La casa tonda

casa
Non è un thriller come tutti gli altri.

Questa è veramente tutta un’altra storia.
E’ un romanzo che racconta grandi verità.
Ogni anno una donna indiana sa che può subire delle violenze da parte degli uomini senza ottenere giustizia da parte degli altri uomini.
Questi sono i crimini più efferati.
Quelli voluti dagli uomini che non si battono affinchè le ingiustie smettano di essere perpetrate.
Solo violenza e tanto, tanto silenzio.
Una donna potrebbe non riprendersi più da simili abusi.
Perchè il corpo può rimane straziato, ma è l’anima ad essere lacerata.
Simili cicatrici non guariscono con il tempo.
Niente ritorna come prima.
A soffrire non sarà solo la vittima, tutta la famiglia rimarrà logorata.
Ma attenzione, cominciamo dall’inizio.
Da quella mattina in cui tutto sembra essere come sempre e tutti si preparano a vivere una solita, normale giornata.
Un giudice va in Tribunale, una donna  in ufficio a lavorare.
Ma quella che sembrava una pratica da archiviare diventerà un incubo difficile da immaginare.
Si rimane sconvolti da così tanta schiettezza.
La verità può far male.
Ed ancor più doloroso è sapere che episodi del genere sono realmente accaduti.
Che tanti di essi accadranno ancora.
Sono felice di sapere che molti si battono per ottenere i diritti che spetterebbero a tutti, prima ancora di essere rivendicati.
Triste nell’appurare che esistono tante realtà sconosciute a molti.
Sconfortata dal disagio, dalla crudeltà.
E per una donna violentata, un’altra, lotta per la propria libertà.
Senza mollare, nè arretrare.
Guardando avanti con la speranza del domani.
Di un domani migliore.
Luna

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Memorie di Adriano

adriano

“Piccola anima smarrita e soave (…). Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…”.

Comincio la mia riflessione dalla fine, stranamente, come mai ho fatto prima.
Devo confessarlo; mi sono commossa, un brivido al cuore mi ha percorso nel profondo.
L’imperatore mi ha accompagnata nel suo mondo fatto di colori e suoni rombanti.
La vita di un grande uomo si è intrecciata con la storia di una città che risiede nel tempo e nella memoria.
L’esistenza di un essere nobile mi ha catturato le giornate, le sue parole mi mancano.
Ecco di cosa era fatto Adriano: “Noi siamo funzionari dello Stato, non siamo Cesari”.
Amava la giustizia applicata alle giuste circostanze.
La gentilezza era la virtù che più apprezzava nella gente.
Amava il fanciullo che rifletteva di eterna divinità.
Era corretto, era un sapiente governatore.
“Si è protestato quando bandii da Roma una patrizia, facoltosa e stimata, perchè maltrattava i suoi vecchi schiavi: qualsiasi ingrato che trascura i genitori infermi scuote di più la coscienza pubblica, ma io non vedo molta differenza tra queste due forme di crudeltà inumana”.
Quanto ho appreso da lui, dalla sua vita, dai suoi pensieri emozionanti.
Ho capito il freddo degli inverni della vita, ho assaporato la prudenza e la
tolleranza, ho goduto di leggi giuste ed equità.
Il senso del suo spirito ha pervaso le mie membra, la sua anima ha riempito ogni spazio.
Lo vorrei avere accanto, ogni giorno.
Avrei voluto chiedere a lui cosa fare quando, in crisi, ho deciso di cambiare mestiere.
Come saggio amico presente lo avrei voluto interpellare nell’istante in cui ho pensato di fare marcia indietro.
E ancora, lo vorrei adesso come mio consigliere per considerare insieme le strade future, possibili speranze da percorrere.
Non ci sono parole per descrivere le emozioni che ancora conservo nel mio cuore.
So solamente che sarà impossibile per me adesso dimenticare l’esperienza della storia che si è fatta avanti.
Nessun nuovo momento potrà cancellare quelli passati.
Nessun uomo potrà apparirmi  come lui.
Un sospiro ancora. Ed eccolo lì.
Inizia la Storia.
Luna

In cinque anni tante cose sono cambiate. La passione, tuttavia, rimane nel tempo.