L’uomo dei cerchi azzurri

vargasLeggere un giallo disinteressandosi totalmente del finale, è stata per me un’esperienza unica e stranamente stimolante.
In questa indagine inquietante e silente, l’unica cosa che interessa veramente è capire il pensiero di questo curioso commissario, entrando nei suoi ragionamenti e nelle sue buffe interpretazioni.
Inutile dirlo, è davvero impossibile.
Che poi la cosa bella è ritrovarsi fra colleghi disponibili e attenti.
In commissariato appaiono tutti ben disposti a venirsi incontro, noncuranti della mania di Jean Batiste di disegnare foglie in un quaderno alla ricerca della soluzione esatta del caso.
Difficile immaginare la faccia dei poliziotti quando l’unica risposta possibile che riescono a tirar fuori dal proprio capo è “non lo so”.
Quando tutto richiama la voglia di certezza e soluzione, ecco che questo strano omino si muove silenzioso, aspettando che l’assassino si trovi a portata di mano.
Buffo davvero.. e in più non fa nemmeno ridere.
Eternamente innamorato della sua Camille…. un uomo che va a letto con tutte, pur di cercare un modo per dimenticare.
Mica ci riesce. Classico direi.
E quando sembra di aver capito veramente, la realtà è diversa da quella che appare.
Dialoghi pungenti e freddi.
Verità nascoste e negate.
Sogni infranti che spariscono alla luce del giorno.
Un velo di malinconia che fa riflettere.
E poi all’improvviso la fine. La luce che appare all’orizzonte e tutto si distende.
E i pensieri allora volano in alto…
Al dolce “tesorino” che forse si negherà per sempre.
E una vita spesa nell’attesa. Del domani.
Luna