IL veleno dell’oleandro

oleandroAll’inizio solo confusione.
Una miriade di nomi e volti senza un’immagine ben definita e chiara.

Luoghi descritti magistralmente.
La bella Sicilia si apre davanti ai nostri occhi.

Fantasia e realtà.
Storia interessante, trama misteriosa ed elegante.
Parole leggere ed enigmatiche.
Stiamo come ad ascoltare le parole di una donna ed un uomo… essi si alternano nel racconto e ci fanno partecipi di una realtà tutta da scoprire e capire.
E magicamente è come se ci trovassimo lì… una grande villa, una famiglia non proprio unita, una donna consapevole ed ignara.
I personaggi cominciano ad avere forma dentro una storia che appare semplice, ma che nasconde una realtà viva ed unica.
Tutti i tabù cadono di fronte ad una voce che narra la propria vita “oltre le righe”, una vita piena di errori e di forti emozioni.
Compromessi, delusioni, paure…
Storie d’amore che si intrecciano. Vizi che prendono luce dinanzi la voglia di verità e chiarezza.
Pietre magiche che prima si nascondono e poi tornano a brillare.
Montagne che celano il peccato di chi vuole vivere per sempre il piacere dell’esistenza.
Non voglio rivelare nessuno dei misteri che cela questo libro ricco di passione e vergogna.
Sarebbe inutile.
Ogni cosa è concatenata ad un’altra che trascina ancora altre storie e menzogne.
Non si può parlare di Bede senza dire di Anna… o di Tommaso senza Mara.
Due corpi verso un’unico destino… il silenzio e la morte.
Potrebbe presentarsi come un giallo, ma in realtà,  fin da subito il racconto si apre verso il cammino di due esistenze schiacciate, inevitabilmente dal peso della vita.
E la verità…svelata sollo alla fine.
Bisogna leggere fin l’ultima parole per capire…
Ed in un attimo i pensieri vengono travolti dalla certezza del presagio.
E come spesso succede nella vita, bisogna accettare le scelte degli altri.
Continuando ad andare avanti.
Luna

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66 thoughts on “IL veleno dell’oleandro

  1. Si come io sono austriaca e da noi il oleandro non è molto comune, allora quando sono venuta qui a Verona ho visto i oleandri in fiore e mi sono innamorata in queste piante, dall 2008 viviamo nella propria casettina con giardino, e così ho impiantato un oleandro di fiore bianco.. e mi piace tantissimo.. so che è molto velenoso ma non lo devo mica mangiarlo 😀 … sicuramente anche questo libro e molto interessante.. cara Luna abbi una serena giornata Pif 😉

  2. Ultimamente ho sentito parlare spesso di questo libro e, dalla tua descrizione, sembra interessante. Mi scoraggia un po’ la moltitudine di personaggi, quando sono troppi fatico a seguire la trama e mi perdo.

  3. WOW!! Una vera professionista. Che ti serva come trampolino, cara, verso una carriera piena di soddisfazioni.
    Leggi con la stessa passione anche i testi universitari? … (mah! … ho qualche dubbio.)

  4. Un “libro ricco di passione e vergogna” e poi ambientato in Sicilia, la mia amata terra lontana e quindi… hai saputo descriverlo senza svelare troppo e un curioso come me non può fare altro che comprarlo.

    Ti saprò dire.

    Una domanda se posso, perché non scrivi per qualche giornale? Avresti tutti i numeri per farlo e se ancora non lo hai fatto, pensaci.

    Ciao e buon pomeriggio. 🙂

  5. Brava che sei! rendi benissimo l’atmosfera del libro senza svelare la trama, cosa che normalmente mi fa uscire pazza. La Simonetta Agnello Hrnby è una bravissima romanziera, di lei ho letto il libro di esordio “La Menullara” che mi piaque moltissimo e poi Boccamurata che pure era bello ma mi sembrava seguisse un po una traccia già vista. Magari per l’estate mi appassionerò a questo tuo.
    Un abbraccio e buona giornata!

  6. Non ho mai letto nulla della Hornby, ma nella mia lista dei libri da leggere c’è il suo ” Vento scomposto”. Molto intrigante anche questo libro che hai recensito tu. Ciao amica!!

  7. Il veleno dell’oleandro… vorrei dirlo a quelle persone che sostengono che “le erbe” non fanno male! Scherzi a parte, hai davvero del talento nello scrivere recensioni, invogli alla lettura, e io , non so cosa tu faccia nella vita, ma questa traccia la seguirei.

    Buona domenica!

  8. Ne ho letti tre, di lei, e li ho amati moltissimo. La Mennulara, come già è stato detto, è forse il migliore; in Boccamurata il tema è forse un po’ scontato, e si capisce quasi subito qual è l’inghippo, ma la scrittura lo rende comunque meritevole di lettura.

  9. Da come li descrivi tu i libri sembrano tutti belli, questo poi, sono sincera,mi attira in modo particolare, purtroppo come ho risposto al tuo commento da me, ultimamente ho poco tempo anche per leggere e dato che questo è uno dei miei hobby preferiti, mi dispiace tantissimo, ma prendo nota di questo titolo e dell’autrice e ti assicuro che lo leggerò.
    Sei proprio brava nel riassumere i libri, complimenti 🙂
    Ciao un bacione

  10. La tua recensione me lo farebbe rivalutare (ti ho già detto in passato che apprezzo molto la tua capacità di cogliere elementi che magari altri non noterebbero), ma la Simonetta è sulla mia lista nera, non mi ispira proprio per niente… Magari in futuro, quando perderò il mio taccuino, dimenticherò il mio astio e la considererò 🙂
    Ciao Luna!

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