Quattro etti d’amore, grazie

ettiNon posso credere di non aver scritto io questa storia.
L’idea è mia. Assolutamente.
A me capita di continuo.
Quando sono in macchina, in mezzo al traffico, ferma al semaforo.
Mi metto a guardare in giro. Ed osservo.
Le macchine vicine sono piene di gente, di persone con facce ognuno diverse da quelle degli altri.
Ed è proprio in quei momenti che comincio ad immaginare…
In base alle espressioni, alle mani nervose e nevrotiche, alla voce urlante e i gesti silenziosi.
E penso.. chissà com’è la sua vita..
Secondo me questo è un uomo importante. Questa qui è sicuramente single.
Chissà se sono felici?
Nel romanzo in questione invece, le due protagoniste immaginano la vita dell’altra semplicemente guardando la spesa contenuta ognuno nel proprio carrello.
“Che cosa strana” ho pensato…
Al limite, guardando i cibi che acquistano gli altri si può intuire il regime alimentare.
Magari anche il numero dei componenti della famiglia.
O forse la presenza di bimbi a casa (vedi pannolini o roba simile).
Mai avrei immaginato che si potesse davvero così tanto immaginare…
Le due donne cominciano a costruire pian piano la vita dell’altra, mettendola necessariamente a confronto con la propria.
Si pensa sempre che gli altri siano più felici di noi stessi.
Dall’esterno si vede solo quello che la gente vuole mostrarci. O quello che noi vogliamo vedere.
Una moglie e mamma. Un’attrice sola.
Sembra niente, invece hanno tanto in comune.
Vogliono scappare, resistere ad una routine senza fine.
Vogliono essere capite. Vogliono essere felici.
Si concentrano così tanto sulla vita dell’altra, che cominciano a trascurare la propria.
Accorgendosi che quello dal quale vogliono fuggire è semplicemente il loro punto di partenza.
Un punto di arrivo che non è mai scontato.
Una ricerca che non è mai conclusa. Ma infinita.
Luna

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65 thoughts on “Quattro etti d’amore, grazie

  1. Ecco un esempio di sana curiosità che è sinonimo di amore per la vita. Il tuo, intendo. L’interesse di queste due mi sembra un tantino paranoico. Ma dove le vai a pescare queste storie strane? Leggi prima la recensione su qualche rivista specializzata o scegli a sensazione?
    Ciao!! Stratosferico esemplare di razza bianca caucasica.

  2. Un’altro libro.. anche questo sarà bellissimo per l’autunno.. anche se sembra che abbiamo già autunno 😀 … cara abbi una serena serata… mi è arrivata la prima volta la notifica.. 😉 Pif

  3. Ti confesso che anch’io osservo molto la gente, è un modo come un altro per sentirmi più in sintonia con chi mi sta vicino, non importa se solo per un attimo. Mi capita di farlo magari quando a pranzo vado a mangiare in un grosso centro commerciale che c’è dalle mie parti e se sono da solo, tra una forchettata di tagliatelle al ragù di Giovanni Rana, mi guardo intorno, e la gente che mangia, che sia sola o in compagnia, è sempre molto “sincera” in quei momenti, tant’è che ho scritto un paio di post sull’argomento in passato sul mio blog, perché di riflessioni se ne possono fare tante e immagino che gli altri le facciano anche su di me. 🙂

    Interessante l’idea di scoprire l’altro dal carrello della spesa, ma concentrarsi troppo sulla vita dell’altra inevitabilmente porta a trascurare la propria, come hai giustamente fatto notare e qui forse si aprono altri capitoli, assolutamente da non sottovalutare.

    E come sempre… 🙂

  4. Sembra interessante l’idea, sperando non si cada nella psicologia spicciola (della serie “Sta con un uomo più grande, quindi non ha avuto una figura paterna presente”) che denota superficialità e volontà di mettersi in una posizione di superiorità rispetto alle altre persone.
    Non conosco l’autrice, per cui non posso giudicare, e se ne avrò l’occasione vorrei leggere questo libro per sapere come è sviluppato.
    Cosa si può dedurre dalla spesa che una persona fa al supermercato? Bella domanda, resta da vedere che tipo di risposta si possa dare al quesito…
    Cosa puoi capire da una come me, che percorre il supermercato guardando tutto ma comprando poco e niente (al massimo dolci o cose inutili ai fini dei pasti principali)? 🙂
    Ciao Luna 😀

  5. Ricostruire le vite degli altri attraverso l’osservazione può essere divertente, intrigante, interessante, stimolante, coinvolgente, però davvero, se si pretende sul serio di essere riusciti nel proprio in tempo la questione si fa spinosa, perché il rischio di sbagliare e di fare davvero psicologia da corridoio è veramente elevata.

    Vero pure che, a guardare troppo la vita degli altri, soprattutto se con spirito critico, si finisce di perdere di vista la propria.

    Per quanto riguarda me, di panni addosso me ne hanno tagliati tanti, e ancora non ho incontrato una persona che ci abbia azzeccato! 😉

  6. Non l’ho letto, corro a ordinarlo però!

    Anche io facevo questo gioco, poi però mi sono accorta che le storie che inventavo erano davvero troppo mirabolanti e assurde: tutti i miei personaggi erano troppo belli per essere veri e non avevano nulla in comune con i poveri diavoli che avevo casualmente incrociato per la strada.

  7. Già è proprio vero, a volte ci fermiamo a riflettere sulle vite degli altri (a me capita spesso in treno…) ed è inevitabile confrontarsi con loro. Trovo che questo “giochino” sia anche utile a volte per ridimensionare quelli che a noi sembrano problemi insormontabili. Dovremmo mettere in pratica questo esercizio anche con noi stessi, provare ogni tanto a guardarci dal “di fuori”. Sono molto curiosa di leggere questo libro della Gamberale! Ciao Luna!!! 😉

  8. Forse a volte cerchiamo nella vita degli altri, nelle espressioni degli altri, nei dolori e nelle commozioni degli altri…. un riflesso di noi.

    • Capita…. è una lettura leggera che ti fa riflettere su come a volte, la vita degli altri sembra più interessante della tua…. e perdi di vista le cose importanti…
      Baci e torna a trovarmi!
      Luna

  9. tutti già si sono giustamente complimentati con te, che sai rendere interessante ogni libro (almeno quelli dei post che ho letto ahahhaha, scherzo!) e io quoto!
    quindi vorrei condividere con te una massima che usava sempre una persona a e cara e che credo sia di Metastasio
    “se a ciascun l’interno affanno si leggesse in fronte scritto, quanti mai che invidia fanno, ci farebbero pietà”
    mi perdoni il mio quasi off topic? 🙂

  10. Ho un problema con la Gamberale: mi piacciono molto le idee alla base dei suoi libri ma non mi convince il suo modo di scrivere. Ad esempio la trama di questo libro mi interessa terribilmente, ma ho paura della delusione. Forse dovrei provare a sedermi in libreria e leggerne un pezzo. Se mi convince lo compro!

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