De profundis

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L’amore può giocare brutti scherzi. A volte.
Così come può essere una benedizione può, tuttavia, decretare la fine dei giorni felici suscitando una inevitabile inquietudine.

Ma in realtà, quando si ama non si può far altro, amare.
Si ama quel minimo gesto, si contempla quell’attimo, si desidera quella parola.
Se tutto questo non arriva si può fare altro: aspettare.
Non c’è una logica nell’abbandono, non una regola.
Chi ama ama a modo proprio, ama chi vuole.
Uomo o donna. E’ amore e basta.
Poco importa se si vieni illusi. La sofferenza fa parte del gioco ed irrimediabilmente si ritorna ad amare.
Amare comporta dei sacrifici, significa perdonare.
Lettere da un carcere, ecco a cosa può portare l’amore.
Sadismo, pura follia?
Può darsi, niente può esimerci dall’amore.
L’amore è tenebra e tradimento, pura incoscienza.
Amare significa proteggere e prendersi cura dell’altro nonostante i suoi rifiuti.
Amare significa processare sé stessi ogni giorno, domandarsi mille volte se tutto questo è abbastanza.
L’amore è perdere ogni giorno la ragione per trovarla insieme in un istante.
Amare è coscienza e follia.
E’ immensamente scomodo.
Nessuno scritto potrà mai descrivere minuziosamente la pratica amorosa.
Il significato dell’amore non è possibile spiegarlo nè apprenderlo.
Amare è tutto e solo questo: amare.
E’ la vita che scorre, è la scommessa che vogliamo vincere.
E’ proiezione e confine.
Amare è la misura di tutto. E del niente.
Luna

 

 

Canto di Natale

fantasmaUn camino scoppiettante. La luce del fuoco che ti inonda gli occhi.
Un calore che pervade l’anima.
Un libro. I nipotini.
Questo è il Natale per me. Questa è la storia che leggerei.
Ad alta voce, senza far rumore…
La vita è davvero breve per viverla da soli, ma non tutti riescono a condividerla.
A volte non si riesce veramente a capire come un giorno, passato da soli, è un giorno perso. Sprecato.
Ciò non vuol davvero dire, che bisogna stare sempre in compagnia.
Sarebbe veramente difficile e faticoso.
Ma disporre l’animo verso gli altri è qualcosa che non si apprende a scuola.
Si trova dentro di noi.
Un’esistenza spesa ad accumulare denaro, proprietà, ricchezze.
Mica male davvero. Viaggi, cene stupende, una casa con mille comodità e scarpe da urlo.
E se invece quello ricco è pure taccagno?
Se per lui è faticoso l’approccio con gli altri esseri umani?
Se non vede niente di buono nelle opere altrui?
Se è Natale… e lui è solo.. in una sera qualunque..
Non si può non immaginare questa scena. E da qui inizia la magia.
L’incanto del Natale travolge chi apre il proprio cuore.
La musica invita al suono e alle cose belle.
La speranza si fa strada tra mille lacrime e paure.
Le voci portano risate e gioia di vivere.
Che sia un Natale sereno e “che Dio benedica tutti quanti”.
Luna
P.s. Questo articolo e tanti altri ancora, li potete trovare sulla rivista online dedicata al Natale e a tutti voi!
http://issuu.com/scriveregiocando/docs/scriveregiocando2013

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