Una cosa divertente che non farò mai più

divertente
E’ semplicemente un reportage di una crociera extralusso ai Caraibi.

Fatta da un giornalista irriverente e cinico, agorafobico e indolente.
Manca qualcosa?
Sì, dimenticavo, si tratta di una mente brillante ed eccentrica.
Un autore straordinario Wallace. 
Questo suo libro non è il migliore, ve lo dico.
Di lui c’è davvero tanto da leggere, ma se non volete perder tempo e volete iniziare subito con qualcosa di leggero, allora prendete in mano questo breve reportage e buttatevici dentro.
La sua scrittura è decisamente colta, non ci sono dubbi.
Ho amato alcune parti del racconto. La scena della condivisione dei pasti al tavolo è stata una delle mie preferite, insieme a quella del rifacimento della camera da parte di una solerte ed invisibile cameriera. 
I dipendenti della nave ridono a denti stretti mentre gli ospiti sono obbligati al divertimento, allontanare lo stress è un ordine al quale non si discute.
C’è chi lavora, chi dà gli ordini, e chi invece se la spassa.
La nave racchiude tutto il mondo.
Torture, divertimenti apparenti, risate false.
Ipocrisia della natura umana, dovere del piacere.
Non ho mai avuto voglia di fare una crociera, adesso non la farò di certo.
Leggete Wallace anche se avete in mente di farla davvero una crocioera extralusso.
Forse riuscirete a vedere dettagli nascosti dietro il velo di felicità.
Forse riuscirete a svelare quel lieve turbamento dietro sguardi servili e mani frenetiche.
Perchè dietro la luce a volte si nasconde il buio.
E dietro il buio, la luce.
Luna

L’urlo e il furore

urlo e furore
Un romanzo corale, delirante.

Voci confuse si intrecciano alla ricerca di una verità narrante.
Tutto possiede dei sottili risvolti, volti di paura e anime piene di terrore.
La prima: bambino cresciuto, legato ai ricordi che lo riconducono alla sorellina. Voce spezzata dalle illusioni perdute. Campi di grano incolti.
La seconda: ragazzo ossessionato dalla verginità della sorella, emblema dell’onore della famiglia da sostenere e proteggere ad ogni costo. Cuore squarciato da una sofferenza estrema. Suicida.
La terza: uomo crudele, cresciuto contro la sua volontà da un padre ubriacone e una mamma malata. Sarebbe voluto diventare una persona diversa, è irrealizzato. Si appropria di qualcosa non sua che alla fine gli viene rubata. Egoista e morbosamente arrabbiato con il suo sangue.
La quarta: domestica nera. La madre di tutti, testimone del tempo. Modello di donna e famiglia del passato. Voce dei cuori degli altri. Rivelatrice di virtù e di ricordi persi negli anni.
Mancano le parole di lei, dell’eterna Caddy.
Lei come protagonista ha un ruolo dominante: apparire sempre e non parlare mai.
Lei, la dannata.
Procreatrice di disastri, femmina ribelle. Troia per tutti.
Scapperà nel nulla, tornerà per ferire, sparirà di nuovo.
La storia di questa famiglia saprà stupire oltre ogni dubbio iniziale.
Bisognerà oltrepassare la scrittura difficile da concepire, aldilà di una frase interrotta, fuori dal delirio dei protagonisti.
Alla fine, incanta. 
Tra urla e stupore.
Tra grida e tremore.
Luna