La porta

porta
Magda Szabò scrive davvero benissimo. 

E’  strepitosa, la sua scrittura scivola via e rimane in mente in maniera indelebile. Come i suoi personaggi.
Emerenc è una donna che non si dimentica, attraversata da un passato doloroso che marchia dentro come un tatuaggio di fuoco sulla pelle.
Protagonista del suo tempo con i suoi molteplici comportamenti di solidarietà umana, sorella difficile da sostituire, per tutti.
La porta come un varco di confine, un muro apparentemente invalicabile.
Il mondo della vecchia signora è stato costruito piano piano in mezzo a una sorgente di segreti immutati, la porta per lei rappresenta lo svelamento di questa realtà e la fine di un sogno di isolamento. 
L’altra invece è una donna che non ha confini, avvolta da un velo sottile di socialità, vende la sua vita come se fosse caramella dolce per tutti. Scrive valanghe di parole senza maschere o vetri oscuri, la sua relazione con il mondo è aperta a tutti, senza paure.
Presto i due mondi si scontreranno, sarà guerra aperta di universi inconciliabili, eppure vicini.
Tutti noi staremo a guardare inermi.
Tra rimpianti, paure e delusioni, tra rabbia nascosta, tra i desideri di comprensioni.
Staremo accanto a queste due donne così diverse eppure legate.
Tiferemo per loro, per la loro lenta rinascita al mondo.
Le vorremo bene. Pregheremo per loro.
La porta è fatta di simboli e significati vivi.
La porta è uno sguardo dentro la coscenza, dentro tutto ciò che non vogliamo vedere.
La porta è un muro che può essere valicato se così vuole l’amore.
La porta può essere un luogo di incontro, dentro e fuori si può trovare la forza di dipingere il muro che separa le due vite. 
Perchè è lo stesso muro fatto da due pareti diverse che costituiscono l’insieme.
Quel muro che a volte non si può attraversare se non con il bisogno di amare.
E il bisogno di essere amati.
Luna

21 Lezioni per il XXI secolo

harari
Non è un saggio che tratta un argomento specifico, ma è un testo sulla globalizzazione, sui problemi del pianeta e su come impegnarsi per cambiarlo.

Harari è uno dei saggisti che prediligo, il suo modo di scrivere è a dir poco superbo, ma semplice allo stesso tempo.
Immaginate di avere una macchina con il pilota automatico che, oltre a saper tenere la strada e cambiare le marce, sappia anche decidere cosa sia eticamente giusto da fare in caso di incidente.
Non c’è dubbio allora che questa macchina deciderà di andare fuori strada a scapito del conducente piuttosto che investire un malcapitato pedone in mezzo ad un pericoloso incrocio.

Chi di noi sacrificherebbe se stesso in virtù della salvaguardia di un bambino, fuggito dalla custodia dei genitori e finito nel bel mezzo di una strada?
Questo e altri interrogativi ci pone Harari e tutti con tante possibili risposte.
Si arriverà mai ad una intelligenza artificiale in grado di scegliere al posto nostro il partner più adatto alle nostre esigenze e sfumature caratteriali?
E se così fosse, tale sistema sarebbe davvero infallibile?

Guardavo Netflix e pensavo ad un eventuale futuro robot capace di suggerirmi il marito ideale così come, adesso, il programma mi consiglia i film da vedere in base alle mie scelte precedenti.
Fantastico! E terribile.
E poi ancora, delle esigenze climatiche, del riscaldamento globale, e di tanto altro ci parla Harari.
Un saggio da non perdere, per conoscere meglio il nostro mondo, e noi stessi.
Pensate che possa far paura?
La consapevolezza non può mai esserlo.
Forse può diventare una condanna, o, piuttosto la salvezza.

In questo periodo così difficile, coraggio ☀️
Luna

Nel cuore di Yamato

yamato
La scrittura giapponese è delicata e lenta nel cuore. 

Parla di uomini e donne fragili e duri come la notte, di vite che si intrecciano e, alla lunga. si ritrovano disperse.
Cinque storie piene di amore e sentimenti nati nel tempo, desideri inespressi nelle pieghe dei lunghi giorni e vita vissuta tra scoperte e sacrifici.
Il Giappone mi torna in mente con i suoi colori devastanti, di una luce immensa.
Il mondo orientale è pieno di simboli, messaggi nascosti nei gesti quotidiani, pura legge delle illusioni, realtà che trafigge.
Mi sono persa tra le varie storie dei protagonisti, mi sono illusa che tutti, prima o poi, avrebbero vinto, ma non è andata così.
Sono rimasta immobile, emozionata dalle parole di quella realtà rivelata a pochi, di un destino fantasma che non accetta sbagli.
Le piante e i fiori di quella terra mi hanno inondata di profumo e immagini nitide, mai assenti.
Mi sono sentita rigogliosa mentre la natura si mostrava ai miei occhi, nuda nella sua immensa perfezione.
E di fronte ad un miracolo del genere chi siamo noi per opporci al tempo e ai cambiamenti.
Possiamo noi combattere il tempo che decide delle vite, e la storia che va verso l’intramontabile?
Siamo solo polvere, e vento leggero.
Nuvole sparse.
Siamo isole e vulcani.
Siamo petali, fragili e asciutti.
Pronti a volare al minimo vento.
Pronti a cadere, nella terra bagnata.
Luna