La miscela segreta di casa Olivares

miscelaVoglio raccontarvi una storia.
Questa si svolge a Palermo, tra quartieri affamati e urla scalcinanti.
Una famiglia, tra le tante, si occupa di raccogliere la miscela profumata e intensa, che sgorga ogni giorno da una macchina infernale chiamata Orlando.
Una famiglia unita che dona, ad ogni donna che nasce al suo interno, il nome di un fiore e l’amore per la vita.
Ma un solo fiore riuscirà a sopravvivere alla guerra.
Una sola anima riemergerà dal buio e vincerà lo sfacelo del tempo.
Una forte emozione mi coglie impreparata tra le pagine che, lentamente appaiono ai miei occhi.
Una forte serenità ed un’immensa fragranza di vita.
Vita forte che ti avvolge e ti penetra fino alla radice.
L’amore per le tradizioni, la tenacia e il desiderio della rivalsa.
La famiglia che tiene uniti i cuori.
Gli uomini forti e fieri. Le donne sicure ed accoglienti.
Tutto questo è la Sicilia. Tutto questo è Palermo.
Una città che esce devastata, ma consapevole della rinascita.
Un polmone che non vuole mai arrendersi e che è pronto a respirare il veleno per rigettarlo come vento sulla polvere.
Ed infine, il caffè.
Fluido che inonda il sangue e spalanca i sensi.
“Pensa allo zucchero e al caffè. Sono due polveri, ma una è bianca e l’altra nera. L’una non ha odore, l’altra profuma. Sono diversi, ma insieme acquistano forza, e si mescolano solo se uno dei due cambia stato. Così è per i tuoi genitori. Se Viola non si fosse fatta liquida il giorno delle nozze, non avrebbero potuto mischiarsi.”
Luna

Annunci

Il buio oltre la siepe

il buioLa giustizia si applica a tutti indistintamente.
Democrazia: diritti eguali per tutti, privilegi speciali per nessuno.
Questo romanzo è stato pubblicato nel 1960, ma risulta più che mai attuale. Tristemente attuale.
Purtroppo i pregiudizi fanno ancora parte della nostra società e le vecchie abitudini sono dure a morire.
La piccola Scout ha un padre straordinario, un avvocato che decide di assumere la difesa di un uomo negro, accusato di violenza sessuale nei confronti di una donna bianca. A quei tempi, solo un pazzo lo avrebbe fatto!
Invece Atticus è tutto fuorchè un folle. Grazie a lui riusciremo ad entrare nel vivo di una lotta che ha radici profonde: discriminazione razziale, minoranze etniche, buoni e cattivi.
E’ profondamente bello rivivere temi e questioni così delicate attraverso gli occhi di una bambina di otto anni.
La scrittura è leggera e dinamica. Il racconto intenso e tagliente.
Come si fa a condannare un uomo quando non ci sono prove schiaccianti contro di lui?
Come si può credere ai racconti di un ubriaco piuttosto che alla parola di un onesto lavoratore, padre di famiglia?
Semplice: si parla di bianchi e neri.
Come le pedine degli scacchi di una partita che non avrà mai un vincitore.
Perchè i perdenti siamo noi.
Che siamo stati a guardare un pazzo pronto ad estinguere una razza intera.
Che guardiamo con paura chi parla e ride di coloro che non hanno l’acqua per lavarsi.
Che guarderemo ancora un mondo che va avanti e non risparmia nessuno. Neanche noi.
Chi può vincere su tutto questo?
Se le vittime e i carnefici si mischiano insieme.
A volte si confondono anche.
E con la faccia sotto la sabbia, in fondo, siamo davvero tutti uguali.
Luna

Ai miei due angeli che hanno fatto “di uno sporco lavoro” il piacere di ogni giorno.
Stefy

Per dieci minuti

dieciCi vogliono più di pochi minuti per leggere questo breve romanzo, ma credetemi vi riscalda il cuore.
Perchè ognuno di noi si è sicuramente trovato in un momento di difficoltà e si è sentito solo.

