Il racconto dell’ancella

ancella
In un futuro prossimo, o già passato, le donne saranno legate ad un uomo al solo fine di procreare.

Le mogli staranno a guardare il lento “stupro consenziente”, obbligatorio per legge, sperando nel concepimento di un piccolo essere che poi chiameranno FIGLIOMIO.
L’onta cadrà su quella donna, utile solo per metà, che non riuscirà a donare la vita.
La morte, a chi correrà il rischio di innamorarsi davvero e fare l’amore con un uomo, non Comandante.
Tale storia è raccontata senza vergogna alcuna da una giovane ancella, donna reale e fantastica, che accompagna il lettore all’interno di una storia fatta di profonde verità e di insane passioni.
I clubs privati diventano lo sfogo di logori corpi alla ricerca della libertà.
L’amore, sfuggente utopia.
Fughe disperate che terminano nel suicidio.
Passioni, inganni leggeri solo per capire cosa c’era prima di tutto questo.
Il messaggio che la Atwood ha voluto lanciare è davvero privo di ombra e segreti.
La linea sottile di una realtà incandescente giunge ai giorni nostri e appare lunga e contorta.
Il pensiero è chiaro, le menti lucide lo avvertono: siamo tutti degli schiavi, utilizzati ai fini vantaggiosi dei pochi che credono di avere il  potere.
La donna, macchina della fecondità dal ventre promiscuo e poderoso.
Ancella dell’ubbidienza, curatrice della salute e della famiglia.
L’uomo, incapace di amare, strumento utile per la prole e per ripopolare il pianeta.
I sentimenti, utopie abbandonate nel tempo.
Ordine e costruzione, vita da non sprecare nelle emozioni.
Bianco e nero. Verde, rosso, azzurro intenso.
Il mondo.
Vento che soffia nei cuori spezzati dai ricordi dell’anima.
Luna

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Il diario di Jane Somers

diario
Intenso come il profumo della primavera.
Energia pura come le onde del mare che si infrangono sugli scogli.

Leggero come la brezza che soffia sul viso.
Ho scoperto per caso questo titolo ed è stato subito amore per l’autrice, premio nobel per la letteratura.
Una donna impegnata, di successo, si imbatte in una vecchina scorbutica ed acerba.
Bisognosa di aiuto senza avere il coraggio per chiederlo, la vecchia signora porta a casa la sua giovane amica e ne fa la sua confidente.
Si genererà una storia che trae le sue origini dal passato estendendosi verso il futuro.
Giorni incerti per chi non ha pace nel cuore, abissi infiniti quelli del dolore.
Anni di povertà e poi il silenzio della solitudine.
Donne laboriose, maestre di vita per tutti.
Storie infallibili di menti umane dagli animi sofferenti.
Tra il dolore c’è sempre la gioia, bene prezioso e raro.
La vecchia Maudie ci insegna ad avere coraggio e a non abbandonare la coerenza di se stessi. Accettare i propri limiti. Andare semre avanti.
Non si è mai soli se si ha la voglia di graffiare ancora il mondo, nonostante tutto.
E se il corpo va via l’anima resta.
Nei ricordi.
Nella rabbia.
Nel pianto.
Luna

frase finale

Non lasciarmi

non2
Mai storia mi è stata così dolce ed intensa.

Magica. Fatale.
Dinamiche poco divertenti nonostante siano raccontate da essserini, poco più che ragazzi.
Amicizie profonde e pronte  a sciogliersi, così tiepidamente forti.
Amori che sbocciano con il vento di primavera.. lente.. lente.
Ci troviamo in un collegio inglese, uno dei tanti.
Molti studenti si danno da fare per conoscere, diventare adulti e riuscire a realizzare delle opere degne di nota. 
Sognano. Come tutti.
Poi in un giorno come tanti tutto cambia e la vita diventa incerta e crudele.
Ospedali, donazioni, vita e morte.
Qual è il vero scopo della nostra esistenza? 
Per cosa siamo stati messi al mondo?
Le guerre e le rivoluzioni contano poco se alla fine abbiamo un ripiego ai nostri mali.
Anche a quelli incurabili.
Eppure l’amore conta. Conta sempre.
Anche tra due corpi che forse non nascondono un’ anima.
Tra due esseri che provano emozioni.
Conta davvero tra due corpi che l’anima la nascondono bene.
O che non la nascondono affatto.
Conta davvero e ha un suo peso.
Il peso del vuoto.
Quando il cuore smette di dare è davvero la fine.
E i ricordi d’un tratto si spezzano, sembra quasi di non aver vissuto.
Poi, all’improvviso, riappaiono nitidi, le ombre, i silenzi.
E la mente reclama i pensieri.
E il cuore il suo folle amore.
Luna

Viva la vida!

frida
Eccezionale racconto della vita di una donna.
Un essere speciale in tutte le sue forme e dimensioni.

