Le assaggiatrici

hitler
Di Hitler, si potrebbe subito aggiungere.
Sì, è incredibile pensare che ai tempi della seconda guerra mondiale ci fossero persone costrette ad immolarsi per preservare la salute del Fuhrer. Donne.
Venivano scelte tra le tante. Mangiavano per non morire. Per poi morire.
Il veleno poteva essere letale, ma dovevano scovarlo.
Se ne era pieno il cibo del comandante loro dovevano trovarlo. 
Donne come la massa. Donne come spiriti latenti.
Si possono rinnegare le proprie convinzioni in vista di un bene più grande?
E se il bene in questione è quello della Nazione, si possono voltare le spalle al proprio popolo?
“Quest’uomo salverà la Germania”, ma distruggerà le loro anime.
L’amore non conta più nulla, il corpo ormai uno strumento per morire.
Cibarsi per fame, per necessità e trarre il nutrimento da quello che fa più male.
Rosa è una donna che sogna il ritorno del marito, sposa senza sposo, torturata dal dolore della probabile scomparsa del congiunto e costretta a mangiare per non morire.
Il suo “lavoro” è dare linfa al paese, alla sua gente.
Il romanzo è tratto dalla reale storia di un’assaggiatrice di Hitler che prima della sua morte ha reso nota la vicenda che  l’ha coinvolta per vari anni della sua vita.
La carne non piaceva al comandante, provava pena per gli animali uccisi.
Mangiava molta verdura, faceva attenzione a qualsiasi cosa venisse ingerita dal suo corpo.
Un racconto intriso di paura, del terrore di quegli anni di disperazione.
Dove affiora un senso di morte e di vita.
Dove la speranza lascia il posto alla rassegnazione.
E la luce viene spenta dal pianto senza conforto.
Luna

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Lincoln nel Bardo

lincolnlincoln 2
Stupore, e mi appare la notte.

Inquieta e vigile, ormai stanca.
La prendo sotto braccio e non ne ho più paura.
Mi sento protetta ed inerme.
Così questa scrittura, pacata ed irrefrenabile. Magnifica.
Attenta ad ogni particolare impercettibile.
Racconta racconta.
Narra di un luogo in cui i morti non sanno di esser tali e non capiscono.
Mal comprendono le dinamiche nuove e si arrovellano per anni.
In quel luogo a noi sconosciuto va il defunto Lincoln.
Piccolo uomo dal futuro inebriante e austero.
Smarrito si ritrova a vagare. Piccole anime in suo soccorso.
Fantasmi di ieri e di domani, spiriti erranti.
Travolto da oscuri presagi e violente narrazioni, il bimbo osserva ed insegue.
Alla disperata ricerca di un padre che non riesce ad accettare la perdita e il distacco.
Un padre che è anche un uomo, un politico, un marito.
Un uomo che non riesce a separarsi da un corpo ormai sfatto.
E commuove. 
Il lento andarivieni dei pensieri angoscianti.
L’inesorabile vita umana che se ne va quando vuole.
Un bacio, l’ultimo, che conduce alla fine.
E le azioni, che finiranno senza scelta, da compiere ogni giorno, per anni.
In attesa del domani.
Del prossimo, definitivo, abbraccio.
Luna

Harry Potter e la maledizione dell’erede

 

