Trilogia della città di K

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Due gemelli, entità misteriose.

Una sola anima, due corpi.
Bambini che uccidono il proprio padre sul filo della guerra. 
Confini pericolosi.
Due vite che si separano, fili invisibili nell’aria che sia agganciano all’eternità.
Figli deformati, donne che uccidono.
Crudeltà, miseria, guerra, fame.
Il racconto che prende vita non è mai scontato, vicende inattese si susseguono in preda a spasmi ripetuti che portano alla fine.
Verità dolorose, esseri dotati di magia.
Un secondo gemello forse mai esistito. Che importa.
Il mondo è una metafora.

E’ una nonna avara e crudele pronta a sacrificare tutto per mantenere la terra.
Fratelli spietati votati al rancore e alle prove di forza.
Indifferenza, malinconia, evasione dalla tortura.
Senza l’uno, l’altro non può esistere.
La morte di uno provoca il suicidio dell’altro.
Uno spaccato di cruda realtà in un mondo che pensa solo ad emarginare i più deboli.
Due vite vissute nell’attesa del passato, di quel mondo che ricorda l’infanzia ed evita la solitudine.
Anime in pena, tormentate dal fato.
Se nella vita si deve essere felici occorre avere un’anima che può riflettre l’energia e il ricordo.
Un cuore in grado di colmare la mente più sprezzante.
Una dualità che profuma di orgoglio e di pianto.
Un gemello che torna, una vita che se ne va.
Una mamma che racchiude l’esistenza del domani.
E la vita che non perdona.
E non delude.
Luna

 

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Kitchen

kithenE voi, quale stanza della casa amate di più?
Da chi vi sentite abbracciati, coccolati?

Quale cuscino vi consola? Quale angolo vi fa sentire sereni?
Per Mikage la risposta è semplice: non c’è posto al mondo che ami più della cucina.
Gli odori e i sapori l’avvolgono dolcemente mentre la sua tisana è calda e profumata.
La cucina è ricca di colori e umori. Di vita.
Le ricette si susseguono fra disastri ed incomprensioni.
L’anima si quieta tra i sorrisi e le grida di ospiti allegri.
Non c’è posto per la tristezza. E le ore volano lente mentre si ritorna alla vita vera.
Che serenità infine. Quanta pace.
L’amore nasce mentre attorno si muore.
La vita non può aspettare. Ci consuma velocemente.
E si prende coscienza che non è mai troppo tardi per ritornare ad essere felice. 
Per cercarla quella maledetta felicità, sparsa ovunque.
Tra lenzuola stropicciate.
Dentro muri di pietra.
Davanti un fuoco saltellante.
Attorno ad una speranza spiazzante.
C’è sempre qualcosa di buono nella vita.
C’è che siamo vivi. E preziosi.
E ogni attimo, colmo e unico. Irripetibile.
Luna