Le sette morti di Evelyn Hardcastle

evelyn
E’ un giallo complicato, come quello dei bei tempi.
Dei tempi della regina Agatha Christie, della maestra del brivido.
Mi sono emozionata più volta perchè la suspance provata ha evocato i tempi addietro.
Che bello immaginarsi chiusa in una stanza, in tondo con altri membri di un gruppo, pronti ad indovinare l’assassino tra i tanti.
La trama non è affatto scontata o banale, è arte pura della reincarnazione e non del travestimento.
Otto vite in otto giorni.
Se vi sembrano troppe non leggetelo affatto perchè ne uscireste folli.
Se invece volete provare il brivido di vivere in corpi che non conoscete allora collegatevi tutti su queste pagine.
Ne uscirete forse confusi, accalorati e stravolti, ma liberi di capire chi è che ha ucciso la vostra Evelyn adorata.
O nn adorata.
Insomma, non è il solito giallo dove governa un disordine apparente, qui tutto è ben calcolato verso la risoluzione dell’enigma.
Qui tutto pare ben organizzato e poi, in fondo, non lo è affatto.
Dipenderà da voi, dall’ordine che date alle cose, alle priorità delle vostre menti.
Io ho adorato il protagonista, anzi, i protagonisti.
Tutti e otto, dieci, mille volti nascosti.
Non perdete tempo, lasciatevi andare.
Nulla è impossibile nelle pagine del vostro romanzo.
Tra le parole da leggere e i risvolti da indovinare vi è un abisso.
Fatevi trascinare dentro.
Non sarete da soli.
Luna

Ninfee nere

ninfee
Di gialli non ne leggevo da tempo e Bussi è stato l’amo per ricominciare a prenderli tra le mani.

Ha ispirato la mia voglia di scoprire, pagina dopo pagina.
Sicuramente non è un giallo come se ne leggono tanti, è principalmente la storia di Monet e della sua pittura.
La colorata Giverny è la località che accompagnerà il viaggio dei lettori.
Il parco, le ninfee faranno da sfondo.
Dolci gli Impressionisti e le loro pennellate.
Le protagoniste sono doppie, triple.
Anime diverse, esperienze affini e graffianti.
Percorsi fatti di passi confusi e incerti.
Racconti che si intreccano e confluiscono nell’omicidio e nel sangue.
Dettagli importanti, immagini difficili da dimenticare.
L’atmosfera è quella di un perfetto noir, ma la storia sa di favola gotica.
La pittura trascina verso un finale da favola, letteralmente.
Adoro questo modo di raccontare deluso e rassegnato.
Amo le parole strozzate che celano aspettative dolorose.
Mi piace tutto questo perchè è irreale, apparenza allo stato puro.
Parteggerò prima per la salvezza della bambina, poi difenderò la vecchia, e infine odierò la maestra.
E tutto coinciderà, i contorni si dissolveranno.
Difficile parlare profondamente di un giallo senza il terrore di svelare troppo.
A me è venuta voglia di prendere il mio libro su Monet e studiarne ogni singolo tratto.
E a voi?
Luna