Diceria dell’untore

bufalino
Bufalino è un grandissimo autore siciliano.

La sua scrittura è ineguagliabile, sa di antico e di buono.
Non è per niente facile.
Ho letto questo romanzo dopo Le menzogne della notte ed ero già preparata al suo stile e al suo modo di raccontare il mondo e la sua particolarità.
La sua prosa è lirica, sembra poesia.
Alcuni mi hanno detto che occorre un traduttore per capire Bufalino.
Mi è venuto da ridere, ma forse è così. O forse no.
Ammetto di aver cercato tanti termini per capirne meglio la portata, non mi sono arresa e sono andata avanti.
L’effetto è travolgente.
La storia? In realtà è semplice.

In un sanatorio della Sicilia i malati aspettano insieme la morte.
Stanno tutti male, inesorabilmente, e cercano di condividere il tempo che gli rimane da vivere.
Tutto qui. Certo, poi si mette di  mezzo l’amore. Quello c’è sempre.
Ma come appare l’amore agli uomini quando sanno che, a breve, moriranno?
Forse sarà più dolce e tenero. Magari insapore.
Riconosco il talento di chi scrive.
Fortemente potente e naturale.
Mi è piaciuta l’aria che mi ha rimandato, il messaggio che mi è stato restituito.
Vivere come se niente dovesse accadere. Vivere come se tutto può accadere.
Morire d’amore, di vita vissuta.
Non mollare.
Non arrendersi mai.
Luna

Le menzogne della notte

menzogne
Una vera esplosione di emozioni ed incognite.
Dubbi amletici rendono inquietanti pagine e pagine.

E se questo racconto non raccontasse appieno la verità?
Se fosse tutta una menzogna l’immagine che appare ai nostri occhi?
Come smettere di aspettare se il quesito rimane.
Quattro storie. Quattro anime inquiete ed assassine.
Orrori su orrori.
Vite fatte di scelte ed illusioni.
Cuori tormentati da una forte scelta: vivere o morire.

La verità ed in alternativa la gogna.
Un nome che può condizionare le vite degli uomini.
Fratelli che si odiano, donne sedotte ed abbandonate.
Duelli, rapine, omicidi.
Tradimenti, confidenze in attesa della morte.
Atrocemente certo l’esito della notte. 

Nel buio di una cella l’ardore cede il passo alla sconfitta.
La resa dei conti non tarda ad arrivare ma, alla fine, chi davvero si è perso non è la vittima.
Ma il carnefice.
E ciò che sembrava la perdizione di tanti diviene l’incubo finale.
Ma ad attendere l’inferno non è la marmaglia di delinquenti e malfattori.
Il buio stringe la corda ad un atroce destino.
E quello che sembrava il divenire appare il gioco perverso della morte.
Luna