Lacci

lacci
Chi di noi non si è mai sentito oppresso da un legame divenuto, ormai, troppo ingombrante?

Chi non ha sofferto per un tradimento?
Chi non ha mai tradito?
La storia di questa coppia è la storia della sua famiglia, quella costruita con tanti sacrifici e poi, letteralmente, mandata all’aria.
Starnone racconta di legami che nascono sotto il segno dell’indissolubilità per poi perdersi nel tempo.
Lacci per le nostre scarpe e per i nostri cuori.
Le nostre famiglie possono essere il focolaio delle nostre paure ed insicurezze.
Ricettacolo di vizi e tradimenti, vortice snervante di delusioni e fallimenti.
I legami possono rappresentare la nostra fortuna e la nostra delusione.
E i passi dei nostri genitori possono segnare la strada che decidiamo di percorrere o di non percorrere.
La scrittura è attenta e lavorata. E’ capace di dire tanto.
Vedremo il dissolversi di un matrimonio da diversi punti di vista.
Con gli occhi della donna che è stata abbandonata dal marito, arrabbiata e delusa.
Con le parole di un marito che chiede di più dalla vita, che vuole essere finalmente innamorato, almeno una volta.
Con i gesti e il dolore dei figli, persi nel mondo, tra le braccia di sconosciuti.
E’ la storia delle nostre famiglie, delle famiglie dei vicini, delle famiglie dei nostri genitori.
Da leggere per conoscere ancora una volta il suono del dolore.
Silenzio che fa male.
Dentro la pelle, sotto la lingua
Luna

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Cent’anni di solitudine

solitudine
Universalmente conosciuto come un capolavoro dei nostri tempi, questo romanzo è molto di più di una saga famigliare.

E’ storia, è pura letteratura, sconfitta e vittoria.
E’ la vita di una famiglia, un viaggio nella guerra e negli ideali, visionario e magico.
I personaggi sono innumerevoli e con loro abitudini e magie.
Davanti a noi appaiono come degli specchi, quadri delle nostre imperfezioni e ostilità.
Impareremo ad amarli tutti, a modo nostro, a modo loro.
Padri e madri sopravvissuti alla povertà e alla sofferenza, gemelli identici e speculari, sogni intensi di verità e amori proibiti.
Conosceremo Ursula e la sua dolcezza severa e assurda. La spieremo tra le pagine dei suoi ricordi, nella cecità più assoluta.
Ameremo il vecchio Josè Arcadio Buendià e tutti i suoi figli.
Aureliano il Colonnello, i 17 Aureliani, Pilar Ternera, Amaranta, Remedios la bella.
Sono ancora tutti dentro di me e li amo più di prima.
Adoro questa antica famiglia, persa in una terra da loro stessi fondata e che assomiglia alle nostre case e ai nostri rifugi sicuri o incerti.
Macondo è viva e vive grazie a loro.
Dopo i Buendià niente esiste più.
E’ come un antico manoscritto che si lacera mentre si sfoglia l’ultima pagina.
E’ come una leggenda del vissuto e non vissuto, perso nei meandri di un tempo che è stato.
La solitudine di questa famiglia è un porto sicuro in cui approdare ogni giorno, in qualunque tempo della nostra vita.
E’ carne e malinconia, è rabbia e terrore.
E’ una donna che canta nel vento, è un anziano signore incatenato sotto un albero.
Come tutte le grandi famiglie anche questa è destinata a scomparire.
Senza eredi in carne ed ossa, ma tra le pagine di un libro.
Nel racconto che mi accingo a ricordare.
Luna

Fedeltà

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Fedeltà a qualcuno e fedeltà a se stesso.
Può esserci un punto in comune? Dove sta la rinuncia?