harry
A Natale una favola ci vuole proprio.
E questa non è una storia come le altre.
Questa è davvero magica.
Maghi, intrighi. Dinamiche piuttosto strane e sorprendenti.
Tuffi nel passato e ritorni al presente.
Storie di straordinaria follia. Amicizia, amore.
So che molti lettori non amano Harry Potter. Neanche io ne ero attratta inizialmente.
Poi tutto è cambiato.
Ho cominciato ad apprezzarlo veramente quando ho iniziato a capire il senso più profondo del racconto.
Perchè la vera magia non è riuscire ad inventare pozioni d’amore o a volare su una scopa.
Quello che ha dell’incredibile è vincere l’impresa più grande: creare l’amore.
E a Natale è come se i pensieri si facessero più grandi  e profondi.
L’anima ripercorre un anno vissuto intensamente.
La mia spesso si commuove. E si perdona.
I momenti difficili si dimenticano e tutto diventa più facile quando abbiamo accanto le persone che amiamo.
Si chiude la porta di casa e dentro rimane tutto quello che vogliamo: la nostra famiglia.
La nebbia che, a volte, avvolge i nostri cuori si dirada, disperdendosi nel tempo.
I momenti insieme diventano davvero preziosi e MAGICI.
Ormai la vita è tutta una corsa irrefrenabile, non c’è più tempo per una risata o una buona storia.
E invece io stavolta voglio soffermarmi.
Il rumore del vento, il freddo dell’inverno, la musica delle chiacchiere.
Ancora un altro Natale insieme.
E altri giorni, mesi da condividere.
Perchè la vita va avanti e non si recupera il tempo perduto.
E se fosse, davvero, per sempre Natale?
Ogni giorno sarebbe quello giusto da condividere.
E le ore, anche se tristi, volerebbero leggere.
Allora che sia, per tutti, un lieto, lietissimo giorno di festa.
Un sincero Natale di cuore a tutti noi.
Che la nostra anima possa trovare ristoro e conforto.
Con l’affetto di sempre.
Luna

Questo articolo fa parte del magazine natalizio ScrivereGiocando 2016.
Siete curiosi? Date un’occhiata!
http://www.scriveregiocando.it/natale16.html

 

Canto di Natale

fantasmaUn camino scoppiettante. La luce del fuoco che ti inonda gli occhi.
Un calore che pervade l’anima.
Un libro. I nipotini.
Questo è il Natale per me. Questa è la storia che leggerei.
Ad alta voce, senza far rumore…
La vita è davvero breve per viverla da soli, ma non tutti riescono a condividerla.
A volte non si riesce veramente a capire come un giorno, passato da soli, è un giorno perso. Sprecato.
Ciò non vuol davvero dire, che bisogna stare sempre in compagnia.
Sarebbe veramente difficile e faticoso.
Ma disporre l’animo verso gli altri è qualcosa che non si apprende a scuola.
Si trova dentro di noi.
Un’esistenza spesa ad accumulare denaro, proprietà, ricchezze.
Mica male davvero. Viaggi, cene stupende, una casa con mille comodità e scarpe da urlo.
E se invece quello ricco è pure taccagno?
Se per lui è faticoso l’approccio con gli altri esseri umani?
Se non vede niente di buono nelle opere altrui?
Se è Natale… e lui è solo.. in una sera qualunque..
Non si può non immaginare questa scena. E da qui inizia la magia.
L’incanto del Natale travolge chi apre il proprio cuore.
La musica invita al suono e alle cose belle.
La speranza si fa strada tra mille lacrime e paure.
Le voci portano risate e gioia di vivere.
Che sia un Natale sereno e “che Dio benedica tutti quanti”.
Luna
P.s. Questo articolo e tanti altri ancora, li potete trovare sulla rivista online dedicata al Natale e a tutti voi!
http://issuu.com/scriveregiocando/docs/scriveregiocando2013

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Di tutte le ricchezze

giustAh l’amour…
Quanto è selvaggio e onesto nello stesso tempo.
E se colpisce all’improvviso, allora è meraviglia!
L’attesa logora. L’inaspettato fulmina.
Un anziano e solitario professore. Una vita assente.
Una compagna persa. Aspettando il nulla.
La luce che ritorna in una vita, che aspetta solo la parola fine.
Immaginare il ritorno al sorriso. E infine realizzarlo.
La vita degli altri a volte può coinvolgere talmente tanto da lasciare il segno.
E il cuore si risveglia.
I sensi ricominciano a cantare.
La speranza non è vana. Tutto è possibile.
Le scene sono semplici e calzanti.
Il ballo del paese, la festa che avanza.
Tenere tra le braccia quella donna che è riuscita a riempire i pensieri e le notti.
Un attimo di illusione. Praticamente un’eternità.
E poi finalmente riuscire a volare.
I sogni si fanno nuvole. La luce un antico bagliore.

“Crediamo di sapere cosa scriveremo sulle pagine dei giorni futuri, oppure crediamo addirittura di essere già alla fine del libro… ma c’è sempre una pagina che ci sorprende”.
Luna

Un anno insieme. Certamente da ricordare.