Corpo: martoriato da un incidente che sa dell’incredibile.
Anima: leggera, dalla voglia di vivere incommensurabile.
Mente: elastica e voluminosa con la voglia di esprimere e scoprire.
E’ lei, Frida, donna dalle mille sfaccettature pronta ad esplodere e volare verso l’infinito.
Se volete conoscere la storia della sua vita allora questo non è il libro giusto.
Qui troverete esclusivamente i suoi pensieri, i suoi desideri più profondi, trascinati da una nube di tormenti e delusioni.
Un amore che ha rovinato per sempre attese e speranze.
Un matrimonio voluto fortemente nonostante le incomprensioni e i contrasti.
Ed infine, il Messico, una terra selvaggia dai colori forti e dalle idee attente e rivoluzionarie.
Personaggi, che hanno fatto la storia, l’hanno conosciuta e amata.
Uomini e donne hanno assaporato la sua linfa viva e brillante.
Frida si perde tra le pagine di una realtà dai mille volti e sfaccettature.
Amanti e amici.
Sguardi e parole. Tutto parla di lei.
Cuore pulsante di vita, della voglia di non mollare.
Morte e rinascita, lunghe attese di felicità e incanto.
Ebbrezza che scorre lenta tra arte e profondità.
E se la vita è breve l’illusione lo è ancor di più.
Rimane solo il ricordo di aver amato, un tempo.
Mentre le viscere chiedono la pace e i pensieri solo il perdono.
Pietà, per non aver mollato mai e così fortemente sofferto.
Comprensione, per un corpo trafitto dal pianto e uno sguardo perduto nel tempo.
Luna

Al mio amico Arthur. Un mio personale pensiero a chi ha dato tanto nell’invisibilità dell’etere e ha creato un mondo fatto di legami veri e di immagini che non si perderanno nel tempo. Luna

Questo è il link della PaginaNatalizia2017. Nata dall’amore di tutti noi per le tradizioni e l’amicizia. Dedicata ad Arthur, naturalmente. 
http://www.scriveregiocando.it/natale17.html

Memorie di Adriano

adriano

“Piccola anima smarrita e soave (…). Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…”.

Comincio la mia riflessione dalla fine, stranamente, come mai ho fatto prima.
Devo confessarlo; mi sono commossa, un brivido al cuore mi ha percorso nel profondo.
L’imperatore mi ha accompagnata nel suo mondo fatto di colori e suoni rombanti.
La vita di un grande uomo si è intrecciata con la storia di una città che risiede nel tempo e nella memoria.
L’esistenza di un essere nobile mi ha catturato le giornate, le sue parole mi mancano.
Ecco di cosa era fatto Adriano: “Noi siamo funzionari dello Stato, non siamo Cesari”.
Amava la giustizia applicata alle giuste circostanze.
La gentilezza era la virtù che più apprezzava nella gente.
Amava il fanciullo che rifletteva di eterna divinità.
Era corretto, era un sapiente governatore.
“Si è protestato quando bandii da Roma una patrizia, facoltosa e stimata, perchè maltrattava i suoi vecchi schiavi: qualsiasi ingrato che trascura i genitori infermi scuote di più la coscienza pubblica, ma io non vedo molta differenza tra queste due forme di crudeltà inumana”.
Quanto ho appreso da lui, dalla sua vita, dai suoi pensieri emozionanti.
Ho capito il freddo degli inverni della vita, ho assaporato la prudenza e la
tolleranza, ho goduto di leggi giuste ed equità.
Il senso del suo spirito ha pervaso le mie membra, la sua anima ha riempito ogni spazio.
Lo vorrei avere accanto, ogni giorno.
Avrei voluto chiedere a lui cosa fare quando, in crisi, ho deciso di cambiare mestiere.
Come saggio amico presente lo avrei voluto interpellare nell’istante in cui ho pensato di fare marcia indietro.
E ancora, lo vorrei adesso come mio consigliere per considerare insieme le strade future, possibili speranze da percorrere.
Non ci sono parole per descrivere le emozioni che ancora conservo nel mio cuore.
So solamente che sarà impossibile per me adesso dimenticare l’esperienza della storia che si è fatta avanti.
Nessun nuovo momento potrà cancellare quelli passati.
Nessun uomo potrà apparirmi  come lui.
Un sospiro ancora. Ed eccolo lì.
Inizia la Storia.
Luna

