Paranoia

paranoia(1)
Una donna davvero speciale. Unica.

E non perchè svolgeva una vita straordinaria o particolarmente diversa da tutti gli altri, anzi.
Una casalinga moderna, una vera mamma.
Una donna che non si è mai risparmiata e non ha sacrificato la sua grande passione alle pieghe del tempo.
Una famiglia di quegli anni, nei giorni sereni.
Pensieri assurdi, quasi fanciulleschi.
Forni che litigano con il tostapane, risate smarrite tra le pagine bianche.
Donna e mamma scrittrice. Favola americana.
Grazie a lei abbiamo scoperto cosa si prova ad avere i brividi lungo la schiena quando qualcosa si avvicina nel buio.
Un male sempre in agguato, pronto a colpirti nel vuoto.
Incomprensioni che diventano solitudine e paura.
Famiglie isolate, oscure tenebre.
Quando il terrore si fa voce ecco che il silenzio acquista forza.
Le case prendono vita e i fantasmi si vestono dei più nascosti pensieri.
Terrore e schianto. Urla nel vuoto.
Shirley Jackson ha creato il romanzo gotico e anche se alcuni suoi racconti non mi hanno fatto vibrare il sangue posso solo riconoscere il grande talento di una penna brillante.
So cosa si prova quando ci si sente seguiti, immaginario o realtà, chi può dirlo.
Cercare di trovare la strada giusta per poi perdersi, con l’eco delle voci scroscianti e le risa dei bambini.
La vita stessa ci offre infinite opportunità di coraggio e altrettante di virtù.
Allo stesso tempo la natura umana si rivela cattiva e vile, oltre ogni aspettativa.
La scelta vera e fiduciosa siamo noi, aspetta inerme.
Nei rapporti, nella vita eterna.
La famiglia può racchiudere in sè diversi fantasmi: l’invidia e la scelleratezza della gelosia.
L’amore si muta in odio.
Sta a noi. Sta solo a noi.
Luna. 

Una questione privata

questione
Oh meravigliosa Fulvia, adorata mia innamorata.
Un bacio ancora prima di andare via.
Cosa può fare l’amore in questa nostra folle vita.
Può farci prendere coraggio e cercare con forza la strada per la nostra salvezza. Può farci diventare incredibilmente audaci e capaci di buttarci tra le braccia del boia.
Di qualunque cosa è capace l’amore, così come la morte.
Tra campi immemori abbiamo trovato i ricordi di un attimo passato negli albori del tempo.
Nei pascoli e nel bel sole del mattino abbiamo ritrovato noi stessi.
Nella guerra l’errore, nella fuga l’esaltazione alla vita.
La voglia di ritrovare, nella sconfitta, il rivale adatto, in grado di comunicare la verità nel dubbio, l’illusione del poter essere ancora amato.
Dolce Milton, riposa tra l’erba alta e il fango di una vergogna nemica, riposa tra i sussurri del vento e le fronde degli alberi freddi.
Riposa ancora nei ricordi di chi hai amato e che, forse, non ricorda più.
Questa storia ha il sapore dell zucchero nero, scura agli occhi, ma dolce in bocca.
Tra la guerra e l’amore vince quest’ultimo.
Anche se alla fine si muore.
E in fondo, si muore anche d’amore.
Luna

Diceria dell’untore

bufalino
Bufalino è un grandissimo autore siciliano.

La sua scrittura è ineguagliabile, sa di antico e di buono.
Non è per niente facile.
Ho letto questo romanzo dopo Le menzogne della notte ed ero già preparata al suo stile e al suo modo di raccontare il mondo e la sua particolarità.
La sua prosa è lirica, sembra poesia.
Alcuni mi hanno detto che occorre un traduttore per capire Bufalino.
Mi è venuto da ridere, ma forse è così. O forse no.
Ammetto di aver cercato tanti termini per capirne meglio la portata, non mi sono arresa e sono andata avanti.
L’effetto è travolgente.
La storia? In realtà è semplice.

