Fame. Storia del mio corpo

fame
Questa non è la storia di un successo, di una donna che è riuscita a raggiungere il
suo peso forma per poi sposarsi con la star del momento.

Certo che no, questo appare pura illusione.
Favole raccontate per farci pensare che nella vita tutto è facile.
Facile no, ma non impossibile. Tuttavia.
Questa è la storia di una donna in carne. 
Di una fanciulla abusata, stuprata da un branco di animali inferociti.
Una donna il cui cuore è stato fatto a pezzi, più e più volte.
Un cuore ricomposto che trasuda cicatrici e sangue.
Questa è la storia di una donna fragile, di una donna forte, di una donna.
Le parole di Roxane colpiscono dentro e fanno pensare.
Perchè se un problema non ci riguarda non lo pensiamo come tale e non riusciamo a capirlo.
Se il nostrocorpo non fatica a trovare una sedia della giusta misura non possiamo comprendere veramente il disagio di chi deve farsi fare una sedia su misura.
O di chi non può sedersi in tram se non occupando almeno due sedili.
Dietro questi corpi ci sono tante storie, tutte diverse, sempre uguali.
Disagi, privazioni, grandi abbuffate, depressioni.
Non bisogna necessariamente conoscere il racconto di tutti se non vogliamo.
La natura umana è fatta di silenzi e di sguardi, ma anche di urla e risentimenti.
Questa è la sua storia.
Una vita come tante. 
Un corpo tanto grande eppure incapace di contenere tanto dolore.
Una carne troppo molle per fermare il sangue.
Una vita tanto sofferta quanto voluta.
Luna

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Betty

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Simenon è l’esempio chiaro ed evidente di come non sia necessario un intricato giro di parole per raccontare la storia di una vita ed  un complicato animo umano.
Le parole, scelte bene, assumono un ruolo determinante nella narrazione eludendo inutili arricchimenti letterari ed estenuanti argomentazioni che distraggono il lettore poco attento e frettoloso.
Con questo meraviglioso autore tutto ciò non può accadere.
Le parole nei suoi scritti non si trovano lì a caso, ciascuna di esse è scelta con cura ed attenzione. Quella, proprio quella.
Ed ecco che si snocciola una storia che non ha dell’incredibile, potrebbe essere la vita di chiunque.
Spesso è un borghese, una donna sposata, una come tante.
Ogni vita ed animo umano può celare in sé situazioni enigmatiche ed  imprevedibili.
Una donna al bar che ha fretta di bere ci porta a pensare che abbia voglia di dimenticare il suo passato.
O il presente.
Betty è quella donna, sposata con un uomo facoltoso, sempre alla ricerca della felicità.
In fondo lei è come tutti noi, ha solo voglia di essere ascoltata. Capita.
Ed è il lettore che si troverà pronto a farlo, inconsapevolmente.
Saremo lì con lei seduti al bancone.
Prenderemo un drink e la guarderemo incuriositi.
Lei ci guarderà con quel suo viso sconfortato e si chiederà cosa c’è che non va nel suo abbigliamento e del perché la stiamo fissando.
Ci avvicineremo lentamente per non farle paura.
Guarderemo il suo bicchiere e poi alzeremo gli occhi che incroceranno i suoi.
E lei in quel momento, in quel preciso momento, inizierà a parlare.
Confiderà in noi, si affiderà al nostro tempo.
Ed ecco che la magia è fatta.
Iniziate a sfogliare.
Pagina dopo pagina.
Lentamente, voracemente.
E ditemi se davvero non ritrovate la poesia della normalità nelle storie comuni di vite ordinarie.
E uomini comuni attori dei nostri giorni.
Protagonisti nelle nostre vite.
Luna

La strada

strada
Un’aria di desolazione e buio che attraversa l’anima.