Ma ESSERE soli, è un’altra cosa.
La vita  porta a chiudersi nel silenzio e nella fretta, nascondendoci a volte le persone che ci stanno vicino.
Il mondo intorno a noi è fatto di mille sfaccettature e movimenti, ma ricordarcene sembra davvero impossibile.
Il ritorno alla realtà: presto inevitabile.
Accorgerci degli altri: esigenza necessaria.
Tornare a vivere: l’aria si colora di nuove tonalità.
L’amore, spesso porta ad  appoggiarsi all’altro, senza remore, senza paure.
Ritrovarsi senza quella forte metà può disorientare e far cadere a pezzi.
Se si riuscisse a capire veramente l’unicità della nostra esistenza…
Se ad essere importante sono io, perchè SONO IO!
Se mando al diavolo la paura e mi riprendo in mano la MIA VITA.
Niente di più facile se si ha ancora un cuore integro da donare.
E dieci minuti possono essere importanti.
Perchè un’esistenza sprecata è una vita distrutta.
E a volte, anche un minuto può essere essenziale.
Il nostro primo respiro.
Il primo battito del cuore.
Il primo soffio di vita.
L’anima che affiora. E si inizia.
Luna

Canto di Natale

fantasmaUn camino scoppiettante. La luce del fuoco che ti inonda gli occhi.
Un calore che pervade l’anima.
Un libro. I nipotini.
Questo è il Natale per me. Questa è la storia che leggerei.
Ad alta voce, senza far rumore…
La vita è davvero breve per viverla da soli, ma non tutti riescono a condividerla.
A volte non si riesce veramente a capire come un giorno, passato da soli, è un giorno perso. Sprecato.
Ciò non vuol davvero dire, che bisogna stare sempre in compagnia.
Sarebbe veramente difficile e faticoso.
Ma disporre l’animo verso gli altri è qualcosa che non si apprende a scuola.
Si trova dentro di noi.
Un’esistenza spesa ad accumulare denaro, proprietà, ricchezze.
Mica male davvero. Viaggi, cene stupende, una casa con mille comodità e scarpe da urlo.
E se invece quello ricco è pure taccagno?
Se per lui è faticoso l’approccio con gli altri esseri umani?
Se non vede niente di buono nelle opere altrui?
Se è Natale… e lui è solo.. in una sera qualunque..
Non si può non immaginare questa scena. E da qui inizia la magia.
L’incanto del Natale travolge chi apre il proprio cuore.
La musica invita al suono e alle cose belle.
La speranza si fa strada tra mille lacrime e paure.
Le voci portano risate e gioia di vivere.
Che sia un Natale sereno e “che Dio benedica tutti quanti”.
Luna
P.s. Questo articolo e tanti altri ancora, li potete trovare sulla rivista online dedicata al Natale e a tutti voi!
http://issuu.com/scriveregiocando/docs/scriveregiocando2013

.......

La ragazza dello Sputnik

downloadDevo ammettere che l’idea di leggere Murakami, non è di certo venuta a me che non amo particolarmente la filosofia nelle mie letture.
Le riflessioni e gli spunti mi attirano da sempre, ma questo scrittore giapponese appariva davvero troppo per me!
E invece… “cavolo” mi sono detta, “è fantastico”!

Mai letto qualcosa di così leggero e inafferrabile.
Etereo e così lieve.
La storia è davvero semplice e lineare.
Due amiche che forse non sono davvero tali.
Un amore mai sbocciato e sofferto.
Due corpi che si cercano e si scrutano minuziosamente.
La bellezza è al centro della vita.
Quella delle membra. E quella dell’anima.
La mia amica di sempre mi ha invitata a leggerlo, affermando con decisione di vedere noi in quei due spiriti inquieti.
In effetti c’è tanto di noi.
La voglia di capire l’altra e di afferrarne l’esistenza.
La ricerca sfrenata dell’amore.
Il viaggio dentro se stessi.
La scomparsa sembra un finale inquietante e oscuro.
Ma a guardare bene, io ci vedo la luce.
A volte le vite di ognuno di noi non seguono un filo logico.
E quando tutto sembra andare a casaccio, ecco che infine appare l’orizzonte.
Io la chiamo Consapevolezza.
Per altri invece, è semplicemente la Fine.
Luna

