Principianti

“Ma, secondo me, siamo tutti nient’altro che principianti, in fatto d’amore. Diciamo di amarci e magari è vero, non ne dubito. Ci amiamo a vicenda e ci amiamo forte, tutti noi”.

Lo dico senza girarci intorno: il mio primo approccio con i racconti di Carver non è stato per niente facile.
Sono rimasta di sasso. E che significa? – mi sono chiesta.
Ho continuato a leggere. E piano piano ho capito.
Ed è successo un fatto strano.
Perché, a differenza dei racconti di altri scrittori, questi di Carver seguono una linea comune. Sono omogenei, circolari, devi leggere fino alla fine per capirli tutti.
Che dire, sono straordinari.
Carver è ricordato per il suo minimalismo letterario, ma forse, senza l’intervento del suo editor, Gordon Lish, ciò non sarebbe accaduto.
Il suo editor ha letteralmente tagliato i suoi racconti, pubblicandoli in una versione assai ridotta.
“Principianti“ è la versione originale di “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”.
Ho notato la ferocia al maschile che trasuda in questa raccolta.
L’animo dell’uomo viene fuori con ondate di violenza, verbale e fisica, che rasenta l’istinto animale che dimora in ognuno di noi.
Questi racconti parlano di coppie che litigano, si separano, bevono e discutono. In quello che dà il nome all’intera raccolta, finalmente si respira un amore duraturo e felice.
Forse era quello che si augurava Carver per se stesso, per il suo rapporto con Tess.
Forse avrebbe voluto ballare con lei ogni sera.
E guardare la neve fuori.
Luna