Jezabel

jezabel
L’ho detestata, come tutti insomma.

In lei non trovi una briciola di rimorso, solo la paura di essere scoperta.
In lei non c’è perdono, amore o compassione. Solo egoismo.
Una donna come poche, una personalità devastante.
Leggendo la biografia della scrittrice ho scoperto che la figura di donna narrata in quest’opera è direttamente riconducibile alla persona di sua madre.
Una donna terribile.
La storia vi trascinerà in fondo all’anima di una creatura complessa e ambigua.
Vogliosa di ottenere dalla vita quello che da sempre la sua esistenza le ha tolto, Jezabel vagherà nel tempo della miseria per restituire ai suoi occhi l’immagine che ha sempre desiderato: donna bella, corteggiata e desiderata.
Giovane, sempiterna.
Madre, ma mai solo quello.
Incapace di un amore puro, ambiziosa nel suo sogno di vita agiata.
Non riuscirà ad incantarmi, non potrà apparire redenta o sacrificata.
Non sarà mai libera ma schiava di un’illusione mentale che la porterà al declino.
Jezabel vi condurrà in un vortice di paure e senso dell’oblio, con lei scaveremo dentro la mente umana per capire cosa si nasconde dietro ad un sorriso digrignato e a degli occhi penetranti.
Andremo nel cuore della bellezza e la colpiremo con forza per farle del male.
Avremo voglia di guardarci allo specchio ed urlare per il dolore dell’abbandono di una bimba e di un bimbo.
Scruteremo la crudeltà e la soffocheremo.
Avremo voglia di condannare, e urlare, e ancora una volta trascinarci dentro quella follia.
Luna

David Golder

david
La Némirovsky colpisce dentro e fa male.
Parla di un uomo e di tutti i possibili uomini.
Narra di suo padre e degli ebrei affamati e avidi.
Parla di una famiglia che non esiste, della solitudine delle unioni, del senso inutile di una vita vuota d’amore.
Golder è un uomo d’affari, sempre pronto a far soldi.
Ma questo non lo salverà, non lo aiuterà a ritrovare la strada di casa.
Sarà solo per tutti gli anni del suo vivere, nonostante sia padre e marito.
Ma di legami tenuti saldi solo con i soldi, l’uomo non saprà presto che farsene.
Se arrivano richieste di denaro invece che frasi d’amore, i rapporti presto si recideranno, diventeranno sterili e asciutti, come una pianta secca pronta a morire.
Rendersi conto di tutto questo è doloroso, ad ogni età della vita.
La famiglia a volte è tutto quello che abbiamo, quando c’è la fiducia di potercela fare insieme la vita diventa una cosa a due, e poi a tre o a quattro.
Ogni componente diventa un pezzetto di noi, si diventa unità inscindibile di singole persone fatte per stare insieme.
Questo è l’amore. Roccia che non si corrode.
Quando l’amore è solo vanità e bisogno non  è degno di chiamarsi tale, è inquinato, è sporco di male, è sangue fresco.
Non è amore, è solo quello che può essere: interesse.
Difficile per un uomo accettarlo, quando è stato lui stesso a provocare questa profonda falla.
Golder mi ha fatto rabbia e tenerezza insieme.
Emozioni che sconfinano nella pietà e nella voglia di cambiare le cose.
Eppure la vita seguirà il corso degli eventi.
Quegli eventi della fine di una vita.
Luna

IL Ballo

il ballo (francia)Pensare ad una madre arcigna e pungente nei confronti della propria figlia non è esattamente l’immagine ideale e calorosa che ci si aspetta dal legame di sangue, forte ed intenso, che dovrebbe governare ogni famiglia.
Il racconto che ho appena finito di leggere è invece, l’esempio di come a volte le repressioni dei genitori vengono “vomitate” addosso ai propri figli costringendoli a sopportare umori ed ascoltare epiteti non proprio esaltanti.
Forse i personaggi descritti assumono una forma più definita se si ha la voglia di conoscere la storia personale e sofferente della giovane scrittrice che ho piacevolmente scoperto.
Morta all’età di 39 anni, Irène era una giovane donna ebrea con, al fianco una madre che è più una nemica che un dolce conforto.
Sicuramente la vita della scrittrice ha influenzato notevolmente i suoi lavori.
Mamma nemica. Appunto.
“Il Ballo” narra un episodio assurdo ed inimmaginabile che vede al centro della vicenda una ragazzina di 14 anni e sua madre, donna volgare ed estremamente crudele.
Nella sua semplicità, le parole del racconto mettono in risalto le due personalità, opposte e piuttosto marcate, di due esseri che dovrebbero essere legati da un laccio al cuore, piuttosto che trovarsi in continua antitesi e lotta.
Una madre che è invidiosa delle future opportunità della figlia, a lei negatele per così troppo tempo.
Una figlia che si vede continuamente ostacolata da una presenza minacciosa e invadente quale quella di sua madre, padrona della sua vita.
Una rabbia antica che cova nel cuore di ognuno di loro.
Una società che prende solo il meglio dai suoi componenti obbligandoli ad indossare maschere indecenti e false.
L’idea di una vendetta. Una sfida alle regole e alle convenzioni.
Inutile dire per chi si parteggia in questa storia.
Quando si ha davanti una donna che, organizzando un ballo, esclude volutamente la giovane figlia per essere lei al centro di tutto.. delle attenzioni, degli sguardi.
Per essere solo lei quella amata ed ammirata….
Che dire…
Quando la felicità e la gioia della condivisione cede il posto alle ambizioni e alla ricerca del consenso popolare
Quando tutto è più importante della propria figlia.. l’onore, l’eleganza, la perfezione delle
apparenze.
Che dire…
Che si può veramente dire…
Profonda tristezza.
Luna