Guida il tuo carro sulle ossa dei morti

“Come fa Dio a esaudire contemporaneamente tutte le preghiere in tutto il mondo? E se sono in contrasto l’una con l’altra? Deve ascoltare le preghiere di tutti i figli di buona donna, dei demòni, delle persone cattive? E loro pregano? Ci sono luoghi dove questo Dio non c’è?”.

Janina Duszejko è come un Animale freddo e sorridente. Attenta agli altri animali, di ogni specie.
Niente le sfugge. È arrabbiata.
La sua Ira viene alimentata dalla rabbiosa verità del mondo che la circonda, un mondo che uccide gli animali, li squarcia e li mangia.
Janina è Donna e insegnante, traduttrice ed esasperata.
Vive in un mondo proprio, che le appartiene in maniera esclusiva.
Nessuno deve turbare il suo studio, il suo Oroscopo quotidiano.
Lei sa interpretare le stelle nel cielo e sa capire quando è il momento di morire. Per ognuno di noi.
Janina non è una di voi, perché è la sola a sentire la voce degli altri, degli insetti, delle volpi, delle Cerve selvatiche.
Gli altri uomini e donne forse potranno aiutarla ma lei è la sola a carpire le dinamiche degli esseri viventi.
E a conoscere la verità.
Janina è la sola a capire chi deve sopravvivere e chi deve morire.
E noi non possiamo fare altro che seguire il suo infinito viaggio.
Luna

Cari mostri

benniOrribili immonde creature degne di rimanere nella melma più viscida.
Terribili squali dai denti enormi e affilati.
Bestie feroci e violente pronte ad assalirti e divorarti. Sono questi i mostri.
Quelli che immaginavamo da bambini, ingenui e timorosi.
Quelli che a volte sognamo quando la notte appare lunga ed irrimediabilmente fredda.
Ne abbiamo paura. Soffriamo. Tremiamo al ricordo di vecchi incubi.
Ciechi nelle nostre certezze. Folli nella propria ragione.
I veri mostri sono dentro di noi.
Vampiri e zombie in cerca di una pace eterna.
Oscure creature che si trascinano in esistenze lente e impietose.
Ma, se riesci a guardare oltre la nebbia confusione ed arrivare alla profondità del male, ecco che la realtà si svela ai nostri occhi.
I mostri, siamo noi.
Cattivi. Crudeli.
Insensibili. Invidiosi.
Stefano Benni te lo grida in faccia: Non meravigliarti degli altri, anche tu sei un mostro!
Poi leggi i suoi racconti e un brivido ti scuote dentro.
Ritrovi certe abitudini di vita. La rabbia che spesso viene fuori.
La cattiveria verso l’uomo e gli animali.
La povertà degli animi. La solitudine dei cuori.
Non posso non affermare con dolore che le strane creature, misteriose,  in fondo non lo sono poi tanto.
Siamo noi. Semplicemente.
Non bisogna cercarle chissà dove.
Sono ovunque.
In mezzo a noi. Dentro di noi.
Negli abissi infiniti, della coscienza nascosta.
Luna

Benni in teatro stasera. Alla ricerca dei veri mostri.

IMG_3507

 

Vergogna

vergognaEccezionale. Di una forza strabiliante.
Crudo. Intenso.

A chi me lo ha consigliato non posso che dare ragione: meraviglioso.
La storia all’inizio sarà comune, è vero.
Un professore che fa il provolone e scivola nel letto di una sua studentessa.
Ed è lì che cominciano i guai.
Lui all’inizio fa proprio rabbia, “vecchio porco” mi sono ritrovata a pensare, più e più volte.
Poi invece tutto cambia.

Quando si parla di donne tutto assume un significato diverso e il mondo comincia a colorarsi di innumerevoli sfumature.
Anche quelle della violenza.
Avere una giovane figlia dedita all’agricoltura, può essere fonte di orgoglio per un padre.
Forte, libera.
Ma quando il mondo appartiene, ancora  una volta, solo agli uomini.. allora è ferocia e brutalità.
In una parola: abuso.
I temi toccati da questa storia sono davvero quelli di sempre, ma narrati con tale leggerezza e fluidità, che ogni pagina viene divorata in cerca di una pace che, in realtà,  è tristemente effimera.
La fine è solo quella che si vive quotidianamente nelle proprie case. Fra le proprie mura.
Una dolcezza amara che sa di arresa e fallimento.
E poi ci si accorge che invece è solo forza di vivere e di andare avanti.
E che la vita, a volte, è lasciare che ognuno segua il proprio destino.
E le proprie scelte.
Luna 

Venti racconti allegri e uno triste

coronaCorona è davvero un esempio sorprendente di come un uomo possa fare mille cose nella vita, facendole tutte ugualmente bene.
Un profondo senso di ribellione domina i suoi romanzi come presenza costante ed immancabile.
E’ un uomo con una storia davvero particolare e affascinante. La sua esistenza è stata sempre imperlata dall’amore per la natura e i suoi splendidi monti.
A volte vedendolo in TV in qualche intervista ero portata a pensare “questo vuole fare tutto il selvaggio e il naturalista”, ma non è così.
Solo chi vive da sempre tra gli alberi e le montagne può parlarne e scriverne così bene. Ecco, questo lui riesce a farlo. Perché li ama veramente.

Questi racconti bucolici possono apparire, a tratti, noiosi e ripetitivi. Ma davvero per solo brevi tratti.
L’amore per la natura sommerge totalmente i miei ricordi mentre leggo storie di contadini e di gente onesta che si guadagna da vivere con il duro lavoro.
Quanti episodi simili a quelli da lui scritti potrei raccontare. Quante risate.

Certi personaggi non possono dimenticarsi. Quelli di Corona, sono uomini d’altri tempi. Uomini sorprendenti capaci di arricchire il proprio quotidiano.
Quelli che riempiono la vita ogni giorno con i valori che a volte, per la fretta, si tende a dimenticare.
Gli uomini che solo nell’amicizia riescono a trovare i compagni di giochi e serate felici.
I lavoratori che sanno come trascorrere le proprie giornate senza lamentarsi e annoiarsi.
In loro ho trovato qualcosa che ha tanto mio padre…la passione per la campagna, l’amore per la famiglia, la pace del proprio rifugio.
Forse questi racconti li apprezzo anche per questo.
In un attimo mi sento tra le buie foreste e tra il verde dei prati.
E non me ne lamento. Davvero no.
Luna