I baffi

“Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?“

Non pensavo che la scrittura di Carrére potesse diventare così angosciante. Un labirinto assurdo di follia.
Ho cominciato a leggere questo romanzo breve spinta dalla voglia di trovarvi qualcosa di leggero e ben fatto allo stesso tempo, ma di leggero ho scoperto esserci davvero poco.
Mi ha ricordato Pirandello e quello che si nasconde dietro una storia apparentemente lineare e ordinaria.
Forse mi ha rievocato i suoi mille volti e quello che c’è dietro alla nostra immagine quotidiana.
Un labirinto, come vi dicevo, dal quale è difficile trovare la strada di uscita, in cui ci si perde ad ogni angolo nascosto e si grida “Aiuto” al nostro viso riflesso.
Una tortura.
Alla fine mi sono venuti i crampi. Dolori alle articolazioni per il desiderio, irrealizzabile, di scappare via.
Per tutta la durata della lettura mi sono chiesta “avrà ragione lui o Agnes”? Chi guarda, ma non osserva? Chi vede, ma non capisce?
A volte non resta che la fuga, e anche quella, spesso, non porta da nessuna parte.
Forse ci si libera giusto il tempo del viaggio.
Appena finito quello, ci si ritrova comunque soli, con i propri baffi.
Luna

La relazione

la relazioneUn giallo psicologico e non solo. Una trama abilmente intrecciata e contorta.
Niente di scontato. Neanche l’epilogo.

Magia di un incontro. Amore di una notte.
Un uomo sposato e retto si ritrova al centro di una storia che ha poco di casuale e troppo di verità.
Un intrigo lo vede come protagonista poichè tutti puntano a lei: la relazione.
A volte poche parole possono mettere in gabbia molti uomini e un contatto d’amore può rovinare anche la più ingenua delle anime. E se poi è il desiderio a bussare alla propria porta, allora nulla può essere lasciato al caso e il destino sembra volgere ad una fine inattesa e insperata.
Camilleri è audace e voglioso. La sua scrittura è semplice e flessibile.
La storia sinuosa ed elegante. 
Appena a metà del libro ho tirato a indovinare a scoprire chi potesse essere quel burattinaio capace di ordire una simile storia e muovere le pedine di un solido incontro.
Ma la fine no, quella non riuscivo ad immaginarla.
E poi leggendo l’ultimo capitolo.. ecco che l’amaro in bocca che raggiunge il mio palato finanche ai miei pensieri.
Camilleri lascia sospeso qualcosa di importante. Ed è la fine quella che manca. Ci lascia liberi di interpretare. Spazio alla fantasia.
Poi distratta volto pagina ed eccola immobile, la fine.
Leggo e le parole mi colpiscono delusa.
Avrei voluto si fermasse li’.
A prima del disperato bisogno di spiegare qualcosa. Prima dell’evento tanto atteso.
Ed io voglio pensare che, in fondo, sarebbe stato meglio non sapere.
Voglio tenacemente portare avanti quell’oblio che mi ha rapita in poche ore.
E mi fa chiedere come si può scrivere così, semplicemente ed irrimediabilmente, superbamente.
Luna