Paura

paura
E’ un breve racconto sul tradimento. 

O meglio, su quello che si può provare quando si teme di essere scoperti.
Inutile mentire, il succo è davvero solo questo.
Ma nel mezzo di tutto quanto c’è un’infinità di mare, di parole sussurrate, di eccessi.
Una donna ha paura di essere scoperta, poi di essere seguita, e infine di essere rivelata.
E’ una storia quotidiana in fondo, una storia di sempre.
Della paura che ci lascia bloccati sopra una sedia, in attesa di ricominciare a respirare.
Il terrore di un attimo di verità può rovinare la costruzione di una vita.
Il rimorso, infine il perdono.
Zweig è un maestro nel far accrescere il pathos e la paura della perdita.
Alla fine la paura la sentiamo anche noi.
E’ un attimo, un filo leggero.
Mi è piaciuto di questo racconto il tempo dell’attesa.
Di essere scoperti.
Tra il momento della paura e quello dell’esitazione c’è un lasso di tempo davvero importante.
In maniera intensa la protagonista comincia a ricordare cosa per lei è davvero essenziale. Cominciano a scorrere nella mente i momenti veri della vita.
La nascita dei figli, la dolcezza del marito, la presenza dell’amore.
In un istante ecco apparire il buono di tutta un’esistenza.
Il pensiero di quello che può ancora essere fatto è un faro in mezzo alle acque.
E’ malinconia. Così dolce e tenera.
E’ un racconto che ricorda i tempi andati.
Contiene il sapore amaro dei bei ricordi.
Ricorda l’odore dolce della memoria.
Luna

La macchia umana

macchia
Roth è un gigante della letteratura.
E lo sono anche i suoi personaggi.
Non mi nascondo nel dire che è il mio primo Roth e l’ho trovato stupendo.
Stupenda la similitudine tra gli orologi fermi e la morte del genitore, del padre.
Il protagonista, Coleman, ne affronta di ostacoli durante tutta la sua vita, dovrebbe farmi rabbia per come l’ha vissuta e invece mi appare un leone in gabbia.
Nasconde un grande segreto, di quelli che impediscono di condurre un’esistenza felice, di quelli che ti fanno morire dentro.
Eppure lui non muore, afferra la sua vita come un affamato afferra un tozzo di pane e la morde più che può, come può.
Tutti i personaggi di Roth hanno un vuoto dentro, tutti nascondono qualcosa.
In molti appare evidente, in altri è ben celata.
Li adoro tutti.
Il superstite di guerra è quello che più ti entra dentro, e ti fa male.
Vorresti invocare giustizia e farlo ammazzare, ma gridi pietà e lo perdoni.
Le parole di Roth sono acqua gelida e fuoco aperto.
Sono furia incontrollata e vita imperfetta.
Sono anime disperate, amore non protetto, pugni che fanno male.
Lo adoro, lo amo perdutamente.
Regalatevi momenti felici, leggete Roth.
Luna

La ragazza dai capelli strani

wallace
Il racconto non è il mio genere preferito.

Prediligo i romanzi e i saggi.
Tuttavia questa raccolta di crudi e neri racconti ha un fascino particolare.
Mi è piaciuta e l’ho odiata.
Ho amato intere frasi e righe ispirate dalla cattiveria quotidiana e ho detestato quella particolare crudezza che impermea le storie di questi personaggi così peculiari.
Ammetto che l’abilità dello scrittore non è cosa di poco conto e va considerata così come tutte le sfumature che si incontrano leggendo le sue righe.
Colgo tratti di personalità davvero interessanti.
Mi appiglio a tutto, anche ad una vana speranza.
I protagonisti sono feroci, li ami o li odi.
Amori incontrollati, sguardi malinconici di esistenze distrutte o mai veramente consumate.
Ogni uomo e donna porta con sè un disagio esistenziale e famigliare che non perdona e devasta sensibilmente le anime tormentate.
Storie e racconti forti per chi vuole vedere la realtà da una prospettiva diversa, dall’interno del cuore degli uomini.
Non nascondo l’iniziale difficoltà nell’approccio a questo sguardo.
Salti mentali e frasi inconcludenti, almeno in apparenza.
Abbracci mancati, parole che ritornano.
Perdetevi in questo viaggio fatto di verità strazianti.
Lasciatevi catturare.
Ogni cammino ha bisogno di essere conosciuto.
Ogni storia conserva in sè un’altra storia.
Non lasciatevi ingannare dall’apparenza.
Venite a vedere.
Luna