Questo libro sicuramente non è il capolavoro del momento e ricordo che è stato ampiamente criticato.
Non ricordo esattamente il motivo.
Credo che Missiroli sia stato tacciato di superficialità e giudicato per aver confezionato un prodotto, come richiesto dagli utenti.
Forse, ancora una volta, la verità sta in mezzo.
Lo scrittore non parla di qualcosa di nuovo, il fiulcro è sempre quello: il tradimento.
E i lettori dei tradimenti si appassionano. Non è colpa dell’autore, è la vita.
Tutti noi abbiamo a che fare con la fedeltà nella vita di tutti i giorni.
Io, infatti, mi chiedo sempre quanto sono presente a me stessa.
In quello che faccio e per quello che rappresento.
Fedele ai miei valori, ai miei desideri e alle mie voglie.
Fedeli verso il proprio amore.
Quanto sacrifichiamo di noi stessi per rimanere fedeli agli altri?
Non sono diffidenti verso questo genere di racconto, mi piace divagare.
Adoro sprofondare nelle riflessioni, di chi è un pò più libertino di me e chi invece è più moralista.
Mi piace prendermi del tempo per me e curiosare tra i miei pensieri.
Ci provo, ma è inutile, io sono di quelle fedeli.
Attenta al tradimento degli altri, feroce verso me stessa se disattendo quello in cui credo.
Questo titolo lo dedico a me, a quelloo che mi passa per la testa in questo momento.
Con questo scritto mi riprometto, ancora una volta, di essere fedele a quello che sono.
E, anche se per un pò l’ho dimenticato, ho giurato di essere fedele in quello in cui credo veramente.
E, non per ultimi, ai miei desideri più profondi.
Forse la vita mi vuole avvocata.
Ma la mia anima desidera quello che per me è libertà d’azione.
Libertà di iniziativa e parole.
Che sia caffè caldo, mani che lavorano, attimi di vita realizzata.
Che sia poesia.
Luna

Attraversare i muri

marina
Quanto scetticismo prima di leggere questa biografia.

Quanti luoghi comuni e preconcetti.
Quante sviste, giudizi assurdi e pensieri stravolti ho dovuto cambiare per capire davvero l’arte di questa donna.
Marina è un essere straordinario. Mentre la leggevo quasi mi rammaricavo di essere una donna così comune.
Artista unica ed ineguagliabile, anima forte e delicata, donna amabile.
Dentro questa storia c’è tutto.
Ci sono gli inni alla vita, c’è l’idea della morte. C’è la vergogna di quello che siamo e la meditazione di quello che potremmo essere.
Marina sfida il dolore e la disciplina. Tenta l’impossibile, urla la sua disperazione.
Parla dei suoi grandi amori, quello con Ulay occupa il posto principale.
Performances incredibili ne hanno fatto la donna che è, penetrante e vulnerabile.
La grande muraglia cinese attraversata a piedi solo per dire addio ad un grande amore.
Cresciuta in una Belgrado assente e violenta, due genitori severi, una mamma ferita e pronta a ferire.
In questa autobiografia c’è davvero tutto. 
Commozione, disgusto, incomprensione e arte.
Prima fra tutte: l’arte.
Per Marina il bello non è ciò che si può appendere, arte non è esteriorità.
L’arte è il corpo e le vibrazioni che ne provengono.
Arte è piacere e dolore. Amore.
Una donna che ha fatto dell’arte un bisogno di vita e l’unica ragione per vivere.
Leggere questa biografia non può far altro che arricchire le nostre menti.
Non va necessariamente apprezzata, forse davvero non è per tutti.
Io ho scoperto la freschezza delle idee e mi è piaciuto sapere che nel mondo ci sono persone tanto diverse da me. Credo di ammirarle.
Si spingono oltre il limite della mente e del corpo, vanno oltre le apparenze, oltre questo mondo.
Sono anime così pesanti che per non sentire più il rumore del dolore devono muoversi con leggerezza fino ad annullarsi.
Leggete la biografia di questa donna. Poi mi direte.
Luna

Addio fantasmi

terranova
La storia di Ida colpisce al cuore.

