Se i gatti scomparissero dal mondo

“Se inizi a pensare al senso, la tua vita non comincerà mai. Che importanza ha il senso? La vita non ha un senso. La vita è una bella, magnifica, cosa. Anche per una medusa! Ecco perché anche le meduse hanno ragione di esistere!”.

Questo romanzo ha davvero dei punti molto forti.
Beh, prima di tutto, il grande significato che affiora dalle pagine, una dopo l’altra.
Il senso della vita e il senso della morte. Una riflessione su tutto quello di cui possiamo fare a meno, su come continuerebbe la nostra vita senza cellulari, film o orologi.
Poi, ancora, il senso degli affetti, dei ricordi che rimangono dentro negli anni.
Dove vanno a finire le persone che ci lasciano? E dove sono quelle che abbiamo deciso di tenere fuori dalle nostre giornate?Cosa occorre fare nei giorni precedenti alla nostra morte?
Sembrerebbe un romanzo cupo e pressante, invece è scritto con un linguaggio molto semplice e il racconto è narrato in forma leggera.
È questo l’urto che si subisce: tutto il peso del mondo sulle spalle trasmesso con la leggerezza posseduta dalle ali di una farfalla.
L’effetto è comunque assai piacevole. Mi riservo di capire bene cosa non mi ha appagata completamente.
Forse, nel corso della narrazione mi sono lasciata distrarre e i ragionamenti buoni e semplici a volte non mi sono bastati.
Avrei voluto ancora di più.
Tuttavia, questo libro ha davvero molto di buono.
Il finale, ad esempio. Il finale è puro amore.
Luna

Bambini nel tempo

È un’opera sconcertante e devastante insieme.
Mentre la leggi ti assale il rifiuto della perdita, la comprensione, l’angoscia del proseguire la vita nonostante tutto.
Quando il protagonista guarda il mondo non è mai tutto scontato, quello che vedono i suoi occhi si ricopre di nubi che si perdono nel tempo, fino a non capire dove finisce il passato e comincia il presente.
La perdita al supermarket è lacerante. Commoventi i racconti che Stephen fa dei genitori, imperdibili i difficili momenti di confronto.
McEwan è uno scrittore capace di definire il tempo e di farlo vivere attraverso l’intimità dei suoi personaggi, così fragili nel rapporto con gli altri.
Ogni suo romanzo è una scoperta continua ed infinita, un viaggio dentro la coscienza e il dolore del genere umano.
Leggere questo romanzo mi ha messo i brividi, per la sua bellezza, per la profonda lealtà verso il reale bisogno di amore, di continuare a vivere nonostante tutto.
Realtà verso “il fatto che di colpo, si trovasse lì una persona non di un’altra città, o di un altro paese, ma che arrivava dalla vita stessa”.
Troppa commozione e un brivido di speranza. Una meraviglia.

Luna

“Desiderava la sicurezza dell’infanzia, la mancanza di potere, l’obbligo all’obbedienza e la libertà che ne consegue: libertà da denaro, decisioni, progetti, esigenze. Diceva sempre di voler fuggire dal tempo, dagli appuntamenti, dagli orari, dalle scadenze. L’infanzia per lui era assenza di tempo, ne parlava come di uno stato mistico”.

L’anno del pensiero magico

“Nella versione del dolore che immaginiamo, il modello sarà la guarigione. Prevarrà un certo movimento in avanti. I giorni peggiori saranno i primi. Si immagina che il momento più difficile sarà il funerale, dopodiché avrà luogo questa ipotetica guarigione “.

