Venti racconti allegri e uno triste

coronaCorona è davvero un esempio sorprendente di come un uomo possa fare mille cose nella vita, facendole tutte ugualmente bene.
Un profondo senso di ribellione domina i suoi romanzi come presenza costante ed immancabile.
E’ un uomo con una storia davvero particolare e affascinante. La sua esistenza è stata sempre imperlata dall’amore per la natura e i suoi splendidi monti.
A volte vedendolo in TV in qualche intervista ero portata a pensare “questo vuole fare tutto il selvaggio e il naturalista”, ma non è così.
Solo chi vive da sempre tra gli alberi e le montagne può parlarne e scriverne così bene. Ecco, questo lui riesce a farlo. Perché li ama veramente.

Questi racconti bucolici possono apparire, a tratti, noiosi e ripetitivi. Ma davvero per solo brevi tratti.
L’amore per la natura sommerge totalmente i miei ricordi mentre leggo storie di contadini e di gente onesta che si guadagna da vivere con il duro lavoro.
Quanti episodi simili a quelli da lui scritti potrei raccontare. Quante risate.

Certi personaggi non possono dimenticarsi. Quelli di Corona, sono uomini d’altri tempi. Uomini sorprendenti capaci di arricchire il proprio quotidiano.
Quelli che riempiono la vita ogni giorno con i valori che a volte, per la fretta, si tende a dimenticare.
Gli uomini che solo nell’amicizia riescono a trovare i compagni di giochi e serate felici.
I lavoratori che sanno come trascorrere le proprie giornate senza lamentarsi e annoiarsi.
In loro ho trovato qualcosa che ha tanto mio padre…la passione per la campagna, l’amore per la famiglia, la pace del proprio rifugio.
Forse questi racconti li apprezzo anche per questo.
In un attimo mi sento tra le buie foreste e tra il verde dei prati.
E non me ne lamento. Davvero no.
Luna