4321

4321
Non avevo ancora letto nulla di questo famoso autore e, alla luce delle quattro storie di Ferguson, posso dire che Auster è davvero un grande e talentuoso scrittore.

Una penna ricca, fluida.
Scorrevole come acqua che bagna terreni fertili per farli germogliare al sole.
Intensa come raggi spietati e attenti in una calda giornata di agosto.
Un peccato non averla incontrata prima.
Questa non è solo la storia di un giovane ragazzo americano. 
E’ altresì la storia dell’America del secondo ‘900, piena di Presidenti, di rivolte studentesche, di missili, di guerre.
Auster ci coinvolge, o forse Ferguson lo fa.
Ci cattura con il suo sguardo sul mondo brulicante di vita dove l’America è tutto e vivere significa essere parte dell’America.
Un mondo interessante si aprirà ai nostri occhi ricco di scoperte, di attività.
Mi piace questo mondo, l’ho sognato per diverse notti.
E’ tanto diverso dal mio, così come può essere differente una vita in America rispetto ad una vita vissuta in Italia. Un altro mondo, un’altra esistenza.
Città invasate, giovani ragazzi portati a pensare da uomini duri.
Ragazzine in erba ormai donne pronte all’emancipazione e alla realtà dura e spietata della vita quotidiana.
Infanzia che scivola via velocemente verso già una vita adulta.
Quattro storie diverse che a volte si intrecciano in racconti dentro il racconto.
Solo un amore le accomuna tutte.
Forse perchè è solo uno l’amore di una vita, gli altri la contornano.
Ferguson non deluderà i lettori, non ha deluso me.
Se cercate un romanzo americano, ecco, lo avete trovate.
Se cercate la storia di una vita, eccola.
Luna

L’Avversario

l'avversario
Non credevo di trovarmi di fronte ad una storia vera.
Pensavo fosse un racconto romanzato, liberamente tratto, surrealistico.
E invece mi sono ritrovata tra le mani la storia di una vita, di un omicida, di una duplice identità.

Vita di confusione, di tristezza.
Romand non fa altro che mentire, per tutta la vita, in ogni singolo istante.
La sua personalità è terribilmente inquieta, avvolta da una perturbante illusione di caduta, di una fine che non arriva mai.
Carrere lo incontrerà più volte e proverà a raccontare quello che è successo in un giorno qualunque, in una cittadinqa tranquilla, in una famiglia tra tante.
Un giovane promesso medico, uno studioso farmaceutico, un ricercatore affermato.
Lui, l’Avversario.
Un uomo dalle mille risorse, capace di affermare la propria notorietà conosciuta da sempre, da tutti.
Un animo gentile sempre disposto ad aiutare i propri cari nella realizzazione di una stabilità economica derivante da comodi investimenti.
Un padre amorevole. Un marito saggio e premuroso.
Modesto, gentile.
Lui, il Diavolo.
Parole ricoperte di menzogna, falsità, inganni.
Un intreccio mentale che corrode l’animo più puro.
Storia di una tristezza accarezzata dagli anni più teneri.
Verranno raccolte le sue parole di pentimento e amarezza solo dopo la sua carcerazione, nel tempo in cui ogni riflessione interna viene accolta dal silenzio di una stanza e dalle gentili mani di assidui volontari.
C’è tanto da dire, mill pensieri e gesti su cui riflettere.
Eppure io ne sono rimasta senza, di parole.
Estasiata da una scrittura delicata e attenta.
Colpita da parole crude di una storia forte.
Nebbia vagante nel tempo, profonda oscurità.
Mi chiedo dove si possa arrivare per non deludere gli altri.
Cosa ci spinge a mentire su noi stessi pur di non apparire fallibili.
Mi chiedo se si possa arrivare fino all’eliminazione totale delle prove.
E se queste sono i cuori, vuol dire la fine.
Luna

 

Lacci

lacci
Chi di noi non si è mai sentito oppresso da un legame divenuto, ormai, troppo ingombrante?

