Jane Eyre

imagesTra le mie dita un classico. Mi sento a casa.
Profumo di famiglia. E di cose buone.
Ne ho lette di storie. Di incontri e promesse.
Di uomini soli e donne senza scrupoli.
Amari pettegolezzi e corteggiati salotti.
Ma quello che di bello si prova nella vita, una buona parte lo si trova nella lettura di un libro di sempre.
E adesso, distesa beatamente tra soffici cuscini e pensieri leggeri, mi faccio cullare dall’attesa del Natale gustando i giorni felici e le risate calde degli animi sereni.
Il Natale è fatto di storie.
Attimi intensi e sensi confusi ed eccitati.
Sento il gusto del ritorno in famiglia. Della pace.
Libri abbandonati nella mia natia stanza ansiosi delle dita di una passata esistenza.
Il rosso e il nero, I miserabili.
Guerra e pace. Cime tempestose.
Madame Bovary, Le affinità elettive.
Jane Eyre. Donna forte e coraggiosa.
Preludio di altri tempi. Delle donne di cultura.
Intraprendenti e libere.
Libere di scegliere.
Le sale immense dei balli sfarzosi.
Le dame brillanti dai vestiti stupendi.
Le luci calde e accoglienti come le pagine di un libro.
Ma questo non può essere tutto.
Orfanotrofi freddi e spenti.
Stanze desolate e vuote.
Parole che attaccano dentro e fanno male.
Elemento immancabile: la storia d’amore.
Nessun vampiro che morde la sua bella.
Nessuna anima alla ricerca eterna del suo amore perduto.
Qui c’è posto solo per loro: un uomo e una donna. In lotta col destino.
Contro la vita che ha tolto loro anche l’ombra della pace.
Contro l’aridità del mondo e della sua voglia di sconfiggere.
Contro l’incendio della morte e il fumo dell’arresa.
E chi della resa non sa che farsene.
E va avanti con forza e tenacia.
E non cede alla fatalità.
Mentre i ricordi riportano quel nome che urla forte.. Jane.. Jane..
Dove la risposta non può essere l’attesa. Ma l’eterno.
E l’eternità.
Luna


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http://www.scriveregiocando.it/natale15.html
Auguri a tutti voi!

 

 

 

Uomini senza donne

murakamiMurakami li ha voluti descrivere a modo suo. Lentamente.
Senza rancore né odio. Semplicemente in solitudine.

La vita degli uomini può essere dolorosa a volte, triste e incompresa.
Le anime veramente uniche sono difficili da trovare. 
Si cerca sempre di non rimanere da soli perché il buio fa paura e le tenebre avvolgono i cuori.
La notte è più lunga e il sole tarda ad arrivare. 
Ma una donna non può essere la compagna di un’ora.
Forse neanche di tutta una vita.

I corpi muoiono, i vivi restano e piangono.
Sembra sempre che non ci sia una gioia al mondo in grado di coprire il dolore dell’assenza.
In realtà, in fondo alla voragine si trova quel rifugio in grado di donare speranza ed immortalità.
Un antro avvolto dalle nubi del dolore, intenso come un attimo.
L’amore. Unico e solo nell’universo.
Eterno e vivo per sempre.
Ed è questo che ci riporta alla realtà e sprigiona all’esterno il raggio abbagliante della malinconia.
Per questo un uomo diventa il migliore amico dell’amante della moglie ormai defunta.
Per ricordarla in eterno e vivere di lei.
E un uomo fugge perchè folle d’amore, ma non di passione.
E una donna racconta le sue storie ammalianti tra lenzuoli calde e corpi brucianti.
E un addio non è mai assoluto se una telefonata risuona di notte e una voce cerca conforto.
Ce ne sono migliaia di queste storie.
Miliardi di uomini e donne.
Eppure nessuno di questi è perfetto e mai nessuno davvero somigliante.
Tutti alla ricerca di un tempo perduto e di un battito che ancora riporta alla vita.
Luna

Gilgamesh

Difficile conoscere la storia di Gilgamesh.
Tale epopea è un ciclo epico di ambientazione sumerica scritto su tavolette d’argilla risalente a circa 4500 anni fa.
E’ una storia davvero emozionante e coinvolgente.
Narra di un re tiranno e cattivo, nonostante abbia tutte le fortune del mondo Gilgamesh è un’anima feroce ed irrequieta. Un giorno incontra un uomo che è forte almeno quanto lui ed indomabile poiché nato e cresciuto nei boschi sconfinati: Enkidu.
I due uomini si scontrano, ma la lotta finisce alla pari. Nel momento in cui i  loro occhi si incontrano, l’uno vede nell’altro la fiamma forte che gli arde dentro. Entrambi capiscono di aver trovato una persona speciale in grado di colmare il vuoto che si portavano dentro. Vuoto che solo l’amicizia può riempire.
Come due autentici fratelli vivono avventure emozionanti e insieme si sentono più forti.
Tuttavia all’improvviso Enkidu comincia a spegnersi e in breve tempo muore.
Il dolore di Gilgamesh lo sento forte nelle mie vene.
Un vero amico è un compagno per il tuo cuore.
Rimedi alla morte non ce ne sono. Neanche per un re. L’unica cosa possibile è ricordare i momenti felici passati insieme e far vivere la persona amata per sempre nel proprio cuore.
Gilgamesh diviene un sovrano saggio e amato da tutti. La sua tirannia sarà presto dimenticata.
Questa storia mi ha preso profondamente.
Ne ho persi di amici preziosi, tanto che per un momento ho pensato che da me si va soltanto via.
Piango ancora silenziosamente e non li ho mai dimenticati. Li amo ancora tanto.
Loro erano il sole delle mie giornate. Io la loro luna.
Quanti caffè presi tra sorrisi emozionati, quanti pensieri mentre si guardavano le stelle.
Anche se in cuor mio so che questi momenti non torneranno mai più, non posso fare a meno di continuare a pensarli.
Un vero amico è un compagno per il tuo cuore.
E per me lo è ancora.
Luna

                                                                                             Dedicato ad Emanuele e Angelo.