Il deserto dei tartari

tartariLa capacità di attendere.
Sperare davvero in qualcosa che arriva da lontano.
Che dovrebbe arrivare. Da molto lontano. I tartari.

Buzzati ha creato tutto un mondo concentrato in un unico grande monumento: la fortezza.
Sembrerebbe un qualunque ausilio militare. Un luogo dove esercitare attività di vigilanza e controllo dei confini.
L’apparenza inganna. E’ una prigione.
Di pensieri e volontà. Gli uomini sono totalmente assorbiti da essa.
Si muovono lentamente e volutamente si amalgamano alle sue mura e ai suoi insegnamenti.
Le idee non restano in mente. Vengono ingoiate dalla calce e dagli anfratti nascosti nel cuore della muraglia.
Sotterranei cupi al centro della propria testa.
Certezze diventate ormai oblio.
Difficile, a volte impossibile, uscire da quella sicura quotidianità.
Turni regolari. Parole d’ordine che si susseguono nel tempo. 
Fucili pronti a sparare. Attese folli di vita.
Uomini pazienti e miranti. I Tartari arriveranno.
Nel vedere trascorrere gli anni della propria vita i pensieri si affollano, all’inizio, incuranti delle paure e perplessità.
Alla fine essi si fanno più radi ed incolti, svuotando la mente dall’angoscia ed ambizione.
Quello che c’è basta e ciò che deve arrivare arriverà.
Prima o poi.
E in un modo assurdo e geniale, i giorni si susseguono.
Istanti e momenti diventano anni.
E gli anni il nulla.
E il giorno dell’attesa, l’eternità.
Luna

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54 thoughts on “Il deserto dei tartari

  1. Ciao Luna, che piacere! ❤
    Libro un po' inquietante, forse, ma bellissimo! L'ho letto anni fa e mi piacque moltissimo! 🙂
    Buon pomeriggio, Luna! 😉

  2. Buzzati è un autore che ammiro e che amo. Ho letto quasi tutto di lui, compreso questo.
    La tua interpretazione del romanzo è spettacolare e fuori dalle righe ma non per questo meno interessante.
    Hai osservato la storia da altra angolazione e ne è scaturito uno spaccato che stimola altre riflessioni.
    Lo devo rileggere. La sua lettura si perde nella notte dei tempi.

  3. L’ho letto ventenne e mi incuriosisce scoprire l’impatto che avrebbe il rileggerlo ora a distanza di tempo. Lo ricordo come un libro affascinante e suggestivo. Mi piacque enormemente allora anche “Barnabo delle montagne”. L’hai letto?

  4. Bella recensione. hai colto nel segno il significato di questo romanzo.
    L’ho letto diversi anni fa, ora che mi ci fai pensare credo che lo rileggerò.
    E’ un libro stupendo che mi ha lasciato malinconia, mi ha commosso e affascinato. E’ un libro che scandaglia l’anima, le sue profondità.

  5. Mannaggia, sì, sì, lo so, ti trascuro, ma so che tu mi perdoni, vero?

    Ciao cara Luna, Buona PaSQUA con tante cose belle e serene e magari con tante cose buone da mangiare. 🙂

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