Il giro dell’oca

oca
Erri De Luca commuove.
In questo suo scritto cattura le emozioni che si hanno nel profondo e riesce a far venir fuori la verità.
Di desideri irrealizzati ne abbiamo tanti, non sempre portati alla luce.

Quello che fa l’autore è riscostruire la propria storia partendo dalle origini, sarà un viaggio fatto di ricordi e sensazioni inespresse.
Parlerà tanto, ma non sarà mai da solo.
Verrà fuori il figliolo che non ha mai messo alla luce, colui che è stato solamente ipotizzato.
Un filo conduttore terrà legate due anime diverse e ugualmente fragili.
L’inverno e il vino faranno la loro parte.
La scrittura di De Luca è asciutta e stranamente estroversa.
Pur con le sue difficoltà riuscirà a mettersi a nudo.
La sua coscienza sembrerà solida e rilassata mentre realizzerà un desiderio che tanti di noi bramano: essere ascoltati.
Lui riuscirà a trovare il tempo per riscoprire se stesso e la sua famiglia attraverso un viaggio lontano, fatto di delusioni e rabbia, paura e indiscrezione.
Sarà intenso, pure per i duri di cuore.
E’ la confessione di un uomo solo che ha vissuto più di mille vite.
Sarà sincero, onesto.
Pigro in alcune sue riflessioni, al figlio apparirà arido di spiegazioni.
Un romanzo insolito fatto di domande.
Domande alle quali non sempre l’autore trova delle risposte.
Domande che ci facciamo anche noi. 
Su cosa ci siamo lasciati sfuggire.
Quanto abbiamo perso di noi lungo la strada?
Quanto coraggio abbiamo avuto?
Le linee sembrano appena tratteggiate.
Ma la gioia della scoperta è ancora tutta lì.
Luna

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Espiazione

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No, non è stato per niente semplice leggere questo romanzo, ma sono riuscita a portarlo a termine.

Devo ammetterlo, ne valeva la pena.
La scrittura è impegnativa, giammai delicata, sempre ostile.
Non ti invita a rimanere, ma riesce a trattenerti e a catturarti guidandoti per mano fino alla fine.
E alla fine ti innamori di loro, Cecilia e Robbie diventeranno quegli amanti perduti che tanto si rincorrono tra le pagine.
La scena madre è quella più pesante da mandare giù, avviene tutto nell’arco di un giorno.
Dopo, il caos.
La tensione va a mille, la rabbia si acquietisce con il tempo o arriva alle stelle.
Questo si deve decidere, ognuno per sè.
L’ambiente è intrigante, i fatti parlano da soli attraverso gli occhi, confusi, di una ragazzina.
Gli scenari cambiano negli anni, aspettando un domani che dovrà arrivare con forza.
Senza animo, senza rottura.
Tutto appare come se fosse sospeso, la speranza si perde nel tempo. Come la vita.
Si perde la vita, ma non l’amore.
Forse solo questo permane con gli anni e dentro una presente nostalgia.
Se dentro il racconto si riuscirà a trovare la giusta espiazione alle proprie colpe, allora tutto sarà risolto. 
Ma, in fondo, non può esserci espiazione alcuna.
I cuori la troveranno da sola.
Alcuni nel lento succedersi dei propri giorni, dentro ad un persistente dolore.
Altri nelle nubi del tempo, al di là degli anni sofferti.
Lungo il peregrinare degli animi, e delle onde agitate del mare in tempesta.
Luna

Tutti i nostri ieri

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Un romanzo famigliare. Una storia persa nel tempo.
Una famiglia medio-borghese, una mamma da ritrovare solamente in un antico ritratto.

