Betty

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Simenon è l’esempio chiaro ed evidente di come non sia necessario un intricato giro di parole per raccontare la storia di una vita ed  un complicato animo umano.
Le parole, scelte bene, assumono un ruolo determinante nella narrazione eludendo inutili arricchimenti letterari ed estenuanti argomentazioni che distraggono il lettore poco attento e frettoloso.
Con questo meraviglioso autore tutto ciò non può accadere.
Le parole nei suoi scritti non si trovano lì a caso, ciascuna di esse è scelta con cura ed attenzione. Quella, proprio quella.
Ed ecco che si snocciola una storia che non ha dell’incredibile, potrebbe essere la vita di chiunque.
Spesso è un borghese, una donna sposata, una come tante.
Ogni vita ed animo umano può celare in sé situazioni enigmatiche ed  imprevedibili.
Una donna al bar che ha fretta di bere ci porta a pensare che abbia voglia di dimenticare il suo passato.
O il presente.
Betty è quella donna, sposata con un uomo facoltoso, sempre alla ricerca della felicità.
In fondo lei è come tutti noi, ha solo voglia di essere ascoltata. Capita.
Ed è il lettore che si troverà pronto a farlo, inconsapevolmente.
Saremo lì con lei seduti al bancone.
Prenderemo un drink e la guarderemo incuriositi.
Lei ci guarderà con quel suo viso sconfortato e si chiederà cosa c’è che non va nel suo abbigliamento e del perché la stiamo fissando.
Ci avvicineremo lentamente per non farle paura.
Guarderemo il suo bicchiere e poi alzeremo gli occhi che incroceranno i suoi.
E lei in quel momento, in quel preciso momento, inizierà a parlare.
Confiderà in noi, si affiderà al nostro tempo.
Ed ecco che la magia è fatta.
Iniziate a sfogliare.
Pagina dopo pagina.
Lentamente, voracemente.
E ditemi se davvero non ritrovate la poesia della normalità nelle storie comuni di vite ordinarie.
E uomini comuni attori dei nostri giorni.
Protagonisti nelle nostre vite.
Luna

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Il bar sotto il mare

benniUn posto come quello io davvero vorrei frequentarlo.
Ci si trova con gente diversa e stravagante, ognuno di loro con le proprie peculiarità.
Racconti ce ne sono, davvero tanti.
Non eccessivamente drammatici o dolorosi.
Matti e impossibili forse, mai ridicoli.
Pagherei per poterne ascoltare qualcuno.
Berrei litri di birra e flirterei col marinaio, mentre intorno a me l’ambiente si riscalda e si popola di strani esseri e di parole, apparentemente incomprensibili.
Che compagnia questa!
Quello che preferisco? Il signore con la gardenia. E’ lui che mi ha portata dentro questo strano posto.
E la sirena.. la bambina.. il nano.
Sono tutti miei amici.
Ognuno di loro ha qualcosa da dire, da svelare.
Nessuna vergogna, qui dentro si può parlare davvero di tutto!
Di un paese con strani cambiamenti climatici.
Di uno strano capitano con la mania dell’ordine e della pulizia.
Di un bambino cresciuto nell’ombra e nel mistero.
Di un famigerato chef e della sua voglia di sconfiggere “Belzebù”.
La curiosità mi divora e spero che le storie non finiscano mai.
I personaggi cominciano ad assumere caratteristiche quotidiane e mi sembra di vederci qualcosa di buono.
La voglia di ammazzare la solitudine, abbracciandosi agli altri.
La vita che scorre lenta e che, a volte, non vuol proprio finire.
E Benni.. il burattinaio che muove questi strani fili.
Alla salute!
Luna