Il deserto dei tartari

tartariLa capacità di attendere.
Sperare davvero in qualcosa che arriva da lontano.
Che dovrebbe arrivare. Da molto lontano. I tartari.

Buzzati ha creato tutto un mondo concentrato in un unico grande monumento: la fortezza.
Sembrerebbe un qualunque ausilio militare. Un luogo dove esercitare attività di vigilanza e controllo dei confini.
L’apparenza inganna. E’ una prigione.
Di pensieri e volontà. Gli uomini sono totalmente assorbiti da essa.
Si muovono lentamente e volutamente si amalgamano alle sue mura e ai suoi insegnamenti.
Le idee non restano in mente. Vengono ingoiate dalla calce e dagli anfratti nascosti nel cuore della muraglia.
Sotterranei cupi al centro della propria testa.
Certezze diventate ormai oblio.
Difficile, a volte impossibile, uscire da quella sicura quotidianità.
Turni regolari. Parole d’ordine che si susseguono nel tempo. 
Fucili pronti a sparare. Attese folli di vita.
Uomini pazienti e miranti. I Tartari arriveranno.
Nel vedere trascorrere gli anni della propria vita i pensieri si affollano, all’inizio, incuranti delle paure e perplessità.
Alla fine essi si fanno più radi ed incolti, svuotando la mente dall’angoscia ed ambizione.
Quello che c’è basta e ciò che deve arrivare arriverà.
Prima o poi.
E in un modo assurdo e geniale, i giorni si susseguono.
Istanti e momenti diventano anni.
E gli anni il nulla.
E il giorno dell’attesa, l’eternità.
Luna

Il bar sotto il mare

benniUn posto come quello io davvero vorrei frequentarlo.
Ci si trova con gente diversa e stravagante, ognuno di loro con le proprie peculiarità.
Racconti ce ne sono, davvero tanti.
Non eccessivamente drammatici o dolorosi.
Matti e impossibili forse, mai ridicoli.
Pagherei per poterne ascoltare qualcuno.
Berrei litri di birra e flirterei col marinaio, mentre intorno a me l’ambiente si riscalda e si popola di strani esseri e di parole, apparentemente incomprensibili.
Che compagnia questa!
Quello che preferisco? Il signore con la gardenia. E’ lui che mi ha portata dentro questo strano posto.
E la sirena.. la bambina.. il nano.
Sono tutti miei amici.
Ognuno di loro ha qualcosa da dire, da svelare.
Nessuna vergogna, qui dentro si può parlare davvero di tutto!
Di un paese con strani cambiamenti climatici.
Di uno strano capitano con la mania dell’ordine e della pulizia.
Di un bambino cresciuto nell’ombra e nel mistero.
Di un famigerato chef e della sua voglia di sconfiggere “Belzebù”.
La curiosità mi divora e spero che le storie non finiscano mai.
I personaggi cominciano ad assumere caratteristiche quotidiane e mi sembra di vederci qualcosa di buono.
La voglia di ammazzare la solitudine, abbracciandosi agli altri.
La vita che scorre lenta e che, a volte, non vuol proprio finire.
E Benni.. il burattinaio che muove questi strani fili.
Alla salute!
Luna