In un sanatorio della Sicilia i malati aspettano insieme la morte.
Stanno tutti male, inesorabilmente, e cercano di condividere il tempo che gli rimane da vivere.
Tutto qui. Certo, poi si mette di  mezzo l’amore. Quello c’è sempre.
Ma come appare l’amore agli uomini quando sanno che, a breve, moriranno?
Forse sarà più dolce e tenero. Magari insapore.
Riconosco il talento di chi scrive.
Fortemente potente e naturale.
Mi è piaciuta l’aria che mi ha rimandato, il messaggio che mi è stato restituito.
Vivere come se niente dovesse accadere. Vivere come se tutto può accadere.
Morire d’amore, di vita vissuta.
Non mollare.
Non arrendersi mai.
Luna

Appartamento 401

appartamento
Ho vissuto per tanti anni condividendo un appartamento con coinquilini sconosciuti o quasi.
Ho fatto questa esperienza pazzesca e chissà che non possa ripetersi nella mia vita.

Ho condiviso un pezzo di strada con loro, ho litigato, mi sono confrontata e alla fine sono andata avanti.
Questi ragazzi fanno proprio così: vanno avanti.
Ci sono 5 storie diverse con diverse personalità e talenti.
Universitari, lavoratori attenti, donne innamorate e alcolizzate.
Poi arriva un misterioso coinquilino e tutto cambia. I rapporti si fanno più fitti e ci si comincia a svelare.

Si comincia, perchè in effetti nessuno di loro era stato davvero se stesso dentro quella casa, tra tuttti.
Forse celavano, erano realtà apparenti e diseguali, erano diversi, si confondevano tra loro. 
Questo romanzo va sorseggiato, va letto lentamente, senza far rumore.
Bisogna avere pazienza e si scopriranno tutti i loro lati più profondi e attenti, si sveleranno le carte.
Il nuovo arrivato porterà una ventata di novità, forse tristezza, ma vita sincera.
I vecchi racconti saranno sostituiti dai nuovi, tutti sanno tutto, ma appare il niente.
E’ la storia della vita che inesorabile avanza, si fa spazio tra i ricordi e le nuove occasioni.
Si rifugia nel manto che noi riconosciamo come fiducia e confidenza, ma ha il sapore della disfatta e della paura.
Bisogna lasciarsi travolgere e sondare.
Tra le pieghe dell’anima e il profumo dei ricordi più veri.
Luna

L’assassino

simenon
Di Simenon mi colpisce sempre la semplicità delle sue parole.

La trama è spesso poco articolata: un uomo uccide la moglie e il suo amante segreto.
Basta poco, che ci vuole.
E’ la bellezza della sua scrittura che rende tutto così reale e assurdo nello stesso tempo.
Un uomo comune, un medico rispettato che, in maniera sapiente e premeditata, realizza un omicidio efferato, occultando i due corpi che ha reso freddi cadaveri.
Da quel momento inizia la rivoluzione, intima e personale.
Intrattiene una relazione sessuale con la governante, diviene spavaldo, ambisce a ruoli importanti.
Se sconvolge la reazione del protagonista alle dinamiche quotidiane ancor più colpisce nel profondo l’atteggiamento di quelli che prima stimavano il grande medico.
Cominciano a dubitare.
Nessuna certezza si ha riguardo l’autore del brutale omicidio, ma la collettività ha già trovato il suo assassino. 
Quello che ne scaturirà sarà sicuramente una tragedia umana e un fallimento della specie.
Mi entusiasma come la scrittura di Simenon riesca a far credere che sia davvero facile scrivere un romanzo perfetto.
Leggendo i suoi scritti tutto sembra possibile e anche una come me, capace solo di scrivere sulle parole altrui, riesce a pensare per un attimo che , in fondo, scrivere bene è davvero semplice. 
Buttare giù un romanzo è solo questione di tempo, vorrei pensare.
E invece no, nella vita non va così.
La sua è pura arte. E’ magia delle parole, visione delle immagini.
Non mi resta che continuare a scrivere, scrivere, in ogni tempo, a modo mio.
Le lettere guariscono dai mali dell’anima. 
Le parole sono il giusto rimedio.
Luna

Città sola

citta sola
La solitudine è roba per tutti. Nessuno escluso.
Fa parte della vita, dell’esistenza umana, e fa paura.

