Memorie di Adriano

adriano

“Piccola anima smarrita e soave (…). Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…”.

Comincio la mia riflessione dalla fine, stranamente, come mai ho fatto prima.
Devo confessarlo; mi sono commossa, un brivido al cuore mi ha percorso nel profondo.
L’imperatore mi ha accompagnata nel suo mondo fatto di colori e suoni rombanti.
La vita di un grande uomo si è intrecciata con la storia di una città che risiede nel tempo e nella memoria.
L’esistenza di un essere nobile mi ha catturato le giornate, le sue parole mi mancano.
Ecco di cosa era fatto Adriano: “Noi siamo funzionari dello Stato, non siamo Cesari”.
Amava la giustizia applicata alle giuste circostanze.
La gentilezza era la virtù che più apprezzava nella gente.
Amava il fanciullo che rifletteva di eterna divinità.
Era corretto, era un sapiente governatore.
“Si è protestato quando bandii da Roma una patrizia, facoltosa e stimata, perchè maltrattava i suoi vecchi schiavi: qualsiasi ingrato che trascura i genitori infermi scuote di più la coscienza pubblica, ma io non vedo molta differenza tra queste due forme di crudeltà inumana”.
Quanto ho appreso da lui, dalla sua vita, dai suoi pensieri emozionanti.
Ho capito il freddo degli inverni della vita, ho assaporato la prudenza e la
tolleranza, ho goduto di leggi giuste ed equità.
Il senso del suo spirito ha pervaso le mie membra, la sua anima ha riempito ogni spazio.
Lo vorrei avere accanto, ogni giorno.
Avrei voluto chiedere a lui cosa fare quando, in crisi, ho deciso di cambiare mestiere.
Come saggio amico presente lo avrei voluto interpellare nell’istante in cui ho pensato di fare marcia indietro.
E ancora, lo vorrei adesso come mio consigliere per considerare insieme le strade future, possibili speranze da percorrere.
Non ci sono parole per descrivere le emozioni che ancora conservo nel mio cuore.
So solamente che sarà impossibile per me adesso dimenticare l’esperienza della storia che si è fatta avanti.
Nessun nuovo momento potrà cancellare quelli passati.
Nessun uomo potrà apparirmi  come lui.
Un sospiro ancora. Ed eccolo lì.
Inizia la Storia.
Luna

In cinque anni tante cose sono cambiate. La passione, tuttavia, rimane nel tempo.

 

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19 thoughts on “Memorie di Adriano

  1. Mamma mia, Luna … che capolavoro imperituro sei andata a scovare !!! 😳
    MEMORIE DI ADRIANO è un libro che adoro … anche se, non te lo nascondo, ogni volta che lo rileggo mi lascia profondamente triste e amareggiato, se penso che in soli duemila anni siamo precipitati, dalle classiche e sognanti riflessioni dell’ Imperatore Adriano ( oggi, il più popolare Imperatore Romano nel mondo ), al mondaccio becero di oggi, dalle sue qualità di Statista con la Esse maiuscola, ai cialtroni lillipuziani che ci governano … e dai giganteschi suoi amici e sodali, alle sgualdrine TV di oggi, quali la barbara d’ urso, il bruno vespone, l’ ambigua maria de filippi … e tanti altri squallidi personaggi della quadristica attuale, che si agitano e squittiscono come topi in una nave che affonda ! 😦

  2. Peccato non essere, neanche nel nome, Adriano ma non essere così triste! l’hai scritto nel titolo pazienti e ci metto….. credenti (in qualcosa). Te saluto femina intellegens!

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