Un mondo finito, neanche pronto a ricominciare.
Solo il nulla e un grigiore che annebbia il cuore.
La fine del mondo, il giorno che non arriva mai.
In questa atmosfera post apocalittica solo un uomo e un bambino camminano nella luce.
Portatori del fuoco e del mondo giusto, aldilà del buio, avanzano incerti tra lingue di cenere ed esseri senza pietà.
Uomini che mangiano uomini, carne cruda nelle ombre dell’inferno, neonati squarciati dagli abissi della crudeltà e della miseria.
Inutile scappare, non si può sfuggire all’eternità.
Ho attraversato le lande desolate insieme a loro, conosciuto la pietà e la disperazione.
Una bellissima scena quella del ladro, destinato a morire, accompagnato dal conforto.
Solo vestiti e un paio di scarpe: rappresentano salvezza.
Storia di vita che finisce e rinasce, la fiaccola debole di una nuova famiglia.
Pensieri perduti nel tempo.
Una donna che non è in grado di affrontare la parola Insieme, la paura del buio e del silenzio che devasta le viscere.
L’idea della famiglia che si perde nel cielo, gli alberi che cadono sono solo un ricordo del cinguettare lontano degli uccelli.

Ho lottato per contenere le urla del silenzio, la notte appariva soffocante.
Il tormento del domani arrivava leggero e ripetuto nel tempo.
E il rumore di passi umani e silenziosi presagisce il momento della fine.
Luna

Le storie di Arturo Bandini

bandini
Avevo dec
iso di non leggere nulla di John Fante perchè mi era stato raccomandato da un collega lettore presuntuoso ed ostile.

Invece quella ostile ero io. Preoccupata solo di non dar retta ad opinioni dure e pressanti e decisa ad andare oltre ad un consiglio spassionato ed opportuno.
Meno male che mi sono arresa. A braccia aperte.
Ho accolto questi scritti con la gioia nel cuore e la speranza di parole confortevoli.
E ho trovato una famiglia. Una normale, assolutamente ordinaria.
Immigrata in America, italiana nel sangue, lo stivale nel cuore.
Usi e costumi diversi, mentire per dimenticare.
Voci autorevoli, mamme attente e stanche.
Cuori ribelli.
Un aspirante scrittore e i suoi sogni, un po’ infranti e un po’ spietati.
Vite difficili. Amori che fanno la differenza.
La promessa di una vita migliore, senza spine che fanno male, senza serpi nel cuore.
La ricerca complicata della propria strada piena di lacrime e sensi di colpa, seppur piena di desideri e amori incondizionati.
Fanciulli che diventano uomini, mamme che sono donne, donne innamorate e respinte.

In quella piccola stanza umida e fredda, un po’ ho sofferto anch’io.
I bambini che giocano tra di loro, una madre che attende il marito affamato, un uomo disperato che aspetta la primavera.
Il calore dei corpi che si intrecciano, le preghiere sommesse e aggraziate, gli animi duri a morire e a quietarsi.
La speranza che prevale su un mondo che non lascia scampo e crea confusione.
Mi ci voleva proprio un romanzo semplice.
Le sue parole creano grovigli complicati e la sera, seppur malinconica, arriva leggera nel mio cuore.
Luna

Colpisci il tuo cuore

colpisci
E’ da lì che viene il genio. Colpisci.
Una madre può essere gelosa di una figlia. Non è una domanda.
Gelosa della sua giovinezza, della bellezza nascente, del fututo che si attende.
L’invidia comincia a covare in fondo al suo cuore fino a mettere radici.
Salde e robuste, le fondamenta dell’animo umano si colmano di gelo e rimpianto fino a formare uno strato duro e solido di crudeltà. E quella non guarda in faccia nessuno.
Come spesso accade nella vita vera, i traumi e i dolori ci portano a concentrarci su altri obiettivi, in cui la mente trova conforto e il cuore fiducia.
La ragazza diventerà  medico. Di quelli buoni, a contatto con gli altri.
La vita porterà altre delusioni, opportunismo, indifferenza.
A volte penso che riuscire a capire chi vuole farti del male e usarti come un oggetto da buttare sia un gran dono del quale non tutti siamo forniti.
Troppa gente non riesce a discernere la realtà dal desiderio di ritrovarsi accanto un’anima identica alla propria. Il risveglio dalla delusione fa davvero male.
Avere accanto chi veramente ci merita, chi vuole la nostra felicità che prescinde dalla propria, chi ci incoraggia e sostiene, credo sia una delle fortune più grandi che possa capitare.
Perchè a volte siamo fragili e la parola è un dono.
Perchè non siamo isole, niente è separato.
Perchè se si trova un amico non bisogna lasciarlo andare.
E se è lontano, non lo è nel nostro cuore.
Luna

