Trauma

traumaQuando ho letto che il padre lavorava come psichiatra nel manicomio criminale di Broadmoor, non mi sono più chiesta perchè Patrick McGrath ha scritto opere così folli e complesse.
Da un giovane che passa gran parte dell’infanzia in un posto pieno di “pazzi”, cosa ci si può aspettare.
Praticamente tutto quello che scrive.
E io non me ne lamento affatto.
I thriller psicologici riescono a prendermi l’anima e la concentrazione.
La storia si intreccia ai dolori intensi delle anime e delle menti.
E non esiste più il bianco. E il nero.
Vivono insieme immense sfumature, che riempiono i “perchè” affollati della propria testa.
Non ho mai conosciuto una persona che ha nascosto in sé un trauma, terribile e intenso, che ne ha consumato la sua essenza e i suoi bisogni.
Nel romanzo invece di cattivi pensieri ce ne sono tanti. E difficili.
L’amore non è sempre così forte da riuscire a superare drammi e incomprensioni.
Le perdite si fanno sentire urlanti e distruttive.
I cuori reclamano il perdono. 
La mente vuole solo dimenticare.
L’ansia ti assale quando non riesci a capire.
E se comprendere gli altri è il tuo lavoro… allora il dovere ti segue ovunque.
Ed è per sempre.
Luna

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120 thoughts on “Trauma

  1. Anche questo libro è già presente nella mia libreria ed attende di essere letto! Come tutte le letture che ti lasciano qualcosa, non dev’essere una lettura semplice. Nella tua recensione hai saputo trasmettere tutta l’intensità di quest’opera. Un bacio amica, buona serata!

      • No, almeno per quanto mi riguarda il problema non è il tema: Qualcuno volò sul nido del cuculo lo ritengo un assoluto capolavoro (il libro. Il film è una mastodontica ciofeca, che lo stravolge e lo snatura in maniera indecente), e ho amato molto i libri di Tobino. Qui c’è semplicemente il fatto che non mi dice niente., non mi dà niente, non mi suggerisce niente: tra leggerlo e non leggerlo l’unica differenza è il tempo buttato via.

        • Ho appena finito di leggere “Follia”. Concordo con i commenti di blogdibarbara. Riprende, con una trama totalmente sua e certamente quindi senza plagio alcuno, aspetti ormai eviscerati da altri libri e da film. Ho trovato una scrittura noiosa e senza empatia, che probabilmente era cercata (non la noia, l’empatia), ma che non incontra il mio gusto. Riconosco che le ultime 50 pagine sono molto più in discesa e intriganti, ma non ho concluso come per altri libri che fosse valsa la pena di sopportare le prime in nome delle ultime. Non condivido solo il discorso della “vaccinazione”; ho letto libri e visto film dei medesimi autori o registi e alcuni li ho nel cuore mentre altri li ho aborriti. Idem per le canzoni ed altre forme d’arte.

  2. Ho letto di McGrath “Follia ” e “Spider”,mi sono piaciuti ma mi hanno lasciato anche tanta tristezza e angoscia.
    Sono libri abbastanza pesantucci sul piano psicologico.
    Ho appena inziato a leggere “Trauma” ,non so se lo finirò ! Non mi va di star male per un libro.
    Un bacio Luna 🙂
    liù

  3. Un trauma non si supera, come dicono in tanti, parlandone. Non si supera neanche, come dicono altri, ignorandolo.

    Non si supera neanche ripetendo il copione, provocandolo coattivamente in altri.

    Probabilmente non si supera e basta.

  4. Sono argomenti complessi e delicati, dove la bravura di chi scrive viene messa a dura prova. Se come dici il padre dell’autore lavorava in un ospedale psichiatrico, devo dedurne che in casa si parlasse spesso di certi temi, non fosse altro che per esorcizzarli. Chissà com’è stata la sua infanzia… sarei curioso di saperlo!

  5. Di McGrath ho letto Follia che mi è piaciuto molto. Mi hai incuriosito e probabilmente leggerò anche questo romanzo, ti farò sapere sicuramente 🙂

  6. “Medice cura te ipsum” è proprio il caso …
    Nonostante la tua intrigantissima presentanzione, avrei un po’ di paura a leggerlo, non vorrei che mi ispirasse qualche malsano gseto …. AUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!

  7. Questa recensione mi ha molto colpito: non so se pensare che la scrittura è ciò che ha salvato l’autore da una pazzia certa, o se temere che prima o poi metterà in pratica quello che scrive!! Ho avuto l’impressione di un autore in simbiosi con il suo libro. Comunque mi incuriosisce.

  8. di primo acchitto mi è venuta in mente questa poesia di Alda Merini
    “Follia, mia grande giovane nemica,
    un tempo ti portavo come un velo
    sopra i miei occhi e mi scoprivo appena.
    Mi vide in lontananza il tuo bersaglio
    e hai pensato che fossi la tua musa;
    quando mi venne quel calar di denti
    che ancora mi addolora tra le spoglie,
    comprasti quella mela del futuro
    per darmi il frutto della tua fragranza.”

  9. credo che i manicomi siano la fucina dei thriller psicologici,
    affascinano perché scoperchiano i lati oscuri della mente.
    Tecnicamente non sono cose facili da scrivere,
    quindi la bravura di Patrick Mcgrath ha un valore aggiunto.

    TADS

  10. Invidio molto bonariamente il tanto tempo che riesci a dedicare alle letture e al blog con le tue sempre interessanti e puntuali recensioni.
    Purtroppo ultimamente sono oberata da impegni che non mi permettono di leggere come vorrei, anzi sono praticamente ferma. Ma ci sono priorità diverse in questo periodo!
    Un abbraccio grazie e ciao
    Ondina

  11. Purtroppo è uno dei tanti autori contemporanei che non conosco. Per decenni ho letto e studiato soprattutto autori un po’ datati o addirittura classici. In realtà potrebbe essermi utile, in quanto anche i miei personaggi spesso qualche piccolo problema ce l’hanno, ma per loro preferisco rifarmi alle mie esperienze di vita. Basta descrivere i tanti mattoidi che vagano liberamente per il mondo e a volte incrociano anche la nostra esistenza 😉

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