La luna e i falò

download (1)Profumo amaro di terra bruciata.
Silenzio forte di una luna cangiante.
Racconti di una vita passata…

Pavese aveva molto a cuore la sua ultima creazione, e io capisco perchè.
Tutto ha l’aroma di un’esistenza vissuta con la voglia di cambiare, di dare un senso a tutto questo.
Le montagne che fanno da ostacolo ed invogliano quel lento navigare.
Padroni e signori nella continua lotta per l’affermazione del potere.
La guerra, scenario immutabile e agghiacciante.
L’approccio alla lettura non è semplice. Affatto.
Parole dall’odore profondo ed intenso.
Misteri legati all’adolescenza.
Ad un mondo visto dalla parte dell’orfano. Dell’emarginato.
E poi l’America. La salvezza di pochi. La rinuncia di tanti.
Un paese che ancora aspetta.
Il racconto di chi ha avuto il coraggio di partire.

Gli occhi di chi non se n’è mai andato.
La voglia di riscatto verso chi ti ha trattato come bestia nel suo recinto.
L’amarezza di trovare un mondo che ha cambiato i suoi colori e la sua forma.
Una vita che raccoglie quello che l’esistenza è pronta ad offrire.
“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.”
Non ditelo a me…
Che quando ci sono mi sta stretto. E quando sono lontana mi manca.
E so che è sempre lì pronto ad accogliermi.
Come le braccia di mio padre. E le grida di mamma.
Luna

Venivamo tutte per mare

venivamoLeggere questo libro è stato come immergersi tra voci, urlanti e silenziose, di mille donne, tra mille storie.
Una voce corale, così si presenta il racconto.
La verità brucia ad ogni frase e parola che scorre davanti.
Una realtà che fa male. 
La voce delle “spose in fotografia”. Le voci.
La speranza di poter trovare lontano da casa un piccolo spiraglio di felicità. Un uomo capace di proteggere e capire.
Scoprire il mondo di bugie e crudeltà. Mariti che sono animali da lavoro, uomini che costringono le loro giovani spose “per corrispondenza” a spaccarsi la schiena ogni giorno, senza la possibilità di fiatare, per poi concedersi ogni sera svuotando la mente dal mondo dei sogni e desideri che si aspirava di realizzare.
Queste unioni andavano al di là dei matrimoni combinati.
L’unica certezza era una foto… il promesso sposo lo si poteva solo immaginare. Le parole arrivavano successivamente… promesse effimere piene di menzogne e falsità.
Giovani donne giapponesi stipate in una nave con la voglia di cambiare, con la speranza di un’America libera da ogni discriminazione e incomprensione.
La realtà fa male davvero. Quanta delusione nei loro occhi…. mentre da sole partoriscono e il giorno dopo legano il bimbo alle loro spalle per riprendere il lavoro dei campi.
Mentre si concedono all’ennesimo uomo perché il marito ormai si è dimenticato della loro esistenza.
Quando avvertono alle loro orecchie le frasi dette dalla padrona bianca contro la loro vita vuota e massacrante.
Tornare nella propria patria è impossibile. Un’onta per la famiglia che tanto si ama e si rispetta.
Una sottile linea di malinconia. Profonde ferite che si portano per sempre dentro il cuore.
Donne che a volte, nel silenzio del loro pianto, si ricordano che un tempo osavano ancora sperare.
Non ho mai conosciuto una persona che potesse raccontarmi una storia del genere, vissuta sulla propria pelle.
Sentirla con le proprie orecchie avrebbe, forse un suono diverso. Ma in effetti non saprei dirlo con certezza.
Le emozioni arrivano comunque. Come una cascata in piena.
Queste donne, mogli e compagne appaiono nitide e ben delineate.
Non è un caos confusionale, tutte le voci sono definite e precise. All’interno del marasma della disperazione.
A volte ci si lamenta dei tempi, della nostra vita.
E’ vero che ogni periodo della storia è pieno delle sue difficoltà connesse ad un mondo che va sempre troppo veloce.
Ma la vita di ciascuna di queste donne è l’esempio calzante di come le attese vengono spesso deluse e ridicolizzate.
Di come bisogna solo puntare sulle proprie forze.
Di come a volte fuggire possa essere l’unica salvezza possibile. E a volte no.
Luna