Entrambi capiscono di aver trovato una persona speciale in grado di colmare il vuoto che si portavano dentro. Vuoto che solo l’amicizia può riempire.
Come due autentici fratelli vivono avventure emozionanti e insieme si sentono più forti.
Tuttavia all’improvviso Enkidu comincia a spegnersi e in breve tempo muore.
Il dolore di Gilgamesh lo sento forte nelle mie vene.
Un vero amico è un compagno per il tuo cuore.
Rimedi alla morte non ce ne sono. Neanche per un re. L’unica cosa possibile è ricordare i momenti felici passati insieme e far vivere la persona amata per sempre nel proprio cuore.
Gilgamesh diviene un sovrano saggio e amato da tutti. La sua tirannia sarà presto dimenticata.
Questa storia mi ha preso profondamente.
Ne ho persi di amici preziosi, tanto che per un momento ho pensato che da me si va soltanto via.
Piango ancora silenziosamente e non li ho mai dimenticati. Li amo ancora tanto.
Loro erano il sole delle mie giornate. Io la loro luna.
Quanti caffè presi tra sorrisi emozionati, quanti pensieri mentre si guardavano le stelle.
Anche se in cuor mio so che questi momenti non torneranno mai più, non posso fare a meno di continuare a pensarli.
Un vero amico è un compagno per il tuo cuore.
E per me lo è ancora.
Luna

                                                                                             Dedicato ad Emanuele e Angelo.


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L’imprevedibile viaggio di Harold Fry

Una normalissima mattina di una giornata qualunque, un uomo – davvero qualunque – riceve una strana lettera.
Forse  il postino ha sbagliato nel consegnarla, o forse ha semplicemente confuso l’indirizzo.
Ma no, è proprio per lui, per il vecchio Harold.
Lettera da un’amica lontana, tempo passato che sembra perduto.
Ma niente è ancora veramente perso, qualcosa Harold può ancora fare per salvare la sua amica da una lunga e tremenda morte.
Può Camminare. Raggiungerla per impedirle di andar via.
A volte le decisioni degli altri sembrano ridicole, ma mentre leggevo le parole di Harold e i suoi pensieri, riuscivo a percepire dei motivi molto forti che lo spingevano a fare un viaggio così lungo a piedi.
Solo che ancora le sue motivazioni non mi erano chiare. Volevo sapere di più. E anch’io ho proseguito.
Insieme io e lui abbiamo fatto non so quanti chilometri, strade immense si presentavano davanti ai nostri occhi mentre noi non possedevamo più la forza necessaria per continuare ad andare avanti.
Eppure a volte non si ha davvero nessuna scelta.
Le scene sembrano ripetersi in successione, ma niente è uguale.
La gente sembra felice di accogliere i viandanti stanchi, li cura, li nutre, gli da’ la propria benedizione e li avvia verso quella che è la porta che apre tante  innumerevoli strade. Ognuno con i propri pensieri. E con i propri dolori.
Il viaggio di Harold forse non è proprio così lungo. Ma andava iniziato  in quel momento. Proprio in quella mattina.
La storia è commovente, non mi sono mai annoiata mentre la vita di due persone – nate per stare insieme – mi si spiega davanti senza remore né ombre.
Magari avessi il coraggio di farlo io quel viaggio. Da tempo vorrei avventurarmi a Santiago e intraprendere quel cammino. Non che sia la stessa cosa, ma almeno è un inizio.
Eppure mi sembra che di viaggi ne ho fatti già tanti. All’esterno e all’interno di me stessa.
E Harold  ormai lo scorgo ad ogni angolo della mia via. E della mia vita.
Luna

CHOCOLAT

Iniziare qualcosa di nuovo è sempre difficile. L’idea di creare l’ennesimo fatto stupido – o semplicemente la paura di annoiarmi – incombe nei miei pensieri e mi rende confusa.
Tuttavia, quasi d’istinto, mi armo della mia migliore capacità di rischio e ci provo.
La posta in gioco non è alta. Vigliacca.
E’ in una giornata come questa che vale la pena di tentare. Oggi è quel giorno.
Bella mattinata di autunno. Il sole splende ed è stranamente caldo. Meravigliosamente caldo.
Vianne e la sua piccola arrivano nel villaggio di “Chocolat” in un giorno ventoso di carnevale.
La loro vita sta cambiando e – forse – anche quella degli altri. Mi sento avvolta da questa atmosfera misteriosa e magica. Tutto assume i colori dell’arancio e del cioccolato fuso colante.
Riuscire ad entrare nel cuore pulsante di un libro non è cosa da sempre; può risultare gravoso. A volte anche impossibile.
Questo romanzo non ti dà scelta. Prende amabilmente la tua attenzione e in cambio rilascia tutta l’aroma bollente del cacao e l’emozione avvincente della scoperta. Amarlo non è davvero complicato. Quando l’ho letto – non molto tempo fa – ricordo che avevo tanta voglia di pace. Nel mio animo ribolliva l’inquietudine e il disordine.
Un pò di magia era proprio tutto quello di cui avevo bisogno. E quando la magia non la si trova accanto a se, la si scopre incredibilmente nei posti più imprevedibili e strani. Alcuni di noi ritrovano quei luoghi molto lontano dalla propria persona. Altri semplicemente negli occhi dell’altro.
Il mio è nei libri. Splendidi ed infiniti tesori. Gioie di ogni giorno. Pensieri rubati da altri che hanno la forza di spiegarli.
Il finale non è sconvolgente, non imprevedibile, non inquietante. Tuttavia niente è banale. La scelta di Vianne, la storia della madre, la fede nelle certezze. Tutto fa presagire ad un ritorno.
Nel mio cuore invece lei non è mai andata via. La penso spesso. Forse perché è riuscita a lasciar libero il suo amore senza pensare. Senza pensieri.
Si è fatta amare su quel prato che li ha accolti come figli ricongiunti, finalmente, alla propria madre.
La penso tanto perché proprio in quello io ho fallito. O chissà, neanche ho tentato.
Forse la vita è davvero imprevedibile; o forse questa è l’amara speranza di chi non è riuscito a fare qualcosa nelle propria esistenza e si ripromette, continuamente, di agire appena il momento si presenterà.
Esiste davvero questo momento?
Luna