In cinque anni tante cose sono cambiate. La passione, tuttavia, rimane nel tempo.

 

A sangue freddo

sangue
Di crimini efferati ce ne sono davvero tanti.

La cronaca nera è piena di casi irrisolti e di killers diventati quasi dei miti, costruendo una figura atipica di criminale e disperato della società moderna.
Giustificazioni? Non possono essercene.
Non quando una persona scompare perchè inghiottita dalla nebbia, travolta da una mano feroce pronta a deturpare la sua esistenza.
Una famiglia come tante, anzi no, meglio.
Una famiglia modello. O quasi.
Figli entrambi da costruirsi. Mamma depressa. Papà vincitore.
Una vita che si evolve nel tempo.
Giochi, paure, speranze.
Parole, risate e poi, d’un tratto, la morte.
Arriva silenziosa, travolge le case, realizza gli incubi più sconosciuti degli uomini.
Trucidati. Tutti.
Un paese sconvolto dall’angoscia e dal bisogno di sapere: è uno di noi? Chi tra noi?
Capote ci racconta come il passato possa essere devastante per le menti giovani e modellabili. Ci narra di un’umanità blasfema.
Anime bipolari alla ricerca di conferme.
Assassini sordi che nulla, invece, possono rimproverare ai ricordi.
Infanzia spezzata. Speranze disilluse.
Il carcere, la morte, la pena di morte.
Cronaca, narrativa, romanzo, racconto.
Classificabile in mille modi diversi, voce narrante di una verità contorta e inimmaginabile.
Orrore della scoperta, uomini persi.
A soffermarmi sulle due personalità scoperte per caso, ma così diverse, posso dire di non averci dormito la notte.
E se la giustizia trionfa, la verità uccide ancora una volta.
Muoiono i buoni propositi, le idee semplici.
Svanisce l’umanità della pena e si disintegra l’animo umano.
Si perde il colore del mondo e il rumore della corda  penzola nel vento.
Luna

Invisible Monsters

monster
Storia crudele fatta di incredibili verità.
Un viso rovinato dalla paura e dalle aspettative di vita.

Una bellezza che fa male, un amore che uccide.
Una modella perde il suo fascino per via di un colpo di fucile.
Non ha più mascella, la sua debole lingua pende all’infuori come una bandiera che si muove al vento.
Uno specchio rotto che non riesce più a riflettere.
E poi il fato aiuta due destini fatti per incontrarsi: donna sfregiata e donna creata.
Anime fatte di pura energia rovinosa, vite tristi di esistere, corpi stanchi di apparire.
Voglie invisibili, desiderio di sparire nel nulla tra tanti visi uguali, intatti, come dal nulla creati.
Speranze infrante, legami ritrovati, eventi ripetuti nel tempo.
Il linguaggio di Palahniuk è asciutto, pulito, grida lacrime.
La vicenda si complica, poi si assottiglia e infine si delucida come uno spiraglio di luce che rischiara gli attimi di eternità.
L’attrazione fra due anime può essere fatale, il feeling veloce e duraturo. Ritrovato.
La società moderna mette tutti a dura prova, si chiede tutto, sempre di più.
Le capacità sviluppate negli anni non sono mai sufficienti, ci vuole altro, altro ancora.
La bellezza eterna non esiste, quella duratura deve avverarsi.
Chi non è all’altezza della prova non lo sarà mai, chi lo è deve esserlo per sempre.
L’umanità non esiste, solo la perfezione e le oscenità devono rimanere nel tempo.
Chi è provato dal mondo e dalle delusioni può cercare di realizzarsi tentando di imboccare la strada più giusta.
Può cercare i legami.
Può piangere o mollare.
Oppure spararsi un colpo in faccia.
Luna