Mi sa che fuori é primavera

primavera
Non mi aspettavo un libro così profondo ed intenso.
Una storia vera, di vita.
Una mamma privata delle proprie figlie, portate via dall’uomo che un tempo l’ha amata tanto.
Un fatto di cronaca che ha portato a numerose riflessioni ed a un triste e crudele interrogativo: come ha fatto quella donna a non accorgersi di niente?
Ce lo spiega la stessa protagonista attraverso la voce narrante della De Gregorio.
Più che cronaca nera questo romanzo mi appare un inno alla vita.
Si può amare di nuovo dopo aver perso le tracce delle proprie figlie?
Si può ancora donare la propria fiducia dopo aver subito un tradimento così infimo e spietato?
La risposta, di certo, non può essere univoca e conciliante.
Irina risponde così: si, si può tornare ad amare, a vivere.
Fuori il sole splende ed è piacevole la brezza che ci porta il vento.
Il calore ci travolge dentro e porta alla luce, alla voglia di dare.
Nuova energia nel corpo, diverse possibilità.
Ricominciare la propria vita con un uomo accanto che non è quello che ti ha privato del futuro.
Perchè, come dice Irina, a mancare non è un figlio, ma quel figlio, proprio quello che si è perso.
A mancare sono proprie le sue gemelline, quelle che a sei anni sono state portate via dal proprio padre e non sono mai state ritrovate.
A mancare sono solo loro, le loro voci squillanti, le loro personalità così marcate e squisitamente differenti.
E allora, cosa resta della vita dopo tutto questo dolore?
Cosa c’è dopo così tanta sofferenza?
Il dolore resta, certo. Così forte e pesante non può andare da nessuna parte.
Ma è incredibile come l’animo umano possa rimanere attaccato così saldamente alla vita.
Perchè la vita porta sempre nuove speranze e sapori.
Il sapore di ricominciare, di continuare ad andare avanti, a sperare ancora nella vita e nelle risorse di ogni essere vivente.
Dopo il dolore ci può ancora essere la vita.
E ancora l’amore. Senza privarsi dei ricordi.
Luna

La casa tonda

casa
Non è un thriller come tutti gli altri.

Questa è veramente tutta un’altra storia.
E’ un romanzo che racconta grandi verità.
Ogni anno una donna indiana sa che può subire delle violenze da parte degli uomini senza ottenere giustizia da parte degli altri uomini.
Questi sono i crimini più efferati.
Quelli voluti dagli uomini che non si battono affinchè le ingiustie smettano di essere perpetrate.
Solo violenza e tanto, tanto silenzio.
Una donna potrebbe non riprendersi più da simili abusi.
Perchè il corpo può rimane straziato, ma è l’anima ad essere lacerata.
Simili cicatrici non guariscono con il tempo.
Niente ritorna come prima.
A soffrire non sarà solo la vittima, tutta la famiglia rimarrà logorata.
Ma attenzione, cominciamo dall’inizio.
Da quella mattina in cui tutto sembra essere come sempre e tutti si preparano a vivere una solita, normale giornata.
Un giudice va in Tribunale, una donna  in ufficio a lavorare.
Ma quella che sembrava una pratica da archiviare diventerà un incubo difficile da immaginare.
Si rimane sconvolti da così tanta schiettezza.
La verità può far male.
Ed ancor più doloroso è sapere che episodi del genere sono realmente accaduti.
Che tanti di essi accadranno ancora.
Sono felice di sapere che molti si battono per ottenere i diritti che spetterebbero a tutti, prima ancora di essere rivendicati.
Triste nell’appurare che esistono tante realtà sconosciute a molti.
Sconfortata dal disagio, dalla crudeltà.
E per una donna violentata, un’altra, lotta per la propria libertà.
Senza mollare, nè arretrare.
Guardando avanti con la speranza del domani.
Di un domani migliore.
Luna