La fattoria degli animali

fattoriaLeggere questo libro è stata un’esperienza entusiasmante e, stranamente, divertente.
In una parola: stupendo.
Se non lo avete ancora in libreria, compratelo!
E se qualcuno vi dice “Di certo è un classico che non può non essere letto, almeno una volta nella vita”, beh… ha ragione!
Non è un testo che ha bisogno di sponsorizzazione; attuale sopra ogni dubbio, intelligente ed estremamente arguto.
Immaginate una fattoria con animali non più schiavi, ma padroni della loro vita.
Riflettete su quanti lavori si svolgono in campagna.
Pensate che siano gli animali a realizzarli interamente, progettando e dividendo lavoro e fatica.
Sembrerebbe una storiella per bambini. Ma quanto di adulto e reale c’é in questa storia….
Idee perfette e (ir)realizzabili. Utopie che prendono voce da chi cerca di nascondere la verità.
E come per magia, le regole che devono valere per tutti, vengono rispettate solo da pochi e travisate da altri.
L’uguaglianza tanto desiderata appare sporca e priva di importanza.
Il potere sopra ogni cosa. Anche tra gli animali.
E chi può, sapientemente ricoprire alte cariche garantendo il giusto equilibrio della società? …. i Porci!!!
Chi muore, lavorando fino all’estremo delle sue forze? Chi ci crede veramente…!
Una società così fa davvero ridere.. buffo leggerla… ma che dico, ridicolo viverla!
Si può criticare Stalin e la dittatura, ma… questi maiali al potere io li vedo ancora!
Quando sono gli uomini che lavorano duramente e i maiali bevono alle loro spalle.
Quando il popolo dorme al freddo sudando ogni giorno il pane e i maiali riposano tra i loro privilegi.
Quando la differenza tra uomini e porci sta solo nel nome e nella forma del naso.
Caspita… non c’é libro più attuale di questo!
E non c’é libro migliore per capire che il mondo è sempre andato così..
E chissà ancora per quanto…
Luna

 

IL colore del latte

latteImmaginate una persona che scrive con difficoltà facendo tanti errori.
Pensate ad una storia semplice e non proprio travolgente.
Scoprite un finale inaspettato ed insolito.
Ecco, il libro è tutto questo. Decisamente disarmante.
Mi sono approcciata al racconto con molta curiosità, non ho sfogliato le pagine in libreria come invece faccio sempre….
Tornata a casa la scrittura si apre verso frasi composte da parole spontanee, scarse di punteggiatura.
La storia lineare e scorrevole. Una famiglia di contadini. Quattro sorelle.
Mary è la più piccola, i capelli color del latte e una gamba più corta dell’altra.
Una giovane esistenza piena di violenza. Le barbarie del padre, una madre assente, la dura vita dei campi.
Quando il parroco decide di chiamare a sé la ragazza per un aiuto in casa, per Mary si aprono nuove prospettive e l’idea di una vita migliore. La fanciulla non può certo sapere che quello è l’inizio di un cammino che le porterà tormento e delusione.
I personaggi vengono descritti in maniera accurata e attenta dalla voce narrante che è proprio quella della stessa Mary.
La protagonista racconta la verità su una vicenda che la vedrà vittima e carnefice allo stesso tempo,  mettendo in luce il bisogno di tenerezza e il senso di colpa che possono nascere dai desideri più profondi dell’anima.
Imparare a leggere e a scrivere diventano per lei delle vere priorità. Riuscirà a sopportare minacce e tensioni pur di ottenere quella che lei chiama libertà.
Qualcosa che dovrà pagare a caro prezzo.
Questo libro mi ha un pò lasciato l’amaro in bocca.. come se mi aspettassi qualcosa di diverso, qualcosa che mi è mancato…
Magari perché non si tratta del solito thriller mozzafiato.
Forse perché la storia è così semplice e misurata da sembrare banale.
Ma niente può portarmi a dire questo. Proprio nulla.
Si, forse non è la storia più moderna e coinvolgente che io abbia letto. 
Forse non ci sono personaggi indimenticabili che ti toccano il cuore. 
Ma è davvero il ritratto perfetto di una vita vissuta tra lavori faticosi e uomini crudeli.
La vita che si viveva quando i padri erano i padroni dei loro figli.
Quando la prole era utile solo per il lavoro che poteva realizzare.
Quando le donne contavano niente ed “ubbidire” era la sola cosa buona che potevano fare.
Non si racconta di una giovane donna che si è ribellata a tutto questo. 
Mary ha sempre seguito le regole. Fino alla fine.
Le sue parole giungono da un luogo lontano… dove non splende più il sole.. dove la sua fattoria ormai è un ricordo perduto… 
Un luogo dove il pianto del suo bimbo è soffocato dal silenzio della propria voce.
Nell’attesa del giorno che verrà. L’ultimo.
Luna