Domani nella battaglia pensa a me

“Rimane l’odore dei morti quando non rimane altro di loro. Rimane quando rimangono ancora i loro corpi e anche dopo, una volta lontani dagli occhi e sepolti e scomparsi. Rimane nelle loro case finì a quando non le si fanno arieggiare e sui loro indumenti che ormai non si lavano più perché ormai non si sporcano e perché si trasformano nei loro depositari “.

Mi sono profondamente commossa di fronte a tanta bellezza.
La trama è delicata e intensa allo stesso tempo.
Un uomo vede morire tra le sue braccia la sua giovane amante, nella casa della donna, con il figlio di due anni che dorme nella stanza accanto.
Così ha inizio questa storia improbabile. O possibile.
Perché tutto può accadere leggendo Marías, e tutto può rimanere finzione. In questa storia potente, i fantasmi prendono vita e tormentano gli uomini con la loro estenuante presenza.
Ogni lato oscuro dell’essere umano si ripresenta sotto forma di racconto, per trovare forza nella spiegazione della realtà, in quello che sta dietro il percepibile.
Gli uomini senza nome acquistano un volto e comprensione. Le parole cercano di trovare posto tra le nubi oscure del tradimento.
La realtà può apparire crudele e deforme per poi trovare il giusto posto nel disegno della vita. Una vita che sembra fatta di eventi casuali, che si rivelano frutto della mano degli uomini, attenti a non fare rumore, a distrarre il suono dell’umana esistenza.
Nei miei post non racconto mai la trama dei libri che ho letto. Non lo faccio mai.
Oggi, tuttavia, ho raccontato l’inizio della storia. Perché è davvero poco in confronto alle riflessioni, all’estrema compassione e ai pensieri che escono fuori dalle pagine immense di questo romanzo.
Ogni capitolo è un dolore cocente in tutto il corpo.
È come sentire il becco di un animale oscuro che punge, e spinge continuamente contro la tua carne. E la fine è una pace sofferta. Un’emozione risolta.
Amo Marías. Lo amo quando parla dei nostri morti, e della mancanze, e degli odori trattenuti.
Lo amo per tutto quello che rende possibile. Quando è impossibile.
Luna

Domani è ieri. E sono 9 anni.

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