Chi non ha sofferto per un tradimento?
Chi non ha mai tradito?
La storia di questa coppia è la storia della sua famiglia, quella costruita con tanti sacrifici e poi, letteralmente, mandata all’aria.
Starnone racconta di legami che nascono sotto il segno dell’indissolubilità per poi perdersi nel tempo.
Lacci per le nostre scarpe e per i nostri cuori.
Le nostre famiglie possono essere il focolaio delle nostre paure ed insicurezze.
Ricettacolo di vizi e tradimenti, vortice snervante di delusioni e fallimenti.
I legami possono rappresentare la nostra fortuna e la nostra delusione.
E i passi dei nostri genitori possono segnare la strada che decidiamo di percorrere o di non percorrere.
La scrittura è attenta e lavorata. E’ capace di dire tanto.
Vedremo il dissolversi di un matrimonio da diversi punti di vista.
Con gli occhi della donna che è stata abbandonata dal marito, arrabbiata e delusa.
Con le parole di un marito che chiede di più dalla vita, che vuole essere finalmente innamorato, almeno una volta.
Con i gesti e il dolore dei figli, persi nel mondo, tra le braccia di sconosciuti.
E’ la storia delle nostre famiglie, delle famiglie dei vicini, delle famiglie dei nostri genitori.
Da leggere per conoscere ancora una volta il suono del dolore.
Silenzio che fa male.
Dentro la pelle, sotto la lingua
Luna

Cent’anni di solitudine

solitudine
Universalmente conosciuto come un capolavoro dei nostri tempi, questo romanzo è molto di più di una saga famigliare.

E’ storia, è pura letteratura, sconfitta e vittoria.
E’ la vita di una famiglia, un viaggio nella guerra e negli ideali, visionario e magico.
I personaggi sono innumerevoli e con loro abitudini e magie.
Davanti a noi appaiono come degli specchi, quadri delle nostre imperfezioni e ostilità.
Impareremo ad amarli tutti, a modo nostro, a modo loro.
Padri e madri sopravvissuti alla povertà e alla sofferenza, gemelli identici e speculari, sogni intensi di verità e amori proibiti.
Conosceremo Ursula e la sua dolcezza severa e assurda. La spieremo tra le pagine dei suoi ricordi, nella cecità più assoluta.
Ameremo il vecchio Josè Arcadio Buendià e tutti i suoi figli.
Aureliano il Colonnello, i 17 Aureliani, Pilar Ternera, Amaranta, Remedios la bella.
Sono ancora tutti dentro di me e li amo più di prima.
Adoro questa antica famiglia, persa in una terra da loro stessi fondata e che assomiglia alle nostre case e ai nostri rifugi sicuri o incerti.
Macondo è viva e vive grazie a loro.
Dopo i Buendià niente esiste più.
E’ come un antico manoscritto che si lacera mentre si sfoglia l’ultima pagina.
E’ come una leggenda del vissuto e non vissuto, perso nei meandri di un tempo che è stato.
La solitudine di questa famiglia è un porto sicuro in cui approdare ogni giorno, in qualunque tempo della nostra vita.
E’ carne e malinconia, è rabbia e terrore.
E’ una donna che canta nel vento, è un anziano signore incatenato sotto un albero.
Come tutte le grandi famiglie anche questa è destinata a scomparire.
Senza eredi in carne ed ossa, ma tra le pagine di un libro.
Nel racconto che mi accingo a ricordare.
Luna