Ninfee nere

ninfee
Di gialli non ne leggevo da tempo e Bussi è stato l’amo per ricominciare a prenderli tra le mani.

Ha ispirato la mia voglia di scoprire, pagina dopo pagina.
Sicuramente non è un giallo come se ne leggono tanti, è principalmente la storia di Monet e della sua pittura.
La colorata Giverny è la località che accompagnerà il viaggio dei lettori.
Il parco, le ninfee faranno da sfondo.
Dolci gli Impressionisti e le loro pennellate.
Le protagoniste sono doppie, triple.
Anime diverse, esperienze affini e graffianti.
Percorsi fatti di passi confusi e incerti.
Racconti che si intreccano e confluiscono nell’omicidio e nel sangue.
Dettagli importanti, immagini difficili da dimenticare.
L’atmosfera è quella di un perfetto noir, ma la storia sa di favola gotica.
La pittura trascina verso un finale da favola, letteralmente.
Adoro questo modo di raccontare deluso e rassegnato.
Amo le parole strozzate che celano aspettative dolorose.
Mi piace tutto questo perchè è irreale, apparenza allo stato puro.
Parteggerò prima per la salvezza della bambina, poi difenderò la vecchia, e infine odierò la maestra.
E tutto coinciderà, i contorni si dissolveranno.
Difficile parlare profondamente di un giallo senza il terrore di svelare troppo.
A me è venuta voglia di prendere il mio libro su Monet e studiarne ogni singolo tratto.
E a voi?
Luna

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Uomini e topi

topi
Racconto capolavoro.

Da leggere, assolutamente.
E’ la storia di due uomini, della loro amicizia e della separazione.
Esperienza da fare, viaggio da condividere.
Sono gli anni in cui si moriva di fame, i lavoratori andavano alla ricerca di un posto in cui fermarsi e di una vita da raccontare.
I tempi bui della fatica fanno da sfondo verso i passi dei due protagonisti che convergono verso una fattoria che offre una scappatoia dalla fuga.
Uno esile e sveglio, l’altro grosso e taciturno.
Uno che lavora con la lingua, l’altro con le mani spezza l’esistenza.
Campioni per un giorno, tessitori di sogni.
E’ un romanzo fatto di speranze, verso la realizzazione di un desiderio comune.
Possedere un pezzo di terra rappresenta la libertà da una schiavitù fatta di comando e sudore.
Evitare la lite, sopportare oltre ogni limite pur di raggiungere la libertà.
E, anche se per poco, ci ho creduto veramente, seppur un tremendo destino veniva annunciato da tempo.
Ci ho creduto per un attimo, come ci hanno creduto loro.
Non ci ho creduto più, quando il presagio della fine incombeva dietro l’angolo.
Non ci abbiamo creduto mai, abbiamo solo sperato che finisse quanto prima.
E la fine è arrivata. In anticipo.
L’abbiamo vissuta con loro, con entrambi.
Mentre l’altro parlava e si scusava nel vento.
E il suo amico sognava con il volto attento.
Entrambi celavano un segreto.
Entrambi morivano sul colle dell’attesa. E del dolore.
Luna

Una stanza tutta per sé

virginia
Virginia Woolf cattura, inevitabilmente.

Questo saggio è un inno alle donne, un pensiero positivo per chi ha voglia di rimettersi in gioco, ancora una volta.
Un messaggio pieno di speranza per tutte le ragazze che vogliono realizzare i propri sogni.
La Woolf dichiara a voce alta che le donne sono capaci di fare tutto, proprio tutto.
E non è un’opinione che cozza con chi afferma che le donne sono capaci di fare bene i figli e mandare avanti la famiglia, no no, Virginia dice anche questo.
Senza le donne non ci sarebbero i futuri robusti combattenti e la società non sarebbe piena di persone brillanti che arricchiscono il mondo.
Non ci sarebbe nessuno senza le donne pronte a procreare.
Ma la donna è molto di più.
E’ quell’anima che ricerca il diritto alla cultura e all’istruzione esattamente come viene impartita ad un uomo.
E’ quella persona che vuole scrivere i suoi romanzi e firmarli con il proprio nome.
Vuole i meriti per la sua opera e per i suoi sacrifici.
Vuole essere riconosciuta come essere pensante, non vuole essere uguale all’uomo, vuole essere donna.
Donna, epicentro e Musa.
Donna, cuore e mente.
Penna, voce, ali.
Donna, vita e amore.
Viva Virginia. 
Luna

L’assassinio del Commendatore

Le sue parole sono un nettare per i miei pensieri.
Murakami, io lo adoro.
E’ un viaggio nel tempo e nello spazio, nella conoscenza del più profondo lato di se stessi.

