Cari mostri

benniOrribili immonde creature degne di rimanere nella melma più viscida.
Terribili squali dai denti enormi e affilati.
Bestie feroci e violente pronte ad assalirti e divorarti. Sono questi i mostri.
Quelli che immaginavamo da bambini, ingenui e timorosi.
Quelli che a volte sognamo quando la notte appare lunga ed irrimediabilmente fredda.
Ne abbiamo paura. Soffriamo. Tremiamo al ricordo di vecchi incubi.
Ciechi nelle nostre certezze. Folli nella propria ragione.
I veri mostri sono dentro di noi.
Vampiri e zombie in cerca di una pace eterna.
Oscure creature che si trascinano in esistenze lente e impietose.
Ma, se riesci a guardare oltre la nebbia confusione ed arrivare alla profondità del male, ecco che la realtà si svela ai nostri occhi.
I mostri, siamo noi.
Cattivi. Crudeli.
Insensibili. Invidiosi.
Stefano Benni te lo grida in faccia: Non meravigliarti degli altri, anche tu sei un mostro!
Poi leggi i suoi racconti e un brivido ti scuote dentro.
Ritrovi certe abitudini di vita. La rabbia che spesso viene fuori.
La cattiveria verso l’uomo e gli animali.
La povertà degli animi. La solitudine dei cuori.
Non posso non affermare con dolore che le strane creature, misteriose,  in fondo non lo sono poi tanto.
Siamo noi. Semplicemente.
Non bisogna cercarle chissà dove.
Sono ovunque.
In mezzo a noi. Dentro di noi.
Negli abissi infiniti, della coscienza nascosta.
Luna

Benni in teatro stasera. Alla ricerca dei veri mostri.

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