L’arte di passare all’azione

azione
Sono stata in Giappone in luna di miele.

Il sole di Tokyo ha fatto sudare il mio cuore di profonde emozioni, Kyoto mi ha inebriata dei suoi profumi e odori, Kanazawa, Shirakawa- go e Takayama mi hanno stravolta e definitivamente stesa al suolo.
E’ un posto magico, in tutte le sue sfumature e contorni.
Ho assaporato i prodotti locali, ma ancor di più, ho carpito quello che per loro è il significato della vita, e della morte.
Il popolo giapponese ha una dignità che non ostenta e un’eleganza innata.
L’arte di passare all’azione ce l’hanno nel sangue, gli scorre lungo il corpo esile e scattante puntando direttamente al cuore.
La meditazione per loro non è un fermarsi ma un continuo divenire.
Ciò che a noi parrebbe lentezza in loro è concentrazione, tattica e intuito.
I problemi quotidiani non si superano con l’indifferenza e questo saggio non vuole risolvere tutti i quesiti che assillano la nostra vita.
E’ un gioiello da leggere e su cui riflettere.
Avevo bisogno di consegnare le mie emozioni su qualcosa che presentasse i miei problemi con leggerezza e naturalezza ed è stato davvero così.
Ho valutato ogni singola parola e non sono giunta a nessuna conclusione.
Ognuno di noi gestisce il tempo e gli affanni nella misura meno lacerante e pregnante.
Lottiamo ogni giorno contro le nostre paure quando invece l’unica cosa giusta da fare, credo, sia conviverci.
Niente passa per sempre e, a volte, le cose non si superano in maniera definitiva. 
A volte ritornano. E ritornano male.
Ho voglia di pensare che una soluzione c’è alle cose, ma è personalissima e non universale.
Forse si dovrebbero accettare tutte le nostre insicurezze, accoglierle dentro di noi.
L’ho capito durante questo lungo viaggio fatto di felicità e di profonda emozione.
Perchè niente nella vita è totalmente bello.
E niente totalmente brutto.
Luna

Bussole in cerca di sorrisi perduti

bussoleEspinosa è un grande.
Un grande dei nostri tempi.

Se mi fermo a pensare per un attimo cosa non mi piace dei suoi libri la risposta è: NIENTE!
Il racconto non è mai incentrato su una sola anima.
Lì gli esseri ruotano in un turbine di parole ed eventi che si logorano nel tempo.
Poi tutto sfuma. Rimane l’immenso.
La morte di una persona cara porta con se’ il dolore e l’angoscia.
Ci lascia inermi, vuoti e stanchi.
L’anima del racconto…RICOMINCIARE.
Perchè, a volte, l’inizio di qualcosa, parte proprio da quello che ci siamo lasciati dietro.
Una promessa. Un ricordo.
Il passato non può essere cancellato.
“Noi siamo la somma dei nostri traumi infantili”.
Accettare che i genitori sono anime sperdute, come la nostra, è un passo che porta alla verità.
E ci porta a capire che noi siamo quello che siamo.
Che la vita può portarci ancora cose belle.
E che esiste qualcosa di molto importante, dentro ognuno di noi.
Celato nelle membra più nascoste e oscure.
Il perdono.
Luna