L’arte assume contorni indefiniti per poi realizzarsi nelle semplici linee del viso, e nei tratti incerti dell’uomo.
Il romanzo esplora le paure più profonde, indaga sul senso vero della vita e della morte.
Ci rivela l’importanza del contatto con la realtà e il lasciare andare i ricordi di chi ormai non è più con noi.
Ci culla nella morbidezza delle certezze più dolci della vita, nei caffè, nelle colazioni solitarie.
Ci anima di coraggio, ci porta davanti al senso pieno dell’esistenza.
Protagonista assoluta è l’arte e la creazione delle cose.
La forma dei pensieri rende magica l’idea della vita.
E le idee si manifestano in una concretezza spiazzante, fatta di colori e parole imprecise e deliranti.
La solitudine rivela un animo sofferente, in grado di riprendersi tutto ciò che ha perso per una imperitura e agghiacciante cecità.
Speranzosa come sempre, leggo il libro divorandone ogni pagina fino a raggiungerne la fine.
E quella arriva senza mai deludermi.
Le anime degli scomparsi non mi fanno paura, ma fanno da consolazione.
Perchè riprendere da dove ci eravamo fermati non sempre è un male.
Riacquistare ciò di cui ci eravamo separati può essere l’inizio di qualcosa di nuovo.
L’amore per la pace fa da perno alla volontà di reagire.
In un modo o nell’altro la vita ci sceglie.
E a volte sceglie per noi.
Estasiata da tanto animo, aggiungo cuore al cuore.
Ho voglia di sognare e, per attimo, chiudo gli occhi.
Mi raggiunge un’idea dall’alto della mia confusione.
Poi tutto è silenzio, e profonda serenità.
Luna

Cronache di un venditore di sangue

sangue
Udite udite, la scrittura di Yu Hua è davvero incantevole!
L’ho amato, dalla prima all’ultima pagina.

Troverete crudeltà, tristezza, profondo sacrificio e amore, tanto amore.
E’ il racconto di un uomo e della sua famiglia, della povertà della Cina durante la Rivoluzione Culturale, dell’amore per i  figli e di quello che un uomo è capace di fare per salvare la propria famiglia.
Xu Sanguan è il protagonista della vicenda che narra di un’antica usanza, molto diffusa nella Cina di quei tempi, relativa alla vendita del proprio sangue.
Donare il sangue per noi è un gesto volontario e solidale, per Xu Sanguan è solo un modo per guadagnare dei soldi, per tirare avanti e sopravvivere.
L’amore di questo uomo per i suoi figli si scopre poco a poco, a volte io stessa l’ho messo in dubbio, ma puntualmente mi veniva confermato dai gesti semplici e significativi che per quegli anni rappresentavano la volontà di andare avanti per non morire.
Un piatto caldo di spaghetti, il vino di miglio al ristorante, il rientro a casa sulle spalle del padre, questo è amore.

Commovente e divertente, che dire, unico.
Felice Uno, Felice Due e Felice Tre vi riempiranno la testa con i loro problemi e caratteri così differenti.
Le tradizioni cinesi si intravedono tra un episodio e un altro, la solidità dei legami e la voglia della verità fanno da cornice a questa storia davvero commovente.
Questo romanzo ha l’anima della battaglia, della lotta per resistere alla fame aggrappandosi alla vita, ad ogni singolo alito e respiro, all’amore che viene messo in discussione per poi sbocciare di nuovo, più di prima.
Ho fatto un viaggio nel corpo di un uomo, ho colto la sua sofferenza e disperazione quando credeva di essere in punto di morte.
Ho sentito i suoi lamenti, la forza d’animo, la sua energia sprigionarsi da ogni fibra del corpo, fino ad esplodere di luce e immagini.
Colore, sfumature crema, energia e agonia.
Cina, sangue, morte.
Vita.
Luna

Amori senza amore

amori
Ci si può innamorare spinti dalla noia e dalle ripetute delusioni?

