Fame. Storia del mio corpo

fame
Questa non è la storia di un successo, di una donna che è riuscita a raggiungere il
suo peso forma per poi sposarsi con la star del momento.

Certo che no, questo appare pura illusione.
Favole raccontate per farci pensare che nella vita tutto è facile.
Facile no, ma non impossibile. Tuttavia.
Questa è la storia di una donna in carne. 
Di una fanciulla abusata, stuprata da un branco di animali inferociti.
Una donna il cui cuore è stato fatto a pezzi, più e più volte.
Un cuore ricomposto che trasuda cicatrici e sangue.
Questa è la storia di una donna fragile, di una donna forte, di una donna.
Le parole di Roxane colpiscono dentro e fanno pensare.
Perchè se un problema non ci riguarda non lo pensiamo come tale e non riusciamo a capirlo.
Se il nostrocorpo non fatica a trovare una sedia della giusta misura non possiamo comprendere veramente il disagio di chi deve farsi fare una sedia su misura.
O di chi non può sedersi in tram se non occupando almeno due sedili.
Dietro questi corpi ci sono tante storie, tutte diverse, sempre uguali.
Disagi, privazioni, grandi abbuffate, depressioni.
Non bisogna necessariamente conoscere il racconto di tutti se non vogliamo.
La natura umana è fatta di silenzi e di sguardi, ma anche di urla e risentimenti.
Questa è la sua storia.
Una vita come tante. 
Un corpo tanto grande eppure incapace di contenere tanto dolore.
Una carne troppo molle per fermare il sangue.
Una vita tanto sofferta quanto voluta.
Luna

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Anthony De Mello. Aquile e polli.

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L’ho comprato per caso e letto per passione.
Mi ha fatto capire tante cose e adesso che ne scrivo, vorrei riprenderlo in mano e strofinarmelo addosso.

Così che forse i pensieri possano rimanere più impressi nella pelle, e la mente stanca li possa ricordare.
Vorrei andare più a fondo e farmi male ancora.
Perchè quando ho letto di polli e aquile non potevo credere a quello che vedevo.
Davanti a me persone, gesti, toni acerbi che rimbombavano in testa quasi fossero musica assordante.
E invece erano solo ricordi.
Pensieri di anime pulite e di coloro che mi hanno fatto del male.
Compresa me stessa.
A chi ha provato a sottomettere la mia volontà senza riuscirci ho solo voltato le spalle e gridato la mia indifferenza.
A chi ha cercato di sopraffarmi ho risposto che la mia natura non mi porta a diventare schiava. Che posso farci, sono fatta così.
Tutte queste frasi ed emozioni me le sono ritrovate sparse nel mio letto, sul divano della cucina, in tram mentre aspettavo.
Mi sono abbracciata più volte e meravigliata del potere delle parole che evocano pensieri.
E proprio quelli, belli o brutti, possono condizionare la nostra vita rendendoci fragili e insicuri.
Ma è il pensiero che abbiamo di noi che veramente conta. Quello sì che è davvero importante.
Teniamoci stretti la nostra vita e l’amore per noi stessi.
Di tempo ce n’è poco. Gli attimi a volte durano un’eternità.
Non voglio perdermi quello che di bello c’è ancora per me.
Non voglio perdermi.
Luna

Ad un mese esatto dal mio matrimonio voglio dedicare le mie parole a te che mi stai vicino col cuore, con l’anima e con amore.

Il diario di Jane Somers

diario
Intenso come il profumo della primavera.
Energia pura come le onde del mare che si infrangono sugli scogli.

Leggero come la brezza che soffia sul viso.
Ho scoperto per caso questo titolo ed è stato subito amore per l’autrice, premio nobel per la letteratura.
Una donna impegnata, di successo, si imbatte in una vecchina scorbutica ed acerba.
Bisognosa di aiuto senza avere il coraggio per chiederlo, la vecchia signora porta a casa la sua giovane amica e ne fa la sua confidente.
Si genererà una storia che trae le sue origini dal passato estendendosi verso il futuro.
Giorni incerti per chi non ha pace nel cuore, abissi infiniti quelli del dolore.
Anni di povertà e poi il silenzio della solitudine.
Donne laboriose, maestre di vita per tutti.
Storie infallibili di menti umane dagli animi sofferenti.
Tra il dolore c’è sempre la gioia, bene prezioso e raro.
La vecchia Maudie ci insegna ad avere coraggio e a non abbandonare la coerenza di se stessi. Accettare i propri limiti. Andare semre avanti.
Non si è mai soli se si ha la voglia di graffiare ancora il mondo, nonostante tutto.
E se il corpo va via l’anima resta.
Nei ricordi.
Nella rabbia.
Nel pianto.
Luna

frase finale

Viva la vida!

frida
Eccezionale racconto della vita di una donna.
Un essere speciale in tutte le sue forme e dimensioni.