E’ la storia di una famiglia, del ritorno a casa, del vuoto, della mancanza.
E’ un romanzo autentico, semplice e limpido, fatto di emozioni e sensazioni.
Candidato al Premio Strega 2019, è la storia ideale per chi vuole fare un tuffo nei ricordi e provare a pensare a cosa si prova quando si parla di malinconia.
Qui dentro c’è tutto quello che ci serve per soffrire di ricordi, ci si trova dentro ad un vortice sconvolgente di immagini nitide e affascinanti.
Entreremo dentro la storia di una donna che soffre per la mancanza del padre che ha deciso di scomparire a causa del suo male.
E’ la storia di una donna che si salva solo alla fine, che immagina di vivere la sua vita accorgendosi, dopo anni, che la sua realtà non è valida ed è vissuta solo a metà.
Sono parole che entrano dritte al cuore.
Il testo è ricco di metafore che, per il loro eccessivo volume, si sono portate dietro immense critiche e dispiaceri.
In effetti ogni oggetto evoca qualcosa di grande, di pungente.
Il romanzo ha uno stile unico, è una scrittura ordinata e godibile.
Sembra scritto da noi, da chiunque di noi.
La Sicilia fa da cornice, la mia amata isola che celebra ritorni continui e storie familiari davvero toccanti.
Il ritorno a casa è solo parte di quello che diventerà spirale di luci ed ombre.
E’ una voce delicata, un sussurro di parole.
Ida vi sommergerà.
Come quel mare di Messina così freddo e invitante allo stesso tempo.
Luna

Il giro dell’oca

oca
Erri De Luca commuove.
In questo suo scritto cattura le emozioni che si hanno nel profondo e riesce a far venir fuori la verità.
Di desideri irrealizzati ne abbiamo tanti, non sempre portati alla luce.

Quello che fa l’autore è riscostruire la propria storia partendo dalle origini, sarà un viaggio fatto di ricordi e sensazioni inespresse.
Parlerà tanto, ma non sarà mai da solo.
Verrà fuori il figliolo che non ha mai messo alla luce, colui che è stato solamente ipotizzato.
Un filo conduttore terrà legate due anime diverse e ugualmente fragili.
L’inverno e il vino faranno la loro parte.
La scrittura di De Luca è asciutta e stranamente estroversa.
Pur con le sue difficoltà riuscirà a mettersi a nudo.
La sua coscienza sembrerà solida e rilassata mentre realizzerà un desiderio che tanti di noi bramano: essere ascoltati.
Lui riuscirà a trovare il tempo per riscoprire se stesso e la sua famiglia attraverso un viaggio lontano, fatto di delusioni e rabbia, paura e indiscrezione.
Sarà intenso, pure per i duri di cuore.
E’ la confessione di un uomo solo che ha vissuto più di mille vite.
Sarà sincero, onesto.
Pigro in alcune sue riflessioni, al figlio apparirà arido di spiegazioni.
Un romanzo insolito fatto di domande.
Domande alle quali non sempre l’autore trova delle risposte.
Domande che ci facciamo anche noi. 
Su cosa ci siamo lasciati sfuggire.
Quanto abbiamo perso di noi lungo la strada?
Quanto coraggio abbiamo avuto?
Le linee sembrano appena tratteggiate.
Ma la gioia della scoperta è ancora tutta lì.
Luna

Manhattan beach

manhattan
La Egan scrive davvero bene. 

Parla di partenze e di ritorni inaspettati.
Di immersioni dai contorni ben definiti e mancati ritrovamenti.
La sua scrittura è pulita e lineare, fa comprendere bene i pensieri delle persone e le lacune dell’umanità. E’ la storia di una donna, di una famiglia sconvolta dal dolore della perdita, di una fuga per la salvezza e della rivincita della libertà. 
Negli anni della guerra era davvero difficile andare avanti cercando la normalità tra le pagine di una quotidianità ormai morta.
Nel marasma del tempo e tra la solitudine del cuore, Anna riuscirà a diventare la prima donna palombaro nella storia degli uomini.
Antichi meccanismi cominceranno a sciogliersi e, faticosamente, si verrà a galla dai pregiudizi e dalle menzogne.
La guerra delle donne è ancora agli albori, mentre un’altra è ormai sul finire.
Delusioni e paure accompagnano il cuore dei sopravvissuti, cercando il conforto di mani e dita intrecciate.
Alcune pagine di questo romanzo mi hanno veramente commossa. 
La mancanza della condivisione, sentirsi soli in mezzo a tanti alla ricerca dell’unico uomo che si vorrebbe veramente accanto.
Sono parole forti, momenti coscenziosi di vita vissuta e intima.
Alla fine il destino è ironico e pungente, richiamerà tutti.
Li spingerà ad oltrepassare quella porta, dove i sogni non esistono più e la realtà è davvero più di quello che mai si potrebbe immaginare.
Luna