Quattro figli, diversi, malinconici, entusiasti.
La voce narrante arriva da lontano, ma sa colpire come solo chi conosce sa farlo.
La guerra che avanza e aspetta al di fuori delle finestre abitate.
Il  vento della rivoluzione, l’attesa del pianto.
Anna è una ragazza che non sa ancora quello che vuole. Forse non lo saprà mai.
L’amore la tocca all’improvviso trovandola sfuggente e delusa.
Gli anni passano per tutti, i genitori si perdono e si ricordano con ansia e amore cosciente.
I ricordi affiorano prepotenti, la memoria avanza indissoluta e spietata.
Le vicende accompagnano il lettore dentro gli anni del fascismo, dell’anti-fascismo e della paura.
Un’Italia che cambia dimensione, che non si accontenta, che sacrifica gli affetti più cari.
“C’era una grande libertà nella casa. Ma era una libertà che metteva un pò di spavento. Non c’era più nessuno a comandare”.
Le parole profonde di questa grande scrittrice mi sono entrate dentro.
Il suo, è un romanzo descrittivo, intenso nell’anima.
Impossibile da dimenticare.
Tutti i nostri ieri è la storia di ognuno di noi.
Delle nostre famiglie martoriate dai lutti e dall’educazione.
Dei nostri padri che vogliono tramandarci solo il buono.
Di questi sei anni insieme a voi. Sei anni di scritti e parole.
Sei anni d’amore.

Grazie.
Luna

A tutti i nostri giorni di questi sei anni.

Le assaggiatrici

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Di Hitler, si potrebbe subito aggiungere.
Sì, è incredibile pensare che ai tempi della seconda guerra mondiale ci fossero persone costrette ad immolarsi per preservare la salute del Fuhrer. Donne.
Venivano scelte tra le tante. Mangiavano per non morire. Per poi morire.
Il veleno poteva essere letale, ma dovevano scovarlo.
Se ne era pieno il cibo del comandante loro dovevano trovarlo. 
Donne come la massa. Donne come spiriti latenti.
Si possono rinnegare le proprie convinzioni in vista di un bene più grande?
E se il bene in questione è quello della Nazione, si possono voltare le spalle al proprio popolo?
“Quest’uomo salverà la Germania”, ma distruggerà le loro anime.
L’amore non conta più nulla, il corpo ormai uno strumento per morire.
Cibarsi per fame, per necessità e trarre il nutrimento da quello che fa più male.
Rosa è una donna che sogna il ritorno del marito, sposa senza sposo, torturata dal dolore della probabile scomparsa del congiunto e costretta a mangiare per non morire.
Il suo “lavoro” è dare linfa al paese, alla sua gente.
Il romanzo è tratto dalla reale storia di un’assaggiatrice di Hitler che prima della sua morte ha reso nota la vicenda che  l’ha coinvolta per vari anni della sua vita.
La carne non piaceva al comandante, provava pena per gli animali uccisi.
Mangiava molta verdura, faceva attenzione a qualsiasi cosa venisse ingerita dal suo corpo.
Un racconto intriso di paura, del terrore di quegli anni di disperazione.
Dove affiora un senso di morte e di vita.
Dove la speranza lascia il posto alla rassegnazione.
E la luce viene spenta dal pianto senza conforto.
Luna

Il racconto dell’ancella

ancella
In un futuro prossimo, o già passato, le donne saranno legate ad un uomo al solo fine di procreare.