È un resoconto ossessivo degli ultimi attimi di vita di suo marito John. Parole ricalcate con forza che si fanno spazio tra la sofferenza e i ricordi. “Ci sforziamo di impedire ai morti di morire per tenerli ancora con noi”.
“Il dolore arriva ad ondate, ti accecano e cancellano la quotidianità della vita”.
Per la Didion la morte improvvisa del marito non rappresenta la fine della loro storia, non inizialmente. Le scarpe di John rimangono lì, in attesa che lui ritorni.
“Avrebbe avuto bisogno di scarpe se doveva tornare”. Quindi, doveva tornare.
La roba, tutto rimane sospeso, in attesa.
“Ma tutto questo non lo ha fatto tornare indietro”.
Il suo romanzo è un resoconto claustrofobico e terribile, ma è anche la storia del suo matrimonio e dell’amore per il suo compagno. Profondamente legati, dipendenti l’uno dall’altro, senza colpa, solo per amore.
È vero, certe tendenze esistono o sono esistite. Come quella di vedere il lutto come qualcosa da nascondere per non disturbare le esistenze degli altri, un modo crudele di trattare la mancanza come cosa astratta. Mentre il lutto è reale, è palpabile come assenza incolmabile.
La Didion scrive con autenticità, scrive di qualcosa che conosce bene, del dolore, del rimanere soli.
Credo che avesse bisogno di appuntare date e orari.
Un bisogno che non stanca. E che non ha stancato neanche me.
Luna

Le sette morti di Evelyn Hardcastle

evelyn
E’ un giallo complicato, come quello dei bei tempi.
Dei tempi della regina Agatha Christie, della maestra del brivido.
Mi sono emozionata più volta perchè la suspance provata ha evocato i tempi addietro.
Che bello immaginarsi chiusa in una stanza, in tondo con altri membri di un gruppo, pronti ad indovinare l’assassino tra i tanti.
La trama non è affatto scontata o banale, è arte pura della reincarnazione e non del travestimento.
Otto vite in otto giorni.
Se vi sembrano troppe non leggetelo affatto perchè ne uscireste folli.
Se invece volete provare il brivido di vivere in corpi che non conoscete allora collegatevi tutti su queste pagine.
Ne uscirete forse confusi, accalorati e stravolti, ma liberi di capire chi è che ha ucciso la vostra Evelyn adorata.
O nn adorata.
Insomma, non è il solito giallo dove governa un disordine apparente, qui tutto è ben calcolato verso la risoluzione dell’enigma.
Qui tutto pare ben organizzato e poi, in fondo, non lo è affatto.
Dipenderà da voi, dall’ordine che date alle cose, alle priorità delle vostre menti.
Io ho adorato il protagonista, anzi, i protagonisti.
Tutti e otto, dieci, mille volti nascosti.
Non perdete tempo, lasciatevi andare.
Nulla è impossibile nelle pagine del vostro romanzo.
Tra le parole da leggere e i risvolti da indovinare vi è un abisso.
Fatevi trascinare dentro.
Non sarete da soli.
Luna

David Golder

david
La Némirovsky colpisce dentro e fa male.
Parla di un uomo e di tutti i possibili uomini.
Narra di suo padre e degli ebrei affamati e avidi.
Parla di una famiglia che non esiste, della solitudine delle unioni, del senso inutile di una vita vuota d’amore.
Golder è un uomo d’affari, sempre pronto a far soldi.
Ma questo non lo salverà, non lo aiuterà a ritrovare la strada di casa.
Sarà solo per tutti gli anni del suo vivere, nonostante sia padre e marito.
Ma di legami tenuti saldi solo con i soldi, l’uomo non saprà presto che farsene.
Se arrivano richieste di denaro invece che frasi d’amore, i rapporti presto si recideranno, diventeranno sterili e asciutti, come una pianta secca pronta a morire.
Rendersi conto di tutto questo è doloroso, ad ogni età della vita.
La famiglia a volte è tutto quello che abbiamo, quando c’è la fiducia di potercela fare insieme la vita diventa una cosa a due, e poi a tre o a quattro.
Ogni componente diventa un pezzetto di noi, si diventa unità inscindibile di singole persone fatte per stare insieme.
Questo è l’amore. Roccia che non si corrode.
Quando l’amore è solo vanità e bisogno non  è degno di chiamarsi tale, è inquinato, è sporco di male, è sangue fresco.
Non è amore, è solo quello che può essere: interesse.
Difficile per un uomo accettarlo, quando è stato lui stesso a provocare questa profonda falla.
Golder mi ha fatto rabbia e tenerezza insieme.
Emozioni che sconfinano nella pietà e nella voglia di cambiare le cose.
Eppure la vita seguirà il corso degli eventi.
Quegli eventi della fine di una vita.
Luna

Furore

furore
Mi sono innamorata della famiglia Joad e del suo creatore, il grande Steinbeck.