Può, un senso di riscatto, portare un uomo a prendere moglie?
Si può dire di amare senza amare davvero?
Il grande Maestro Pirandello ha una chiave per tutto. Anche per le delusioni.
Si aspira ad essere felici, a non vagare nel buio, e invece poi ci si perde di nuovo.
I legami tra gli esseri umani non sono cosa facile, si prova sempre ad andare avanti nonostante il senso pieno della difficoltà e del dubbio.
Pirandello è uno scrittore in grado di sprofondare dentro i sentimenti umani, quelli più scomodi e nascosti.
Attraverso le sue parole ci si guarda in faccia, davanti ad uno specchio.
Si riesce a vedere ciò che di noi sa di viscido, di illusorio.
La viltà non viene necessariamente accettata, ma compresa nella nostra quotidianità, come qualcosa che fa parte degli uomini.
Ho letto tanto di lui quando ero piccola, adesso non ne rammento molto.
Leggere Pirandello era d’obbligo nelle scuole ed io, come tutti, lo facevo malvolentieri.
Solo adesso ne riconosco la potenza.
Adesso che posso scegliere di leggerlo per conoscerlo e riconoscerlo.
L’orgoglio della mia terra, e non è il solo.
Autore di grandi racconti, di legami forti e fragili, storie di vita vissuta.
“L’amica delle mogli” mi ha particolarmente colpita, forse perchè all’inizio non sapevo dove volesse arrivare.
Poi ho capito, e sorriso, per la verità.
Della donna che non si compromette, non si mette in gioco per rimanere immacolata agli occhi dell’uomo.
Di quella donna che aiuta le altre ad affidarsi all’uomo, quando, lei per prima, decide di non farlo. 
Di quella donna voluta da tutti e da tutti vista come perfetta.
E poi la verità: una donna perfetta è quella che non si conosce, che non si prende.
L’anima voluta e desiderata appare misteriosa e conturbante se non la si è mai posseduta.
E allora ecco i rimpianti degli uomini, le lodi dei mariti, e la grandezza di Pirandello.
Un Maestro che il tempo non ha fatto perdere al mondo, ma che il tempo ci restituisce ogni giorno.
Luna 

Memorie di Adriano

adriano

“Piccola anima smarrita e soave (…). Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…”.

Comincio la mia riflessione dalla fine, stranamente, come mai ho fatto prima.
Devo confessarlo; mi sono commossa, un brivido al cuore mi ha percorso nel profondo.
L’imperatore mi ha accompagnata nel suo mondo fatto di colori e suoni rombanti.
La vita di un grande uomo si è intrecciata con la storia di una città che risiede nel tempo e nella memoria.
L’esistenza di un essere nobile mi ha catturato le giornate, le sue parole mi mancano.
Ecco di cosa era fatto Adriano: “Noi siamo funzionari dello Stato, non siamo Cesari”.
Amava la giustizia applicata alle giuste circostanze.
La gentilezza era la virtù che più apprezzava nella gente.
Amava il fanciullo che rifletteva di eterna divinità.
Era corretto, era un sapiente governatore.
“Si è protestato quando bandii da Roma una patrizia, facoltosa e stimata, perchè maltrattava i suoi vecchi schiavi: qualsiasi ingrato che trascura i genitori infermi scuote di più la coscienza pubblica, ma io non vedo molta differenza tra queste due forme di crudeltà inumana”.
Quanto ho appreso da lui, dalla sua vita, dai suoi pensieri emozionanti.
Ho capito il freddo degli inverni della vita, ho assaporato la prudenza e la
tolleranza, ho goduto di leggi giuste ed equità.
Il senso del suo spirito ha pervaso le mie membra, la sua anima ha riempito ogni spazio.
Lo vorrei avere accanto, ogni giorno.
Avrei voluto chiedere a lui cosa fare quando, in crisi, ho deciso di cambiare mestiere.
Come saggio amico presente lo avrei voluto interpellare nell’istante in cui ho pensato di fare marcia indietro.
E ancora, lo vorrei adesso come mio consigliere per considerare insieme le strade future, possibili speranze da percorrere.
Non ci sono parole per descrivere le emozioni che ancora conservo nel mio cuore.
So solamente che sarà impossibile per me adesso dimenticare l’esperienza della storia che si è fatta avanti.
Nessun nuovo momento potrà cancellare quelli passati.
Nessun uomo potrà apparirmi  come lui.
Un sospiro ancora. Ed eccolo lì.
Inizia la Storia.
Luna

In cinque anni tante cose sono cambiate. La passione, tuttavia, rimane nel tempo.