Corpo: martoriato da un incidente che sa dell’incredibile.
Anima: leggera, dalla voglia di vivere incommensurabile.
Mente: elastica e voluminosa con la voglia di esprimere e scoprire.
E’ lei, Frida, donna dalle mille sfaccettature pronta ad esplodere e volare verso l’infinito.
Se volete conoscere la storia della sua vita allora questo non è il libro giusto.
Qui troverete esclusivamente i suoi pensieri, i suoi desideri più profondi, trascinati da una nube di tormenti e delusioni.
Un amore che ha rovinato per sempre attese e speranze.
Un matrimonio voluto fortemente nonostante le incomprensioni e i contrasti.
Ed infine, il Messico, una terra selvaggia dai colori forti e dalle idee attente e rivoluzionarie.
Personaggi, che hanno fatto la storia, l’hanno conosciuta e amata.
Uomini e donne hanno assaporato la sua linfa viva e brillante.
Frida si perde tra le pagine di una realtà dai mille volti e sfaccettature.
Amanti e amici.
Sguardi e parole. Tutto parla di lei.
Cuore pulsante di vita, della voglia di non mollare.
Morte e rinascita, lunghe attese di felicità e incanto.
Ebbrezza che scorre lenta tra arte e profondità.
E se la vita è breve l’illusione lo è ancor di più.
Rimane solo il ricordo di aver amato, un tempo.
Mentre le viscere chiedono la pace e i pensieri solo il perdono.
Pietà, per non aver mollato mai e così fortemente sofferto.
Comprensione, per un corpo trafitto dal pianto e uno sguardo perduto nel tempo.
Luna

Al mio amico Arthur. Un mio personale pensiero a chi ha dato tanto nell’invisibilità dell’etere e ha creato un mondo fatto di legami veri e di immagini che non si perderanno nel tempo. Luna

Questo è il link della PaginaNatalizia2017. Nata dall’amore di tutti noi per le tradizioni e l’amicizia. Dedicata ad Arthur, naturalmente. 
http://www.scriveregiocando.it/natale17.html

Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto

piedra
Nulla di nuovo in fondo. Sempre amore. In tutti gli stili.

Il dolore della perdita e la gioia dell’eternità.
Un accrescimento dell’anima e della mente.
Coelho realizza numerose suggestioni e speranze per tutti noi ma, per natura, non mi sento molto attratta dai suoi scritti.
Tuttavia trovo dentro le sue parole qualcosa di positivo che colpisce i miei ricordi portandomi a riflettere.
E quello che mi è rimasto in mente è questo: Io e l’Altra.
Niente di inconcepibile.
Un pensiero tutt’altro che strano.
Non ce ne accorgiamo, ma spesso siamo schiacciati dal peso delle responsabilità e dei doveri.
“Devo laurearmi, riuscire a trovare un lavoro, infine sposarmi. E’ così che va il mondo”.
Poi un giorno ci accorgiamo che ne abbiamo abbastanza, che non è questa la vita che vogliamo ma è solo ciò che ha deciso per noi il conformismo e le aspettative altrui.
E una mattina decidiamo di darci un taglio.
L’Altra cerca di dissuaderci. “Non puoi farlo, che farai se non vincerai il concorso. Che ne sarà degli anni spesi in studi e sacrifici?”.
Ecco nuovamente un sasso nel cuore, il buio in testa, la ragione cupa del tempo che passa.
Ma l’Io, quello dell’anima richiama limpidezza.
La vita è una sola. Va vissuta, finalmente intensamente.
Anche se i cambiamenti spaventano e si inizia a percorrere una strada diversa da quella tracciata dagli altri. Anche se la paura è lì, dietro l’angolo.
Voglio dedicare questo post a tutti coloro che la stanno percorrendo quella strada, quella che gli altri non approverebbero, quella che fa tremare.
Ma i passi sono quelli che facciamo noi mentre inseguiamo la nostra stella.
Siamo noi gli unici in grado di decidere. Noi quelli che viviamo la nostra vita.
E’ difficile. Possibilità di perdere? Tante. 
Voglia di provare? Immensa.
Rischi e probabilità. Questa è la vita.
Ed è il dono più grande che abbiamo.