L’odissea dei Joad comincia con l’avvento dei trattori e la fine dell’agricoltura intesa come lavoro dell’uomo e frutto del sudore della sua fronte.
I tempi cambiano, le tecniche si evolvono ponendo in primo piano le macchine e il maggior guadagno.
Gli uomini vengono svalutati, le Banche si appropriano di tutto e alle famiglie non resta altro che partire in cerca di fortuna e di una paventata felicità.
In California i Joad, tuttavia, non troveranno quello che tanto speravano.
La paura accompagnerà la disperazione e il senso d’abbandono, resterà solo la dignità a far spazio alla speranza.
I sentimenti che accompagnano la storia sono molteplici, non saprei spiegarli davvero tutti.
Uno fra tutti mi ha colpito: il coraggio di proseguire il proprio viaggio.

Perchè l’odissea dei Joad è il pellegrinaggio di ognuno di noi, la stanchezza e la paura vanno a braccetto con la voglia di farcela e di non mollare.
Il viaggio di ognuno di noi può essere la spinta per i sentieri degli altri, e per tanti passi ancora.
La scrittura intensa ed efficace sembra una lama sulla nostra pelle: fredda, crudele, insaziabile.
Il senso di fallimento percuote i cuori ad ogni pagina, non ci sarà spazio per le preghiere, si potrà solo andare ferocemente avanti.
Fino alla fine gli uomini doneranno solidarietà, si aggrapperanno alla vita fino al loro ultimo respiro.
Leggete Furore.
Leggetelo senza temere la mole di pagine che lo accompagna.

Ne divorerete ogni singola parola.
Scoprirete un capolavoro.
Luna

Paranoia

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Una donna davvero speciale. Unica.

E non perchè svolgeva una vita straordinaria o particolarmente diversa da tutti gli altri, anzi.
Una casalinga moderna, una vera mamma.
Una donna che non si è mai risparmiata e non ha sacrificato la sua grande passione alle pieghe del tempo.
Una famiglia di quegli anni, nei giorni sereni.
Pensieri assurdi, quasi fanciulleschi.
Forni che litigano con il tostapane, risate smarrite tra le pagine bianche.
Donna e mamma scrittrice. Favola americana.
Grazie a lei abbiamo scoperto cosa si prova ad avere i brividi lungo la schiena quando qualcosa si avvicina nel buio.
Un male sempre in agguato, pronto a colpirti nel vuoto.
Incomprensioni che diventano solitudine e paura.
Famiglie isolate, oscure tenebre.
Quando il terrore si fa voce ecco che il silenzio acquista forza.
Le case prendono vita e i fantasmi si vestono dei più nascosti pensieri.
Terrore e schianto. Urla nel vuoto.
Shirley Jackson ha creato il romanzo gotico e anche se alcuni suoi racconti non mi hanno fatto vibrare il sangue posso solo riconoscere il grande talento di una penna brillante.
So cosa si prova quando ci si sente seguiti, immaginario o realtà, chi può dirlo.
Cercare di trovare la strada giusta per poi perdersi, con l’eco delle voci scroscianti e le risa dei bambini.
La vita stessa ci offre infinite opportunità di coraggio e altrettante di virtù.
Allo stesso tempo la natura umana si rivela cattiva e vile, oltre ogni aspettativa.
La scelta vera e fiduciosa siamo noi, aspetta inerme.
Nei rapporti, nella vita eterna.
La famiglia può racchiudere in sè diversi fantasmi: l’invidia e la scelleratezza della gelosia.
L’amore si muta in odio.
Sta a noi. Sta solo a noi.
Luna. 

Paura

paura
E’ un breve racconto sul tradimento. 

