Venivamo tutte per mare

venivamoLeggere questo libro è stato come immergersi tra voci, urlanti e silenziose, di mille donne, tra mille storie.
Una voce corale, così si presenta il racconto.
La verità brucia ad ogni frase e parola che scorre davanti.
Una realtà che fa male. 
La voce delle “spose in fotografia”. Le voci.
La speranza di poter trovare lontano da casa un piccolo spiraglio di felicità. Un uomo capace di proteggere e capire.
Scoprire il mondo di bugie e crudeltà. Mariti che sono animali da lavoro, uomini che costringono le loro giovani spose “per corrispondenza” a spaccarsi la schiena ogni giorno, senza la possibilità di fiatare, per poi concedersi ogni sera svuotando la mente dal mondo dei sogni e desideri che si aspirava di realizzare.
Queste unioni andavano al di là dei matrimoni combinati.
L’unica certezza era una foto… il promesso sposo lo si poteva solo immaginare. Le parole arrivavano successivamente… promesse effimere piene di menzogne e falsità.
Giovani donne giapponesi stipate in una nave con la voglia di cambiare, con la speranza di un’America libera da ogni discriminazione e incomprensione.
La realtà fa male davvero. Quanta delusione nei loro occhi…. mentre da sole partoriscono e il giorno dopo legano il bimbo alle loro spalle per riprendere il lavoro dei campi.
Mentre si concedono all’ennesimo uomo perché il marito ormai si è dimenticato della loro esistenza.
Quando avvertono alle loro orecchie le frasi dette dalla padrona bianca contro la loro vita vuota e massacrante.
Tornare nella propria patria è impossibile. Un’onta per la famiglia che tanto si ama e si rispetta.
Una sottile linea di malinconia. Profonde ferite che si portano per sempre dentro il cuore.
Donne che a volte, nel silenzio del loro pianto, si ricordano che un tempo osavano ancora sperare.
Non ho mai conosciuto una persona che potesse raccontarmi una storia del genere, vissuta sulla propria pelle.
Sentirla con le proprie orecchie avrebbe, forse un suono diverso. Ma in effetti non saprei dirlo con certezza.
Le emozioni arrivano comunque. Come una cascata in piena.
Queste donne, mogli e compagne appaiono nitide e ben delineate.
Non è un caos confusionale, tutte le voci sono definite e precise. All’interno del marasma della disperazione.
A volte ci si lamenta dei tempi, della nostra vita.
E’ vero che ogni periodo della storia è pieno delle sue difficoltà connesse ad un mondo che va sempre troppo veloce.
Ma la vita di ciascuna di queste donne è l’esempio calzante di come le attese vengono spesso deluse e ridicolizzate.
Di come bisogna solo puntare sulle proprie forze.
Di come a volte fuggire possa essere l’unica salvezza possibile. E a volte no.
Luna

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52 thoughts on “Venivamo tutte per mare

  1. La fuga è solo una nuova prigione.

    Cambiano solo le donne, la nazionalità…ma non cambia la violenza nei loro confronti. Non cambia la qualità della vita.

    Non penso per questo che gli uomini stiano meglio.
    Sono soltano anelli di una catena millenaria che sembra non avere fine.

    buona giornata
    .marta

  2. Ciao Luna, sono via con il camper ho qui solo il portatile scusa se non passo mai .. ma il weekend evito il pc… e qui in montangna non ricevo bene l’internet sono qui fuori su una collina per scriverti questo messaggio… abbi un buon weekend ti abbraccio Pif

  3. Hai scritto una recensione con una partecipazione ed un sentimento che va ben oltre una semplice – e già di per se lodevole – professionalità. Davvero molto invitante e coinvolgente, complimenti. Al posto tuo lo farei per mestiere.
    Un bacio,
    zio Thomas

  4. Come sicuramente avrai visto sul mio blog, tra i miei prossimi acquisti ho anch’io un libro di Julie Otsuka “Quando l’imperatore era un dio”. Ma leggendo il tuo commento al libro “Venivamo tutte per mare” credo che non potrò perdere nemmeno questo. Tra le tue righe emerge un misto di forza e sensibilità che caratterizza queste donne e sono sicura che si tratta di un libro davvero emozionante. Grazie per il consiglio. Un bacione!

  5. Da questa commento al libro che hai letto sono evidenti le emozioni, in particolare la tristezza, che hai provato nel leggerlo. E’ angosciante conoscere la condizione che molte donne sono state costrette a vivere e ancor più angosciante sapere che molte donne la vivono una tale condizione ancora adesso. Complimenti per le emozioni che provi immergendoti in una lettura e riesci a trasmettere pienamente!

  6. Beh, sembra quasi un copia incolla degli altri commenti, ma devo dire che è vero e non c’è altro da dire, hai fatto la recensione di questo libro in modo stupendo! Vedrò sicuramente di metterlo nella lista dei libri da comprare e leggere.
    Ciao a presto 🙂 🙂

  7. In genere non leggo romanzi corali però questa tua recensione mi ha davvero incuriosita… e poi l’argomento del libro credo riguardi in fondo un po’ tutte le donne nonostante le differenze sociali e culturali. In wishlist!

  8. Come ho già scritto sul mio blog rispondendo al tuo commento, la mia recensione è sinceramente molto meno “aggressiva” della tua, che è molto più intima e sentita. Quindi complimenti!

    Quando decido di parlare di opere come questa, lo faccio per dare un piccolo contributo a farle conoscere – lo faccio molto di più con la musica, perché ascolto cose note a davvero pochissima gente, a maggior ragione in Italia. Coinvolgere qualcuno, convincerlo a provare qualcosa che apprezzo: ci si prova.

  9. Pingback: Recensione: Venivamo tutte per mare di Julie Otsuka | L'angolino di Ale

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