Paura

paura
E’ un breve racconto sul tradimento. 

O meglio, su quello che si può provare quando si teme di essere scoperti.
Inutile mentire, il succo è davvero solo questo.
Ma nel mezzo di tutto quanto c’è un’infinità di mare, di parole sussurrate, di eccessi.
Una donna ha paura di essere scoperta, poi di essere seguita, e infine di essere rivelata.
E’ una storia quotidiana in fondo, una storia di sempre.
Della paura che ci lascia bloccati sopra una sedia, in attesa di ricominciare a respirare.
Il terrore di un attimo di verità può rovinare la costruzione di una vita.
Il rimorso, infine il perdono.
Zweig è un maestro nel far accrescere il pathos e la paura della perdita.
Alla fine la paura la sentiamo anche noi.
E’ un attimo, un filo leggero.
Mi è piaciuto di questo racconto il tempo dell’attesa.
Di essere scoperti.
Tra il momento della paura e quello dell’esitazione c’è un lasso di tempo davvero importante.
In maniera intensa la protagonista comincia a ricordare cosa per lei è davvero essenziale. Cominciano a scorrere nella mente i momenti veri della vita.
La nascita dei figli, la dolcezza del marito, la presenza dell’amore.
In un istante ecco apparire il buono di tutta un’esistenza.
Il pensiero di quello che può ancora essere fatto è un faro in mezzo alle acque.
E’ malinconia. Così dolce e tenera.
E’ un racconto che ricorda i tempi andati.
Contiene il sapore amaro dei bei ricordi.
Ricorda l’odore dolce della memoria.
Luna

Uomini e topi

topi
Racconto capolavoro.

Da leggere, assolutamente.
E’ la storia di due uomini, della loro amicizia e della separazione.
Esperienza da fare, viaggio da condividere.
Sono gli anni in cui si moriva di fame, i lavoratori andavano alla ricerca di un posto in cui fermarsi e di una vita da raccontare.
I tempi bui della fatica fanno da sfondo verso i passi dei due protagonisti che convergono verso una fattoria che offre una scappatoia dalla fuga.
Uno esile e sveglio, l’altro grosso e taciturno.
Uno che lavora con la lingua, l’altro con le mani spezza l’esistenza.
Campioni per un giorno, tessitori di sogni.
E’ un romanzo fatto di speranze, verso la realizzazione di un desiderio comune.
Possedere un pezzo di terra rappresenta la libertà da una schiavitù fatta di comando e sudore.
Evitare la lite, sopportare oltre ogni limite pur di raggiungere la libertà.
E, anche se per poco, ci ho creduto veramente, seppur un tremendo destino veniva annunciato da tempo.
Ci ho creduto per un attimo, come ci hanno creduto loro.
Non ci ho creduto più, quando il presagio della fine incombeva dietro l’angolo.
Non ci abbiamo creduto mai, abbiamo solo sperato che finisse quanto prima.
E la fine è arrivata. In anticipo.
L’abbiamo vissuta con loro, con entrambi.
Mentre l’altro parlava e si scusava nel vento.
E il suo amico sognava con il volto attento.
Entrambi celavano un segreto.
Entrambi morivano sul colle dell’attesa. E del dolore.
Luna

