CHOCOLAT

Iniziare qualcosa di nuovo è sempre difficile. L’idea di creare l’ennesimo fatto stupido – o semplicemente la paura di annoiarmi – incombe nei miei pensieri e mi rende confusa.
Tuttavia, quasi d’istinto, mi armo della mia migliore capacità di rischio e ci provo.
La posta in gioco non è alta. Vigliacca.
E’ in una giornata come questa che vale la pena di tentare. Oggi è quel giorno.
Bella mattinata di autunno. Il sole splende ed è stranamente caldo. Meravigliosamente caldo.
Vianne e la sua piccola arrivano nel villaggio di “Chocolat” in un giorno ventoso di carnevale.
La loro vita sta cambiando e – forse – anche quella degli altri. Mi sento avvolta da questa atmosfera misteriosa e magica. Tutto assume i colori dell’arancio e del cioccolato fuso colante.
Riuscire ad entrare nel cuore pulsante di un libro non è cosa da sempre; può risultare gravoso. A volte anche impossibile.
Questo romanzo non ti dà scelta. Prende amabilmente la tua attenzione e in cambio rilascia tutta l’aroma bollente del cacao e l’emozione avvincente della scoperta. Amarlo non è davvero complicato. Quando l’ho letto – non molto tempo fa – ricordo che avevo tanta voglia di pace. Nel mio animo ribolliva l’inquietudine e il disordine.
Un pò di magia era proprio tutto quello di cui avevo bisogno. E quando la magia non la si trova accanto a se, la si scopre incredibilmente nei posti più imprevedibili e strani. Alcuni di noi ritrovano quei luoghi molto lontano dalla propria persona. Altri semplicemente negli occhi dell’altro.
Il mio è nei libri. Splendidi ed infiniti tesori. Gioie di ogni giorno. Pensieri rubati da altri che hanno la forza di spiegarli.
Il finale non è sconvolgente, non imprevedibile, non inquietante. Tuttavia niente è banale. La scelta di Vianne, la storia della madre, la fede nelle certezze. Tutto fa presagire ad un ritorno.
Nel mio cuore invece lei non è mai andata via. La penso spesso. Forse perché è riuscita a lasciar libero il suo amore senza pensare. Senza pensieri.
Si è fatta amare su quel prato che li ha accolti come figli ricongiunti, finalmente, alla propria madre.
La penso tanto perché proprio in quello io ho fallito. O chissà, neanche ho tentato.
Forse la vita è davvero imprevedibile; o forse questa è l’amara speranza di chi non è riuscito a fare qualcosa nelle propria esistenza e si ripromette, continuamente, di agire appena il momento si presenterà.
Esiste davvero questo momento?
Luna

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