Tenera è la notte

“A volte è più difficile privarsi di un dolore che di una gioia.”

Quando anni fa lessi “Il grande Gatsby” rimasi estasiata, folgorata da quel mondo pieno di luci e colori inebrianti.
Lo stesso non posso dire di questo romanzo così malinconico, fatto di personaggi marcati ed indimenticabili, eppure per me non troppo entusiasmante, a tratti confuso.
La bella Nicole rispecchia l’amata Zelda. Disturbi mentali e società corrotta. Un turlupinare continuo di gente che ride ma soffre, di visi che si dimenticano, di anime tormentate.
La storia è lenta, tarda a partire.
Si sviluppa faticosamente, poi schizza in avanti rallentando suo malgrado. Le pagine scorrono mentre la gente divora i suoi ultimi amori, il lusso non basta ad essere felici e gli amici sono tali finché si rimane stretti alla propria giovinezza.
Si racconta di un uomo e dell’amore verso una sua giovane paziente.
Del declino di una professione, della fine di un matrimonio.
Della mancanza di consolazione.
Mi sono piaciuti i protagonisti, così forti di mancanze e disattenzioni.
I loro modi così potenti hanno conquistato anche me.
Li ho seguiti per un po’, poi li ho lasciati al loro destino.
Se amassi le riletture direi che questo romanzo dovrei proprio rileggerlo.
Mi consolo pensando ai lunghi viaggi appena fatti con loro e a quelle, lontane, oscure parole d’amore.
Luna