Và, metti una sentinella

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Non è il sequel de “Il buio oltre la siepe”. E’ tutt’altro.
E’ un romanzo a se’, è vulcanico, energico, malinconico.
La nostra piccola Scout ritorna all’amato paese d’origine lasciandosi alle spalle una metropoli che sa poco di casa.
Un antico amore, un amore di sempre.
Fidanzato. Padre.
La giovane donna spera di trovare l’accoglienza di sempre, quel calore che solo la casa paterna può dare.
Quello che l’aspetta non sarà la realtà di una volta, quella degli anni felici e giocosi.
Nuove idee stanno maturando nel tempo e gli uomini non rimangono sempre uguali.
Le menti maturano con il tempo, gli animi possono accendersi o spegnersi.
Non è possibile che tutto sia cambiato, che l’uomo leale di un tempo si sia rivoltato contro le ideologie di giustizia e pace verso tutti.
“Giustizia per tutti, privilegi per nessuno”.
I neri devono rimanere al loro posto, bambini ancora nell’età dello sviluppo.
Questo non è l’avvocato che ha difeso un uomo nero.
Sembra un incubo, ma è
la realtà.

Tutto questo può essere il mondo di adesso. Perchè nero vuol dire sfiducia.
Questo, un sistema che si sviluppa in eterno, senza confini dell’anima.
Il messaggio di questa storia è semplice ed intenso, rimane nel cuore.
I giovani non devono arrendersi, devono rimanere per lottare contro le antiche convinzioni, per cercare di cambiare le cose.
E’ un meraviglioso segnale di progresso.
Un’oasi di forza in grado di invadere il deserto del razzismo.
Mi sono commossa nel recepire l’indignazione della mia amica dei tempi andati.
Emozionata nel ritrovare il mio eroe un po’ cambiato, ma, in fondo, esattamente identico a quel coraggioso avvocato che lottava contro le ingiustizie terrene.
E’ stato come far visita ad amici lontani.
Persone che hanno dato l’esempio con i gesti quotidiani e che continuano a fare i conti con i quesiti del mondo.
Perchè la vita è in continuo divenire.
E noi tutti ancora in movimento.
Luna

 

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Il buio oltre la siepe

il buioLa giustizia si applica a tutti indistintamente.
Democrazia: diritti eguali per tutti, privilegi speciali per nessuno.
Questo romanzo è stato pubblicato nel 1960, ma risulta più che mai attuale. Tristemente attuale.
Purtroppo i pregiudizi fanno ancora parte della nostra società e le vecchie abitudini sono dure a morire.
La piccola Scout ha un padre straordinario, un avvocato che decide di assumere la difesa di un uomo negro, accusato di violenza sessuale nei confronti di una donna bianca. A quei tempi, solo un pazzo lo avrebbe fatto!
Invece Atticus è tutto fuorchè un folle. Grazie a lui riusciremo ad entrare nel vivo di una lotta che ha radici profonde: discriminazione razziale, minoranze etniche, buoni e cattivi.
E’ profondamente bello rivivere temi e questioni così delicate attraverso gli occhi di una bambina di otto anni.
La scrittura è leggera e dinamica. Il racconto intenso e tagliente.
Come si fa a condannare un uomo quando non ci sono prove schiaccianti contro di lui?
Come si può credere ai racconti di un ubriaco piuttosto che alla parola di un onesto lavoratore, padre di famiglia?
Semplice: si parla di bianchi e neri.
Come le pedine degli scacchi di una partita che non avrà mai un vincitore.
Perchè i perdenti siamo noi.
Che siamo stati a guardare un pazzo pronto ad estinguere una razza intera.
Che guardiamo con paura chi parla e ride di coloro che non hanno l’acqua per lavarsi.
Che guarderemo ancora un mondo che va avanti e non risparmia nessuno. Neanche noi.
Chi può vincere su tutto questo?
Se le vittime e i carnefici si mischiano insieme.
A volte si confondono anche.
E con la faccia sotto la sabbia, in fondo, siamo davvero tutti uguali.
Luna

Ai miei due angeli che hanno fatto “di uno sporco lavoro” il piacere di ogni giorno.
Stefy