Da tempo volevo leggere qualcosa di davvero profondo e sono contenta di essere incappata in questo saggio.
E’ un’opera di biografia che tocca le vite di molti artisti e fotografi famosi della New York di molti anni fa.
Personaggi insoliti e affascinanti, storie di bambini abusati, di legami irrisolti, di anime perse nel vuoto di una città soffocante.
Splendida la figura di Andy Warhol, genio eccentrico e tremendamente solo.
Fantasma di se stesso alla ricerca della creazione dell’opera perfetta, perfettamente incompleta.
Indagatori degli animi afflitti, cuori doloranti in corpi alla ricerca del movimento.
Il sesso un’arma usata per coprire la solitudine dell’interiore, spesse coltri di rabbia ricoprono i sensi ormai perduti negli albori del tempo.
Fratture inimmaginabili nascoste dal tram tram quotidiano, crepe dell’animo umano.
Pena, forse dolore per tutti loro.
Non si rimane indifferenti.
Lotte per i diritti civili, verso un manifesto che dice “No al silenzio, sì alle urla”.
Mai nascondere niente, tutto deve essere donato al pubblico.
Così si comincia a parlare dell’Aids, delle malattie che portano all’isolamento, al terrore del contagio da contatto, alla soppressione di tutti i desideri sessuali se animati da perversione.
La lettura di questo testo mi ha portato a conoscere tanti aspetti delicati sul tema della solitudine. 
Il senso profondo dell’altro porta, a volte, una paura straziante dell’incontro.
Il perdersi dentro se stessi provoca disagio e conoscenza.
Senso cupo dell’arrendersi. Tremenda voglia dell’illusione dell’amore.
Amare, sparire nel diverso, fondersi negli altri.
Voglia del reale, dell’unione.
Da leggere. Nella solitudine delle proprie stanze.
O tra il senso perdurante della riconoscenza.
Luna

Sette anni di Luna. Grazie a voi.
Dedico la mia solitudine a mio padre.
Sorgente di vita e di creazione.

Paura

paura
E’ un breve racconto sul tradimento. 

O meglio, su quello che si può provare quando si teme di essere scoperti.
Inutile mentire, il succo è davvero solo questo.
Ma nel mezzo di tutto quanto c’è un’infinità di mare, di parole sussurrate, di eccessi.
Una donna ha paura di essere scoperta, poi di essere seguita, e infine di essere rivelata.
E’ una storia quotidiana in fondo, una storia di sempre.
Della paura che ci lascia bloccati sopra una sedia, in attesa di ricominciare a respirare.
Il terrore di un attimo di verità può rovinare la costruzione di una vita.
Il rimorso, infine il perdono.
Zweig è un maestro nel far accrescere il pathos e la paura della perdita.
Alla fine la paura la sentiamo anche noi.
E’ un attimo, un filo leggero.
Mi è piaciuto di questo racconto il tempo dell’attesa.
Di essere scoperti.
Tra il momento della paura e quello dell’esitazione c’è un lasso di tempo davvero importante.
In maniera intensa la protagonista comincia a ricordare cosa per lei è davvero essenziale. Cominciano a scorrere nella mente i momenti veri della vita.
La nascita dei figli, la dolcezza del marito, la presenza dell’amore.
In un istante ecco apparire il buono di tutta un’esistenza.
Il pensiero di quello che può ancora essere fatto è un faro in mezzo alle acque.
E’ malinconia. Così dolce e tenera.
E’ un racconto che ricorda i tempi andati.
Contiene il sapore amaro dei bei ricordi.
Ricorda l’odore dolce della memoria.
Luna