Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto

piedra
Nulla di nuovo in fondo. Sempre amore. In tutti gli stili.

Il dolore della perdita e la gioia dell’eternità.
Un accrescimento dell’anima e della mente.
Coelho realizza numerose suggestioni e speranze per tutti noi ma, per natura, non mi sento molto attratta dai suoi scritti.
Tuttavia trovo dentro le sue parole qualcosa di positivo che colpisce i miei ricordi portandomi a riflettere.
E quello che mi è rimasto in mente è questo: Io e l’Altra.
Niente di inconcepibile.
Un pensiero tutt’altro che strano.
Non ce ne accorgiamo, ma spesso siamo schiacciati dal peso delle responsabilità e dei doveri.
“Devo laurearmi, riuscire a trovare un lavoro, infine sposarmi. E’ così che va il mondo”.
Poi un giorno ci accorgiamo che ne abbiamo abbastanza, che non è questa la vita che vogliamo ma è solo ciò che ha deciso per noi il conformismo e le aspettative altrui.
E una mattina decidiamo di darci un taglio.
L’Altra cerca di dissuaderci. “Non puoi farlo, che farai se non vincerai il concorso. Che ne sarà degli anni spesi in studi e sacrifici?”.
Ecco nuovamente un sasso nel cuore, il buio in testa, la ragione cupa del tempo che passa.
Ma l’Io, quello dell’anima richiama limpidezza.
La vita è una sola. Va vissuta, finalmente intensamente.
Anche se i cambiamenti spaventano e si inizia a percorrere una strada diversa da quella tracciata dagli altri. Anche se la paura è lì, dietro l’angolo.
Voglio dedicare questo post a tutti coloro che la stanno percorrendo quella strada, quella che gli altri non approverebbero, quella che fa tremare.
Ma i passi sono quelli che facciamo noi mentre inseguiamo la nostra stella.
Siamo noi gli unici in grado di decidere. Noi quelli che viviamo la nostra vita.
E’ difficile. Possibilità di perdere? Tante. 
Voglia di provare? Immensa.
Rischi e probabilità. Questa è la vita.
Ed è il dono più grande che abbiamo.

Sprecarla sarebbe davvero l’unico peccato.
Luna

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Ilsegreto del Bosco Vecchio

bosco Una persona davvero speciale mi ha detto che i sogni vanno coltivati e le passioni condivise.
E che le favole, spesso, celano pensieri irrisolti ed emozioni pulsanti.
Bosco Vecchio è una foresta incantata, una radura che nasconde gelosamente le anime degli alberi secolari e le storie di uomini ed animali.
La quiete viene interrotta solo dai venti che ululano attraverso gli alberi e dai gufi e uccelli che si riuniscono per scambiare le notizie e le curiosità del giorno.
Tuttavia niente è per sempre e la vita è destinata al cambiamento.
Come gli uomini che, crescendo si trovano davanti nuove situazioni e difficoltà, anche la sacra foresta dovrà accettare nuove condizioni per continuare a sopravvivere.
Il passaggio dall’adolescenza all’età matura è un attimo.
Il sonno ci lascia bambini, la veglia ci ritrova ormai grandi.
E l’esistenza ci pone di fronte ad innumerevoli interrogativi.
La vita  si apre verso la fase del dubbio e della paura.
Crescere forse significa perdere tante cose… non udire più le voci profonde degli alberi… pensare che un tuono è solo un tuono.. e il vento solo un fastidioso alito che scompiglia i capelli.
Ma l’età adulta porta con se’ nuovi doni e consapevolezze.
Quando si passa dai libri di testo alle carte.
Quando l’amore è pronto ad una nuova svolta.
Quando vedi i tuoi genitori invecchiare.
Speranza. Che il futuro ci riservi nuove occasioni e possibilità.
Fede. Negli incontri e nelle brava gente.
Coraggio. Nell’affrontare i tempi che verranno.
E amore… per la vita e nella vita.
Che il domani possa sorridere come i fanciulli divertiti.
Luna

Al mio amato prof. che ha saputo                                                                                       guidarmi e proteggermi.
“Stefy