La natura esposta

natura
Con una delicatezza di linguaggio De Luca ci trasporta in un mondo fatto di montagne e confini, di mari e zone d’ombra. Di natura esposta.
Della natura che non è solo quella da scoprire esplorando, ma è intrisa di viscere e sangue, di vita.

La natura fatta di ossa e vene pulsanti. Fatta di umanità.
Così come si trova in noi, era tale in Gesù al momento della crocifissione.
Un particolare scultore deve quindi raffigurarla tale e quale in un uomo a grandezza naturale ma con il cuore di marmo.
E dal marmo rinascerà. Da lì avrà inizio un’infinità di cose nascoste e celate.
Fatte di mare e d’amore.
Verranno fuori verità grandi come la neve d’inverno e profonde come l’anima di chi le colleziona.
Scoprirà che l’arte non è peccato e che negare il proprio talento equivale a non averlo. 
Che bisogna riconoscere i doni che la natura ci ha donati ed imparare ad esserne grati.
Una poesia del racconto simile ad un’anima vagante.
Non sempre sono riuscita ad apprezzarne lo stile e la tecnica ma stavolta De Luca mi ha proprio incantata.
Mi sono persa in una natura buona, in un’ottima narrazione, in una gradevole storia di crescita senza età.
Non solo boschi e foreste, ma anche il mare di Napoli con la sua naturale bellezza.
E ancora una volta mi dico che saper scrivere non è da tutti e che riuscirci è paradiso.
Alla fine delle pagine tutto si adempie e il lavoro è fatto.
Provo come una soddisfazione interna nel riconoscere le qualità altrui quando sono proficuamente utilizzate nel tempo.
Una serenità e pace simili ad un volo al tramonto di ali sicure e fresche.
Di una voce che racconta la sua vita lontana.
Di un respiro capace di raccogliere l’eternità. Vivendo.
Luna

Una lacrima color turchese

mauroSarebbe stato perfetto per il periodo natalizio, ma visto che Natale “dovrebbe” essere ogni giorno, ho deciso di pubblicare ugualmente questo articolo per portare all’attenzione di tutti un libro leggero ma tanto significativo.
E’ la notte di Natale. Un paese come tanti.

Le campane risuonano ovunque portando messaggi di speranza e spiritualità. La neve cade leggera. Gli animi sono sereni. I fanciulli felici.
La chiesa accoglie i fedeli pronti ad aprirsi davanti al buon Dio mentre intorno dilagano le buone intenzioni e i propositi di una dolce eternità.
Si respira del buono. I cuori formicolano di bontà e benessere.
Cosa potrebbe turbare questa inerme realtà? Quale malefica magia?
Semplice, il Bambin Gesu’ sparisce misteriosamente.
Proprio così, il Bambinello.
Ogni presepe ne risulta sfornito. Eppure c’era nei giorni precedenti. 
Il panico dilaga tra il popolo. Chi avrà osato rubare le statuine?
Forconi e imprecazioni diventano l’unica arma disponibile.
I buoni propositi vengono rimandati a periodi più fertili.

Le famiglie vanno alla ricerca degli infami profanatori di presepi.
Il silenzio che accompagnava candidamente il periodo dell’anno più atteso si trasforma, in un attimo, in rancore coagulandosi nel cuore degli uomini.

Inizia la guerra. Televisioni, giornali di tutto il mondo parlano del fenomeno che ha assunto dimensioni mondiali.
In tutta la terra manca il Bambin Gesù. E credetemi, non è cosa da poco.
L’unica reazione possibile è trovare il colpevole. Quella impensata invece è il non cercarlo.
Perchè dare la colpa a qualcuno poi? A quale scopo?
Nessuno vuole cercare dentro se’ la ragione di questa mancanza.
Tutti cercano un uomo dimenticando di guardare se stessi. Come sempre.
I problemi nascono dalla mancanza di vergogna e turbamento. 
Gli occhi che soffrono sono sempre gli stessi.
La voce della coscienza è profondamente in coma dentro di noi.
E una sparizione improvvisa invece di portare il dubbio, genera solo violenza.
Inutile negarlo. Tutto l’universo è così.
Chi possono mai essere questi mostri in grado di provocare tutto questo?
Chi questi inermi spettatori?

La risposta sfugge incerta e poi ritorna. Noi.
Luna