Invisible Monsters

monster
Storia crudele fatta di incredibili verità.
Un viso rovinato dalla paura e dalle aspettative di vita.

Una bellezza che fa male, un amore che uccide.
Una modella perde il suo fascino per via di un colpo di fucile.
Non ha più mascella, la sua debole lingua pende all’infuori come una bandiera che si muove al vento.
Uno specchio rotto che non riesce più a riflettere.
E poi il fato aiuta due destini fatti per incontrarsi: donna sfregiata e donna creata.
Anime fatte di pura energia rovinosa, vite tristi di esistere, corpi stanchi di apparire.
Voglie invisibili, desiderio di sparire nel nulla tra tanti visi uguali, intatti, come dal nulla creati.
Speranze infrante, legami ritrovati, eventi ripetuti nel tempo.
Il linguaggio di Palahniuk è asciutto, pulito, grida lacrime.
La vicenda si complica, poi si assottiglia e infine si delucida come uno spiraglio di luce che rischiara gli attimi di eternità.
L’attrazione fra due anime può essere fatale, il feeling veloce e duraturo. Ritrovato.
La società moderna mette tutti a dura prova, si chiede tutto, sempre di più.
Le capacità sviluppate negli anni non sono mai sufficienti, ci vuole altro, altro ancora.
La bellezza eterna non esiste, quella duratura deve avverarsi.
Chi non è all’altezza della prova non lo sarà mai, chi lo è deve esserlo per sempre.
L’umanità non esiste, solo la perfezione e le oscenità devono rimanere nel tempo.
Chi è provato dal mondo e dalle delusioni può cercare di realizzarsi tentando di imboccare la strada più giusta.
Può cercare i legami.
Può piangere o mollare.
Oppure spararsi un colpo in faccia.
Luna

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Le braci

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Una scrittura che non avevo mai provato, certamente da scoprire.
Storia quotidiana. Due amici. Una donna.
Pagine e pagine di parole dove il tradimento si nasconde sotto un velo di malinconia.
Nostalgia dei tempi antichi. Anni in cui il bello era nell’oggi e il domani solo una speranza.
Nessuna ombra a coprire il tepore del tempo.
Prima di tutto, prima delle braci.
Fiamme nere che divampano nel cuore degli uomini rendendoli estranei.
Fiumi sottili di minuscoli attimi ancora da ricordare. E da vivere.
Tempi sterili di vendetta dove la fine è solo l’inizio.
Mi colpisce quel castello, la solitudine di un’era che si estingue nel vento.
Immagino ancora l’uomo che si trascina stanco tra la polvere  e il nulla.
Quieto in apparenza.
Selvaggio dentro.
Aspetta il momento della rivalsa temendo quasi la conferma dei propri pensieri.
Amo quel lento logorio del silenzio, quelle parole che scorrono veloci tra un bicchiere e i ricordi.
Un’anima circonda le esistenze passate.
I pensieri rimangono intrisi di eternità.
Perchè la morte, crudele, allontana il corpo che si è amato negli anni.
La sabbia sgretola i momenti insieme.
Ma nel cuore tutto rimane.
L’infinito dentro e fuori.
Attimi di leggera follia.
E gli ultimi momenti persi a futura memoria.
Luna

Il peso della farfalla

downloadUna conferma.
Che la natura è migliore dell’uomo.

Della natura dell’uomo.
Cacciatore. Traditore. Assassino.
Una coscienza venduta all’ossessione. Al sangue.
Un Re. Tale in tutto il territorio. Per tutti i suoi discepoli.
Un signore che aspetta il suo momento e gli va incontro.
Spietato. Crudele la mano che lo uccide.
Immobile. Grandioso, un cuore che continua a pulsare.
Una lotta che non vedrà due combattenti.
Ma uno solo. E non sarà l’uccisore.
Perchè gli animali capiscono il presente e vivono dentro esso.
Gli uomini no, non ne sono capaci.
Vivono in una infinità di ricordi e non carpiscono gli attimi appena passati.
Proiettano la loro esistenza in un futuro incerto e tetro.
Non sentono gli odori nell’aria.
Sono solo pronti a far fuoco. 
Pronti a uccidere questo presente.
E poi c’è lei. Una farfalla.
Vola leggera intorno alla rovina.
E poi si posa furente ed esperta.
Pulsante ed indomita.
Lei si che ha capito da che parte stare.
Luna