Le mogli staranno a guardare il lento “stupro consenziente”, obbligatorio per legge, sperando nel concepimento di un piccolo essere che poi chiameranno FIGLIOMIO.
L’onta cadrà su quella donna, utile solo per metà, che non riuscirà a donare la vita.
La morte, a chi correrà il rischio di innamorarsi davvero e fare l’amore con un uomo, non Comandante.
Tale storia è raccontata senza vergogna alcuna da una giovane ancella, donna reale e fantastica, che accompagna il lettore all’interno di una storia fatta di profonde verità e di insane passioni.
I clubs privati diventano lo sfogo di logori corpi alla ricerca della libertà.
L’amore, sfuggente utopia.
Fughe disperate che terminano nel suicidio.
Passioni, inganni leggeri solo per capire cosa c’era prima di tutto questo.
Il messaggio che la Atwood ha voluto lanciare è davvero privo di ombra e segreti.
La linea sottile di una realtà incandescente giunge ai giorni nostri e appare lunga e contorta.
Il pensiero è chiaro, le menti lucide lo avvertono: siamo tutti degli schiavi, utilizzati ai fini vantaggiosi dei pochi che credono di avere il  potere.
La donna, macchina della fecondità dal ventre promiscuo e poderoso.
Ancella dell’ubbidienza, curatrice della salute e della famiglia.
L’uomo, incapace di amare, strumento utile per la prole e per ripopolare il pianeta.
I sentimenti, utopie abbandonate nel tempo.
Ordine e costruzione, vita da non sprecare nelle emozioni.
Bianco e nero. Verde, rosso, azzurro intenso.
Il mondo.
Vento che soffia nei cuori spezzati dai ricordi dell’anima.
Luna

Non lasciarmi

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Mai storia mi è stata così dolce ed intensa.

Magica. Fatale.
Dinamiche poco divertenti nonostante siano raccontate da essserini, poco più che ragazzi.
Amicizie profonde e pronte  a sciogliersi, così tiepidamente forti.
Amori che sbocciano con il vento di primavera.. lente.. lente.
Ci troviamo in un collegio inglese, uno dei tanti.
Molti studenti si danno da fare per conoscere, diventare adulti e riuscire a realizzare delle opere degne di nota. 
Sognano. Come tutti.
Poi in un giorno come tanti tutto cambia e la vita diventa incerta e crudele.
Ospedali, donazioni, vita e morte.
Qual è il vero scopo della nostra esistenza? 
Per cosa siamo stati messi al mondo?
Le guerre e le rivoluzioni contano poco se alla fine abbiamo un ripiego ai nostri mali.
Anche a quelli incurabili.
Eppure l’amore conta. Conta sempre.
Anche tra due corpi che forse non nascondono un’ anima.
Tra due esseri che provano emozioni.
Conta davvero tra due corpi che l’anima la nascondono bene.
O che non la nascondono affatto.
Conta davvero e ha un suo peso.
Il peso del vuoto.
Quando il cuore smette di dare è davvero la fine.
E i ricordi d’un tratto si spezzano, sembra quasi di non aver vissuto.
Poi, all’improvviso, riappaiono nitidi, le ombre, i silenzi.
E la mente reclama i pensieri.
E il cuore il suo folle amore.
Luna

Trilogia della città di K

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Due gemelli, entità misteriose.

Una sola anima, due corpi.
Bambini che uccidono il proprio padre sul filo della guerra. 
Confini pericolosi.
Due vite che si separano, fili invisibili nell’aria che sia agganciano all’eternità.
Figli deformati, donne che uccidono.
Crudeltà, miseria, guerra, fame.
Il racconto che prende vita non è mai scontato, vicende inattese si susseguono in preda a spasmi ripetuti che portano alla fine.
Verità dolorose, esseri dotati di magia.
Un secondo gemello forse mai esistito. Che importa.
Il mondo è una metafora.

E’ una nonna avara e crudele pronta a sacrificare tutto per mantenere la terra.
Fratelli spietati votati al rancore e alle prove di forza.
Indifferenza, malinconia, evasione dalla tortura.
Senza l’uno, l’altro non può esistere.
La morte di uno provoca il suicidio dell’altro.
Uno spaccato di cruda realtà in un mondo che pensa solo ad emarginare i più deboli.
Due vite vissute nell’attesa del passato, di quel mondo che ricorda l’infanzia ed evita la solitudine.
Anime in pena, tormentate dal fato.
Se nella vita si deve essere felici occorre avere un’anima che può riflettre l’energia e il ricordo.
Un cuore in grado di colmare la mente più sprezzante.
Una dualità che profuma di orgoglio e di pianto.
Un gemello che torna, una vita che se ne va.
Una mamma che racchiude l’esistenza del domani.
E la vita che non perdona.
E non delude.
Luna