Sprecarla sarebbe davvero l’unico peccato.
Luna

Jane Eyre

imagesTra le mie dita un classico. Mi sento a casa.
Profumo di famiglia. E di cose buone.
Ne ho lette di storie. Di incontri e promesse.
Di uomini soli e donne senza scrupoli.
Amari pettegolezzi e corteggiati salotti.
Ma quello che di bello si prova nella vita, una buona parte lo si trova nella lettura di un libro di sempre.
E adesso, distesa beatamente tra soffici cuscini e pensieri leggeri, mi faccio cullare dall’attesa del Natale gustando i giorni felici e le risate calde degli animi sereni.
Il Natale è fatto di storie.
Attimi intensi e sensi confusi ed eccitati.
Sento il gusto del ritorno in famiglia. Della pace.
Libri abbandonati nella mia natia stanza ansiosi delle dita di una passata esistenza.
Il rosso e il nero, I miserabili.
Guerra e pace. Cime tempestose.
Madame Bovary, Le affinità elettive.
Jane Eyre. Donna forte e coraggiosa.
Preludio di altri tempi. Delle donne di cultura.
Intraprendenti e libere.
Libere di scegliere.
Le sale immense dei balli sfarzosi.
Le dame brillanti dai vestiti stupendi.
Le luci calde e accoglienti come le pagine di un libro.
Ma questo non può essere tutto.
Orfanotrofi freddi e spenti.
Stanze desolate e vuote.
Parole che attaccano dentro e fanno male.
Elemento immancabile: la storia d’amore.
Nessun vampiro che morde la sua bella.
Nessuna anima alla ricerca eterna del suo amore perduto.
Qui c’è posto solo per loro: un uomo e una donna. In lotta col destino.
Contro la vita che ha tolto loro anche l’ombra della pace.
Contro l’aridità del mondo e della sua voglia di sconfiggere.
Contro l’incendio della morte e il fumo dell’arresa.
E chi della resa non sa che farsene.
E va avanti con forza e tenacia.
E non cede alla fatalità.
Mentre i ricordi riportano quel nome che urla forte.. Jane.. Jane..
Dove la risposta non può essere l’attesa. Ma l’eterno.
E l’eternità.
Luna


Questo articolo, (e non solo),potete trovarlo nel nuovo magazine natalizio che porta con se’ speranza e gratitudine. Eccovi il link!
http://www.scriveregiocando.it/natale15.html
Auguri a tutti voi!

 

 

 

Uomini senza donne

murakamiMurakami li ha voluti descrivere a modo suo. Lentamente.
Senza rancore né odio. Semplicemente in solitudine.

La vita degli uomini può essere dolorosa a volte, triste e incompresa.
Le anime veramente uniche sono difficili da trovare. 
Si cerca sempre di non rimanere da soli perché il buio fa paura e le tenebre avvolgono i cuori.
La notte è più lunga e il sole tarda ad arrivare. 
Ma una donna non può essere la compagna di un’ora.
Forse neanche di tutta una vita.

I corpi muoiono, i vivi restano e piangono.
Sembra sempre che non ci sia una gioia al mondo in grado di coprire il dolore dell’assenza.
In realtà, in fondo alla voragine si trova quel rifugio in grado di donare speranza ed immortalità.
Un antro avvolto dalle nubi del dolore, intenso come un attimo.
L’amore. Unico e solo nell’universo.
Eterno e vivo per sempre.
Ed è questo che ci riporta alla realtà e sprigiona all’esterno il raggio abbagliante della malinconia.
Per questo un uomo diventa il migliore amico dell’amante della moglie ormai defunta.
Per ricordarla in eterno e vivere di lei.
E un uomo fugge perchè folle d’amore, ma non di passione.
E una donna racconta le sue storie ammalianti tra lenzuoli calde e corpi brucianti.
E un addio non è mai assoluto se una telefonata risuona di notte e una voce cerca conforto.
Ce ne sono migliaia di queste storie.
Miliardi di uomini e donne.
Eppure nessuno di questi è perfetto e mai nessuno davvero somigliante.
Tutti alla ricerca di un tempo perduto e di un battito che ancora riporta alla vita.
Luna