Furore

furore
Mi sono innamorata della famiglia Joad e del suo creatore, il grande Steinbeck.

L’odissea dei Joad comincia con l’avvento dei trattori e la fine dell’agricoltura intesa come lavoro dell’uomo e frutto del sudore della sua fronte.
I tempi cambiano, le tecniche si evolvono ponendo in primo piano le macchine e il maggior guadagno.
Gli uomini vengono svalutati, le Banche si appropriano di tutto e alle famiglie non resta altro che partire in cerca di fortuna e di una paventata felicità.
In California i Joad, tuttavia, non troveranno quello che tanto speravano.
La paura accompagnerà la disperazione e il senso d’abbandono, resterà solo la dignità a far spazio alla speranza.
I sentimenti che accompagnano la storia sono molteplici, non saprei spiegarli davvero tutti.
Uno fra tutti mi ha colpito: il coraggio di proseguire il proprio viaggio.

Perchè l’odissea dei Joad è il pellegrinaggio di ognuno di noi, la stanchezza e la paura vanno a braccetto con la voglia di farcela e di non mollare.
Il viaggio di ognuno di noi può essere la spinta per i sentieri degli altri, e per tanti passi ancora.
La scrittura intensa ed efficace sembra una lama sulla nostra pelle: fredda, crudele, insaziabile.
Il senso di fallimento percuote i cuori ad ogni pagina, non ci sarà spazio per le preghiere, si potrà solo andare ferocemente avanti.
Fino alla fine gli uomini doneranno solidarietà, si aggrapperanno alla vita fino al loro ultimo respiro.
Leggete Furore.
Leggetelo senza temere la mole di pagine che lo accompagna.

Ne divorerete ogni singola parola.
Scoprirete un capolavoro.
Luna

Uomini e topi

topi
Racconto capolavoro.

Da leggere, assolutamente.
E’ la storia di due uomini, della loro amicizia e della separazione.
Esperienza da fare, viaggio da condividere.
Sono gli anni in cui si moriva di fame, i lavoratori andavano alla ricerca di un posto in cui fermarsi e di una vita da raccontare.
I tempi bui della fatica fanno da sfondo verso i passi dei due protagonisti che convergono verso una fattoria che offre una scappatoia dalla fuga.
Uno esile e sveglio, l’altro grosso e taciturno.
Uno che lavora con la lingua, l’altro con le mani spezza l’esistenza.
Campioni per un giorno, tessitori di sogni.
E’ un romanzo fatto di speranze, verso la realizzazione di un desiderio comune.
Possedere un pezzo di terra rappresenta la libertà da una schiavitù fatta di comando e sudore.
Evitare la lite, sopportare oltre ogni limite pur di raggiungere la libertà.
E, anche se per poco, ci ho creduto veramente, seppur un tremendo destino veniva annunciato da tempo.
Ci ho creduto per un attimo, come ci hanno creduto loro.
Non ci ho creduto più, quando il presagio della fine incombeva dietro l’angolo.
Non ci abbiamo creduto mai, abbiamo solo sperato che finisse quanto prima.
E la fine è arrivata. In anticipo.
L’abbiamo vissuta con loro, con entrambi.
Mentre l’altro parlava e si scusava nel vento.
E il suo amico sognava con il volto attento.
Entrambi celavano un segreto.
Entrambi morivano sul colle dell’attesa. E del dolore.
Luna