Tutti i nostri ieri

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Un romanzo famigliare. Una storia persa nel tempo.
Una famiglia medio-borghese, una mamma da ritrovare solamente in un antico ritratto.

Quattro figli, diversi, malinconici, entusiasti.
La voce narrante arriva da lontano, ma sa colpire come solo chi conosce sa farlo.
La guerra che avanza e aspetta al di fuori delle finestre abitate.
Il  vento della rivoluzione, l’attesa del pianto.
Anna è una ragazza che non sa ancora quello che vuole. Forse non lo saprà mai.
L’amore la tocca all’improvviso trovandola sfuggente e delusa.
Gli anni passano per tutti, i genitori si perdono e si ricordano con ansia e amore cosciente.
I ricordi affiorano prepotenti, la memoria avanza indissoluta e spietata.
Le vicende accompagnano il lettore dentro gli anni del fascismo, dell’anti-fascismo e della paura.
Un’Italia che cambia dimensione, che non si accontenta, che sacrifica gli affetti più cari.
“C’era una grande libertà nella casa. Ma era una libertà che metteva un pò di spavento. Non c’era più nessuno a comandare”.
Le parole profonde di questa grande scrittrice mi sono entrate dentro.
Il suo, è un romanzo descrittivo, intenso nell’anima.
Impossibile da dimenticare.
Tutti i nostri ieri è la storia di ognuno di noi.
Delle nostre famiglie martoriate dai lutti e dall’educazione.
Dei nostri padri che vogliono tramandarci solo il buono.
Di questi sei anni insieme a voi. Sei anni di scritti e parole.
Sei anni d’amore.

Grazie.
Luna

A tutti i nostri giorni di questi sei anni.

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Nel guscio

guscio
“Mi ritrovai immerso in liquidi e parole.
Rimbombava la voce di mamma e lo sguardo innamorato di papà.

Sentivo ogni minimo passo, la partecipazione della donna in ogni gesto e movimento.
Percepivo la sicurezza della mamma quando parlava con un amico, intenti a creare quell’assurda storia.
Avvertivo ancora la paura in lei quando rimaneva sola e pensava ad un inquietante piano da mettere in atto con la partecipazione dello ZIO.
Quindi ho uno zio, fratello del mio papà.
Sento lui e la mamma avvolgersi, a volte, tra le lenzuola calde del letto nuziale.
Sento lui spingere dentro il corpo della mia matrioska qualcosa di caldo e pulsante, mi batte la testa e mi rende nervoso.
Sento la mia Trudy gridare forte, no, non voglio che facciano male alla mia mamma.
Il silenzio conquista attimi di leggera malinconia.
I miei genitori non stanno più insieme, questa è la verità.
Non mi sento triste perchè sono sicuro che troveranno un modo sano di crescermi insieme.
Tuttavia, percepisco ansia e tremori, il babbo non parla mai di me con Trudy.
Vogliono disfarsi del mio corpo dopo il parto? E della mia anima, che ne sarebbe?
Ho paura adesso. Ho il timore di vivere.
Voglio rimanere qui dentro, protetto da queste membrane e sostanze che io chiamo pareti.
Se ci penso bene è meglio restare qui, nel mio guscio forte.
La curiosità dell’esterno, in realtà, mi prende, a volte.
Vorrei tanto vedere il viso della mamma, sentire il calore delle sue braccia e, finalmente, scoprire la verità.
Perchè papà non torna a trovarla?
Perchè lo zio ha paura di rimanere con lei in città?
Cosa succede mamma? Il buio sta calando dentro le nostre viscere.
Il terrore ci confonde.
La speranza fioca, ormai ci abbandona.
Che accade mamma? Perchè tutto è vuoto?
La voglia di scoprirlo mi coglie dentro del tutto impreparato.
Mi preparo ad uscire. Sono felice di vivere da fuori.
Emozionato del domani.
E dopo il freddo e il sudore, finalmente la luce”.
Luna