Betty

betty
Simenon è l’esempio chiaro ed evidente di come non sia necessario un intricato giro di parole per raccontare la storia di una vita ed  un complicato animo umano.
Le parole, scelte bene, assumono un ruolo determinante nella narrazione eludendo inutili arricchimenti letterari ed estenuanti argomentazioni che distraggono il lettore poco attento e frettoloso.
Con questo meraviglioso autore tutto ciò non può accadere.
Le parole nei suoi scritti non si trovano lì a caso, ciascuna di esse è scelta con cura ed attenzione. Quella, proprio quella.
Ed ecco che si snocciola una storia che non ha dell’incredibile, potrebbe essere la vita di chiunque.
Spesso è un borghese, una donna sposata, una come tante.
Ogni vita ed animo umano può celare in sé situazioni enigmatiche ed  imprevedibili.
Una donna al bar che ha fretta di bere ci porta a pensare che abbia voglia di dimenticare il suo passato.
O il presente.
Betty è quella donna, sposata con un uomo facoltoso, sempre alla ricerca della felicità.
In fondo lei è come tutti noi, ha solo voglia di essere ascoltata. Capita.
Ed è il lettore che si troverà pronto a farlo, inconsapevolmente.
Saremo lì con lei seduti al bancone.
Prenderemo un drink e la guarderemo incuriositi.
Lei ci guarderà con quel suo viso sconfortato e si chiederà cosa c’è che non va nel suo abbigliamento e del perché la stiamo fissando.
Ci avvicineremo lentamente per non farle paura.
Guarderemo il suo bicchiere e poi alzeremo gli occhi che incroceranno i suoi.
E lei in quel momento, in quel preciso momento, inizierà a parlare.
Confiderà in noi, si affiderà al nostro tempo.
Ed ecco che la magia è fatta.
Iniziate a sfogliare.
Pagina dopo pagina.
Lentamente, voracemente.
E ditemi se davvero non ritrovate la poesia della normalità nelle storie comuni di vite ordinarie.
E uomini comuni attori dei nostri giorni.
Protagonisti nelle nostre vite.
Luna

La casa tonda

casa
Non è un thriller come tutti gli altri.

Questa è veramente tutta un’altra storia.
E’ un romanzo che racconta grandi verità.
Ogni anno una donna indiana sa che può subire delle violenze da parte degli uomini senza ottenere giustizia da parte degli altri uomini.
Questi sono i crimini più efferati.
Quelli voluti dagli uomini che non si battono affinchè le ingiustie smettano di essere perpetrate.
Solo violenza e tanto, tanto silenzio.
Una donna potrebbe non riprendersi più da simili abusi.
Perchè il corpo può rimane straziato, ma è l’anima ad essere lacerata.
Simili cicatrici non guariscono con il tempo.
Niente ritorna come prima.
A soffrire non sarà solo la vittima, tutta la famiglia rimarrà logorata.
Ma attenzione, cominciamo dall’inizio.
Da quella mattina in cui tutto sembra essere come sempre e tutti si preparano a vivere una solita, normale giornata.
Un giudice va in Tribunale, una donna  in ufficio a lavorare.
Ma quella che sembrava una pratica da archiviare diventerà un incubo difficile da immaginare.
Si rimane sconvolti da così tanta schiettezza.
La verità può far male.
Ed ancor più doloroso è sapere che episodi del genere sono realmente accaduti.
Che tanti di essi accadranno ancora.
Sono felice di sapere che molti si battono per ottenere i diritti che spetterebbero a tutti, prima ancora di essere rivendicati.
Triste nell’appurare che esistono tante realtà sconosciute a molti.
Sconfortata dal disagio, dalla crudeltà.
E per una donna violentata, un’altra, lotta per la propria libertà.
Senza mollare, nè arretrare.
Guardando avanti con la speranza del domani.
Di un domani migliore.
Luna

Và, metti una sentinella

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Non è il sequel de “Il buio oltre la siepe”. E’ tutt’altro.
E’ un romanzo a se’, è vulcanico, energico, malinconico.
La nostra piccola Scout ritorna all’amato paese d’origine lasciandosi alle spalle una metropoli che sa poco di casa.
Un antico amore, un amore di sempre.
Fidanzato. Padre.
La giovane donna spera di trovare l’accoglienza di sempre, quel calore che solo la casa paterna può dare.
Quello che l’aspetta non sarà la realtà di una volta, quella degli anni felici e giocosi.
Nuove idee stanno maturando nel tempo e gli uomini non rimangono sempre uguali.
Le menti maturano con il tempo, gli animi possono accendersi o spegnersi.
Non è possibile che tutto sia cambiato, che l’uomo leale di un tempo si sia rivoltato contro le ideologie di giustizia e pace verso tutti.
“Giustizia per tutti, privilegi per nessuno”.
I neri devono rimanere al loro posto, bambini ancora nell’età dello sviluppo.
Questo non è l’avvocato che ha difeso un uomo nero.
Sembra un incubo, ma è
la realtà.

