Il giro del mondo in ottanta giorni

mondo
Son tornata bambina, abbiate pazienza.

Ho ripreso a sorridere e a divertirmi, ad ogni pagina.
Ho immaginato i personaggi, uno ad uno, i loro visi ed espressioni.
Mi hanno fatto compagnia, ho viaggiato con loro.
L’avventura non è durata più di ottanta giorni, ma sono tornata rinata.
E anche lui, il signor Fogg.
E’ carismatico, intraprendente, anche se freddo ed enigmatico.
E Passepartout è una meraviglia.
Sono diventati i miei amici, per pochi giorni, per poche ore al giorno.
Sì, sto parlando di Verne, del creatore del Capitano Nemo, attento narratore di posti fantastici e avventure straordinarie.
Non bisogna cadere nel facile inganno, non sono libri per bambini. Non solo.
Non lo sono, sono per tutti.
Ho fatto cadere i miei pregiudizi, sognare fa bene all’anima.
Verne è così dettagliato e attento, la lettura dei suoi scritti va aldilà dell’adolescenza.
Non bisogna privarsene, qualsiasi sia la nostra età.
In questo momento così delicato della mia vita avevo proprio bisogno di un pò di leggerezza.
Verne mi ha fatto tornare in famiglia, mi sono sentita coccolata e quasi ho sentito il richiamo di mia madre che mi avverte del pranzo in tavola.
Che dolce profumo di intimità, che sapore di buono, che profonda tenerezza.
Se volete fare un salto tra le nuvole potete farlo fin da subito.
Aprite “Il giro del mondo” e fatelo davvero.
Vi auguro buon viaggio.
Di cuore.
Luna

Al mio caro papà. Per sempre nel mio cuore, per tutti i giorni della mia vita.

 

Berta Isla

berta
Questa è la storia di un matrimonio.
E’ il racconto di un’assenza, della lontananza fatta dai segreti, della distanza di un amore.

E’ la vita di una donna e di un uomo, una strada che inizia insieme e finisce insieme.
Le voci narranti sono due, forse tre.
Berta, Tomas, e il terzo presente nelle pagine, che è il narratore, che è l’autore.
Ma la storia viene narrata da loro, da coloro che stanno insieme, si sposano, si allontanano, si perdono e si ritrovano.
Una famiglia come tante, due bambini e tante incertezze di una vita insieme.
Ci si abitua a stare soli, ma ad accettare che il marito scompaia forse no.
Sono i dettagli a rendere viva l’immagine dei protagonisti, il silenzio fa da cornice.
Berta Isla sposa il fidanzato dei suoi sogni, conosciuto da sempre, legame del cuore.
A poco a poco comincerà a sentire il rifiuto della verità, le assenze che appaiono come ombre dell’anima, il gelo del letto, le parole non dette.
Dove mai andrà Tomas per tutto questo tempo?
Chi è veramente?
I tradimenti fanno male, le verità scomode ancora di più, ma quello che davvero ferisce è l’omissione.
Il non detto, la ricerca della vera identità.
Perchè aspettare, chi, in fondo?
Questo romanzo fa breccia nei cuori, esclude la noia.
E’ una voce bellissima di donna che aspetta, come una moderna Penelope, ignara di tutto.
Aspetta, accetta.
Berta vi trascinerà dentro la sua vita, i suoi dubbi diventeranno le vostre paure, e le vostre certezze.
Parole travolgenti, trama che afferra.
Un pensiero ancora a coloro che sono costretti, a quelli il cui senso del dovere è più grande della felicità.
A coloro che sono stati ingannati, a chi si sente vivo nella duplicità.
E a tutti quelli che si sono visti privare dell’amore della quotidianità, della resa alle abitudini del tempo, al calore del possibile.
A tutti loro Marias offre un romanzo doloroso, che acceca paurosamente.
Di una luce immensa.
Luna