O meglio, su quello che si può provare quando si teme di essere scoperti.
Inutile mentire, il succo è davvero solo questo.
Ma nel mezzo di tutto quanto c’è un’infinità di mare, di parole sussurrate, di eccessi.
Una donna ha paura di essere scoperta, poi di essere seguita, e infine di essere rivelata.
E’ una storia quotidiana in fondo, una storia di sempre.
Della paura che ci lascia bloccati sopra una sedia, in attesa di ricominciare a respirare.
Il terrore di un attimo di verità può rovinare la costruzione di una vita.
Il rimorso, infine il perdono.
Zweig è un maestro nel far accrescere il pathos e la paura della perdita.
Alla fine la paura la sentiamo anche noi.
E’ un attimo, un filo leggero.
Mi è piaciuto di questo racconto il tempo dell’attesa.
Di essere scoperti.
Tra il momento della paura e quello dell’esitazione c’è un lasso di tempo davvero importante.
In maniera intensa la protagonista comincia a ricordare cosa per lei è davvero essenziale. Cominciano a scorrere nella mente i momenti veri della vita.
La nascita dei figli, la dolcezza del marito, la presenza dell’amore.
In un istante ecco apparire il buono di tutta un’esistenza.
Il pensiero di quello che può ancora essere fatto è un faro in mezzo alle acque.
E’ malinconia. Così dolce e tenera.
E’ un racconto che ricorda i tempi andati.
Contiene il sapore amaro dei bei ricordi.
Ricorda l’odore dolce della memoria.
Luna

La macchia umana

macchia
Roth è un gigante della letteratura.
E lo sono anche i suoi personaggi.
Non mi nascondo nel dire che è il mio primo Roth e l’ho trovato stupendo.
Stupenda la similitudine tra gli orologi fermi e la morte del genitore, del padre.
Il protagonista, Coleman, ne affronta di ostacoli durante tutta la sua vita, dovrebbe farmi rabbia per come l’ha vissuta e invece mi appare un leone in gabbia.
Nasconde un grande segreto, di quelli che impediscono di condurre un’esistenza felice, di quelli che ti fanno morire dentro.
Eppure lui non muore, afferra la sua vita come un affamato afferra un tozzo di pane e la morde più che può, come può.
Tutti i personaggi di Roth hanno un vuoto dentro, tutti nascondono qualcosa.
In molti appare evidente, in altri è ben celata.
Li adoro tutti.
Il superstite di guerra è quello che più ti entra dentro, e ti fa male.
Vorresti invocare giustizia e farlo ammazzare, ma gridi pietà e lo perdoni.
Le parole di Roth sono acqua gelida e fuoco aperto.
Sono furia incontrollata e vita imperfetta.
Sono anime disperate, amore non protetto, pugni che fanno male.
Lo adoro, lo amo perdutamente.
Regalatevi momenti felici, leggete Roth.
Luna

La ragazza dai capelli strani

wallace
Il racconto non è il mio genere preferito.

Prediligo i romanzi e i saggi.
Tuttavia questa raccolta di crudi e neri racconti ha un fascino particolare.
Mi è piaciuta e l’ho odiata.
Ho amato intere frasi e righe ispirate dalla cattiveria quotidiana e ho detestato quella particolare crudezza che impermea le storie di questi personaggi così peculiari.
Ammetto che l’abilità dello scrittore non è cosa di poco conto e va considerata così come tutte le sfumature che si incontrano leggendo le sue righe.
Colgo tratti di personalità davvero interessanti.
Mi appiglio a tutto, anche ad una vana speranza.
I protagonisti sono feroci, li ami o li odi.
Amori incontrollati, sguardi malinconici di esistenze distrutte o mai veramente consumate.
Ogni uomo e donna porta con sè un disagio esistenziale e famigliare che non perdona e devasta sensibilmente le anime tormentate.
Storie e racconti forti per chi vuole vedere la realtà da una prospettiva diversa, dall’interno del cuore degli uomini.
Non nascondo l’iniziale difficoltà nell’approccio a questo sguardo.
Salti mentali e frasi inconcludenti, almeno in apparenza.
Abbracci mancati, parole che ritornano.
Perdetevi in questo viaggio fatto di verità strazianti.
Lasciatevi catturare.
Ogni cammino ha bisogno di essere conosciuto.
Ogni storia conserva in sè un’altra storia.
Non lasciatevi ingannare dall’apparenza.
Venite a vedere.
Luna