L’estranea

l estarneaAlzi la mano chi non ha mai pensato da piccolo, alla possibilità di essere stato adottato.
Io riuscivo sempre a piangere quando mia sorella maggiore mi prendeva in giro, dicendomi di essere una piccola orfanella adottata in tenera età.

Era un gioco per lei, ma funzionava sempre.
Tuttavia, di vuoti e situazioni inconsolabili se ne trovano davvero tanti. Non raramente all’interno del proprio nido domestico.
Una sensazione di tortura. Un soffocamento profondo. 
Una mancanza di sintonia verso qualcosa che dovrebbe legarti dentro.
C’è chi le definisce paranoie od ossessioni dell’inconscio.
Chi ancora casi clinici.
Di questo si vuole parlare.
Di un padre assente. Lontano, chiuso nella sua rabbia incontenibile.
Di una madre malata e incompresa.
Di una sorella estroversa e dinamica.
E poi c’è lei. La penombra nei giorni di sole.
Il fuoco nelle giornate di pioggia. L’estranea.
Cercare di capire da dove viene quel disagio dell’anima, significa scavare nei segreti che, a volte ricoprono la propria vita.
Ma una spina del cuore è davvero troppo dolorosa da sopportare in eterno.
E la paura di perdere la persona amata può riportare in vita certe consapevolezze perdute nel tempo.
E la luce a volte, ritorna in un attimo.
E in un attimo, di nuovo insieme.
Luna

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116 thoughts on “L’estranea

  1. Se mia madre non avesse partorito in casa avrei avuto per il resto della mia vita il sospetto di essere stata scambiata ,tanto mi sentivo estranea a lei in particolare!
    Il libro non l’ho letto.
    Ciaoooooooooo
    liù

  2. sto ancora leggendo il libro io uccido di Faletti… non è il mio genere e non riesco proprio a finirlo… sto alle ultime pagine ma non mi ha preso per niente,
    l’infanzia ha i suoi dolori che ci porteremo dietro inconsapevolmente ma fa parte della nostra storia .
    questo libro spero di trovarlo in biblioteca sarà il prossimo l’argomento mi interessa .
    un caro saluto e felice Domenica
    baci Franca

  3. Mio fratello pensava lo stesso, di essere stato adottato. L’autore , lo stesso di ”Follia” mi piace molto., penso che lo comprerò. Intanto passa da me, c’è un premio per te. Isabella

  4. Ciao Luna solare, quando si è bambini e si viene sgridati magari ingiustamente per il nostro concetto di giustizia, si ha la sensazione di non essere il vero figlio ma un estraneo. Poi magari una nonna, fa passare questo stato d’animo ma certo che per un po’ senti qualcosa che ti fa star male e che poi alla mia età diviene ansia, rammarico, quando si litiga con i figli. Forse se una volta ci anticipi cosa leggerai per l’estate magari riusciamo ad incrociarci!! Mi farebbe piacere una tua visita critica a http://www.luogos.it/. Poi se mi trovi e ti piace i miei racconti/poesie ne sarò molto felice! Bye.

  5. cara Luna eccomi qua! che dire…sei veramente brava! forse dovresti provare a scriverlo tu un libro….ci hai mai pensato? le tue amiche blogger sarebbero le prime acquirenti! buona serata! un bacio!

  6. Questa storia mi fa rifelette, tornano ricordi miei dalla infanzia.. vechie domande mai risposte.. per chiu che e cresciuta a parte della vita in affidamento e in istituti … un racconto come questo da la senzazione di avere in quanche maniere un’anima gemella, anche se poi ti rendiconto queste due storeie non hanno nulla d’afare l’una con l’altra… rimangono solo ricordi del passato…

    deve essere interessente questo libro … si felice cara Luna…tvb Pif ❤

  7. Un libro interessante….leggendo il tuo bel post sono tornata indietro nel tempo…adottata no’ma inadeguata si’,la mia mente andava troppo avanti non sopportavo di stare zitta davanti davanti a disparita’di sessi e ingiustizie varie…ero una piccola ribelle che voleva mettere un po’di cose a posto,i mitici anni 60Baci Luna.Caterina

  8. Ussignor … sono cresciuta per fortuna in un clima familiare sereno. 😉
    E’ una trama triste dove il disagio di vivere l’abbandono crea forti incertezze nella vita.
    Non ho letto questo libro, proverò a procurarmelo, mi sembra che meriti 😉
    Grazie Luna, un abbraccio
    Affy

  9. Ciao cara amica, non ho ancora letto questo libro (di questo autore ho nella libreria il romanzo “Trauma” in attesa di essere letto). Comunque è vero, anche a me da piccola è capitato di farmi la stessa domanda sull’adozione (pensavo di essere l’unica matta ad essermi chiesta una cosa del genere!).

  10. Interessante, ma molto impegnativo, un libro da leggere al momento giusto. I condizionamenti dell’infanzia sono i più difficili da sradicare e quelli che, se non metabolizzati, danno vita a grandi sofferenze. Si vorrebbe lasciarli in un cantuccio, ma per iniziare finalmente a vivere credo sia meglio affrontarli.

  11. Da un po’ ho abbandonato i libri di Mc Grath che dopo un innamoramento iniziale mi avevano via via deluso sempre più. Questo di cui parli per la verità mi incuriosisce e potrei tornare sui miei passi 🙂

  12. è vero, non so in che momento della mia infanzia, ma anche a me ha sfiorato il pensiero di poter essere stata adottata, ma l’ho escluso in quattro e quattrotto 🙂 ciao Luna!

  13. Ho visto questo libro su un banchetto l’altro giorno, il titolo mi aveva colpito, ma il ritardo mi aveva fatto passare oltre…ora però credo fermamente di volerlo leggere! Da piccola ero ossessionata dal terrore di uno scambio, che i miei genitori non fossero realmente i miei genitori…

  14. “La penombra nei giorni di sole” che bella immagine, hai descritto ciò a cui si anela e si desidera soprattutto quando si è in difficolta, e lo hai fatto con una frase di sole 6 parole! Brava! Non so se il libro in questione potrebbe piacermi, ma mi è piaciuto il tuo commento. Per queste perle leggo ciò che scrivi. Un bacio

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