Confessioni di una maschera

confessioniEssere se stessi non è sempre facile e nemmeno automatico.
A volte la vita ci pone davanti degli obiettivi da raggiungere e delle scelte difficili e assurde.
Il tutto si complica se oltre a dovere essere perfetti il mondo ci obbliga a non essere “diversi”. A dover essere “normali”.
Un uomo che va avanti a fatica in un mondo fatto di convenzioni e obblighi morali può trovare il coraggio di opporsi all’antico retaggio culturale che vede il maschio schiavo di un esempio patriarcale  e tradizionalista, dove tutto ciò che non è eterosessuale è sbagliato. Immorale. Malato.
A volte, però, nascondersi appare l’unica soluzione. Porta dietro di sè un male oscuro; quello della vergogna e della falsa rassegnazione.
Provare a celare il proprio destino dietro ad un muro di falsità.
Cercare di estinguere la passione che brucia dentro.
Quella che gli altri non potrebbero mai accettare, o capire.
Perchè quell’amore diventa il frutto di una mente malata, di un corpo che cerca lo stesso sesso disperatamente: è solo questo per gli altri.
Solo la ricerca ostinata e ambigua della deformazione e dell’incanto.
Mai la comprensione, mai la ricerca del capire.
L’esistenza invece porta continue prove e mille interrogativi.
Perseguire i propri sogni e le più intime inclinazioni.
No, non è follia. E’ pura felicità.
Le maschere spesso non servono a niente. Celano solo la meraviglia che si nasconde dietro l’unicità della creazione di ogni singolo uomo.
Pensare al grande mistero che portiamo dentro di noi: questo è il profondo tesoro da trovare.
Invece delle lacrime ricercare un pianto di gioia.
Al posto dell’angoscia ritrovare lo stupore.
Unica la vita, irripetibile ogni esistenza.
E ogni attimo di pura follia può far ritrovare l’autenticità di un attimo.
Con dentro un insolito coraggio.
Luna

 

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Sostiene Pereira

sostieneMai articolo può essere più azzeccato di questo, proprio in virtù della terribile strage accaduta a Parigi il 7 gennaio di quest’anno.
Mai libro potevo apprezzare più di questo. In questo momento.

Pereira è un brav’uomo. Di quelli che non se ne trovano in giro.  Tendente alla pinguedine, è un tipo solitario e riflessivo. Vive nel passato.
La moglie morta è l’unica a tenergli ancora compagnia poichè il nostro amico non vuole davvero saperne di integrarsi nella realtà.
Alla fine appaiono nella sua vita un falso cronista e un medico filosofo che riescono, con estrema difficoltà e assoluta spontaneità, a tirarlo fuori da una malinconia stagnante e putrida.
Nel nostro essere esistono diverse anime, personalità, se vogliamo. Queste vengono fuori una alla volta e alla fine una sola di esse ne viene a capo, fin quando a prevalere non sia qualche altra”.
La personalità di Pereira appare goffa e stantia. Incapace di vivere ancora. Si confonde in un tempo ricolmo di idee imposte e personaggi corrotti.
Nessuna libertà di pensiero. Solo possibilità di ascolto.
E a forza di sentire e guardare, qualcosa dentro si muove e comincia a far male, gridando.
L’anima più forte e sicura allora viene fuori e prende il comando.
L’urlo di Pereira si sentirà lontano, quando lui sarà gia’ via per il mondo a godere di una vittoria tardiva, ma fruttuosa.
La libertà è facile da decantare, ma così difficile da vivere.
La paura inonda il cuore e ci rende schiavi.
Ammirevoli sono coloro che da sempre e ogni giorno la mettono in atto. La libertà.
Con i fatti, parole, matite. Con i pensieri.
Charlie è Pereira. 
E come lui rimarrà per sempre.
Luna

Stoner

stonerFenomeno letterario? Eroe di giusta fama?
Stoner ha ricevuto la meritata popolarità solamente dopo tanto tempo e ha dovuto lottare molto per insinuarsi nei comodini di noi lettori e appassionati.

Ma alla fine ce l’ha fatta. Ed  è facile intuire perchè.
La scrittura è leggera e delicata. Inoffensiva.
La sua vita, una delle tante. Discutibile.
Tuttavia non si riesce ad odiarlo per i suoi sbagli. Nessuna rabbia.
L’uomo comune è forte dentro ognuno di noi e ci ingabbia.
E Stoner è proprio così, “normale”.
Ha dedicato tutta la sua esistenza al suo lavoro di professore dimenticando spesso, la sua natura di uomo, marito e padre.
Per un momento ha incrociato l’amore. Uno di quelli da perderci il cuore ed i sensi. 
Un attimo e poi via.. verso la realtà.
Non si può dire che abbia sprecato la sua vita. Nessuna esistenza è davvero inutile.
E mentre leggiamo delle sue vittorie e sconfitte, non possiamo non apprezzare la sua volontà di provare.
Provare ad amare veramente. Ad essere padre. A sorridere ancora.
Non riuscire non è una colpa.
E’ la vita. 
Luna