Tutto questo può essere il mondo di adesso. Perchè nero vuol dire sfiducia.
Questo, un sistema che si sviluppa in eterno, senza confini dell’anima.
Il messaggio di questa storia è semplice ed intenso, rimane nel cuore.
I giovani non devono arrendersi, devono rimanere per lottare contro le antiche convinzioni, per cercare di cambiare le cose.
E’ un meraviglioso segnale di progresso.
Un’oasi di forza in grado di invadere il deserto del razzismo.
Mi sono commossa nel recepire l’indignazione della mia amica dei tempi andati.
Emozionata nel ritrovare il mio eroe un po’ cambiato, ma, in fondo, esattamente identico a quel coraggioso avvocato che lottava contro le ingiustizie terrene.
E’ stato come far visita ad amici lontani.
Persone che hanno dato l’esempio con i gesti quotidiani e che continuano a fare i conti con i quesiti del mondo.
Perchè la vita è in continuo divenire.
E noi tutti ancora in movimento.
Luna

 

Seta

setaLeggera come neve e batuffoli bianchi.
Fragile e imprescrutabile. Silenziosa e imminente.
Anima gentile. Tempo infinito.
Seta. Giappone. Occhi oscuri e malinconici.
Sguardi.
Mani che si toccano impaurite. Corpi che non possono sfiorarsi.
E poi al centro di tutto un viaggio coraggioso ed inesauribile.
Cuore pulsante della narrazione.
Stabilità e insicurezza.
Tremore e calore. Intensa avidità di vita.
Commercio di anime.
Flussi di emozioni. Silenzi indiscutibili.
Vibranti estasi d’amore.
Rapporti bruciati da regole e segreti.
Leggerezza, eterna leggerezza.
Strage di momenti, sogni tormentati.
Ripetizioni, cicli riproposti nel tempo.
Movimenti, brezze notturne, aria che scivola dentro.
Speranza che assale. Fuoco che divampa.
Domande senza risposte.
Eco che risuona.
Luci e ombre.
Ombre e buio.
Buio.
Luna

 

 

La finestra dei Rouet

rouetSi può vivere interamente la vita degli altri?
E’ comprensibile la paura verso la propria esistenza tanto da rifugiarsi nelle giornate altrui?

Probabilmente, per molti, è impossibile.
Per altri invece, concepibile.
Per pochi, unico motivo di vita.
Dietro quelle finestre, al di là dei vetri si nasconde un’ombra. Una donna piena di vuoti e mancanze.
Un essere che ha timore di respirare.
Perchè l’aria è vita e cuore. Mentre la sua esistenza è amara e sterile.
Un’anima che a tratti fa pena. E a tratti no.
Cosa mai arriverà a fare pur di non violare il sogno che vive da tempo?
Come si può  evitare di interrompere un legame che dura da tutta una vita?
Grazie all’oscurità è riuscita a consumare un matrimonio, ad accudire un marito malato.
Ad odiare la suocera.

Adesso tutto questo rischia di finire avvolto dal velo della morte e da un amore che minaccia di nascere.
E il ritorno alla realtà è duro. E doloroso.
Simenon trascina i propri lettori all’interno di una vita vissuta tra rinunce e perdite.
Ogni cosa ha l’odore della vergogna e della privazione.
Suspance e azione.
Ricatto e paura.
Voglia di sapere dove, un’ossessione cocente, può davvero andare a finire.
E quando la fine può arrivare.
Lenta e inesorabile. Portandosi dietro tutto.
Anche i ricordi.
Luna