Il weekend

cameronSe vi piacciono i romanzi ricchi di dialoghi e battute, questo allora fa proprio al caso vostro.
Cameron è una sorpresa per me. L’ho scoperto da poco.

Ho apprezzato il suo stile semplice e, a tratti, quasi rude.
Crudele forse.
La storia si svolge tutta in un weekend. Uno fra tanti.
Di commemorazione e dolore.
Di intensa memoria.
Una storia d’amore fra mille. Tra uomini.
Una cruda relazione che si sgretola nella morte. Una rinascita.
Noi spettatori osserviamo ignari l’evolversi della memoria.
E un dolore che non strazia. Ma logora dentro.
Alcuni pensano che valga la regola del “chiodo scaccia chiodo” per riuscire ad andare avanti, illesi da una mancanza sopravvenuta.
Altri ci muoiono davvero dentro quel vuoto.
Una regola non esiste. Non una per tutti.
Lentamente ci si accorge che bisogna andare avanti. Che la vita non ti aspetta.
L’amore ritorna a sbocciare come un fiore che, a volte, inevitabilmente appassisce.
Un giorno, spesso, non significa niente. Un’ora, invece, può dare tanto.
Le pagine si susseguono verso una fine che non esiste.
Non è concepita nella storia.
La speranza invece può ritornare furente.
E le immagini del domani ancora copiose. E calde.
Luna

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