Se questo è un uomo

Io credo che proprio a Lorenzo debbo di essere vivo oggi; e non tanto per il suo aiuto materiale, quanto per avermi costantemente rammentato, con la sua presenza, con il suo modo così piano e facile di essere buono, che ancora esisteva un mondo giusto al di fuori del nostro, qualcosa e qualcuno di ancora puro e intero, di non corrotto e non selvaggio, estraneo all’odio e alla paura”.

Leggere questo libro è come passare un lungo inverno.
È come patire la fame. È come una costante paura.
È un romanzo che non ha certo bisogno di presentazioni.
Quando si era nel Tagesraum, cameretta di sei metri per quattro non vi era tempo nè posto per avere paura. Bisognava avere cura di tenere alto il naso per trovare aria nellla compagine umana, calda e compatta.
Nessuna preghiera risultava propiziatoria, non si poteva credere in Dio là dentro.
Il vecchio Kuhn pregava ad alta voce, e appariva un insensato: nessun perdono potrà arrivare, nessuna espiazione dei colpevoli.
Non potrò certo dimenticare la piccola Emilia di tre anni; bambina curiosa ed intelligente che era riuscita a fare il bagno durante il viaggio nel vagone gremito.
Poco prima di morire.
Schlome invece era un ebreo polacco, un ragazzino entrato nel lager da bambino.
Faceva il fabbro e ha accolto Primo Levi sulla soglia della casa dei morti.
E poi Lorenzo, un buono di cuore, che elargiva il bene per il semplice piacere di farlo.
Un cuore dolce, un benefattore. L’ultimo capitolo parla della storia dei dieci giorni, di come Primo Levi si è salvato proprio perché debole e malato, costretto a rimanere ricoverato per la scarlattina.
Chi è veramente l’uomo? È colui che spara e uccide? Colui che non riesce a sotterrare i morti perché ha troppo fame e freddo? Colui che mangia il pane del compagno morto da pochi minuti?
Chi sono veramente gli uomini?
Forse l’uomo è il sopravvissuto, il superstite, il salvato.
Chi può dire se questo è un uomo. Chi stabilisce quando si ritorna alla vita.
Chi può dire se, dopo aver vissuto tutto questo, un uomo può davvero tornare alla vita.
Bisogna non dimenticare mai.
A futura memoria.
Luna

Il sistema periodico

“Nel mondo reale gli armati esistono, costruiscono Auschwitz, e gli onesti ed inermi spianano loro la strada; perciò di Auschwitz deve rispondere ogni tedesco, anzi, ogni uomo, e dopo Auschwitz non è più lecito essere inermi”.

Non c’è scrittura più lucida e asciutta di quella di Primo Levi.
Quello che vi presento oggi è un grande libro di racconti che odora di biografia e storia passata.
È un viaggio da fare insieme a lui per riportare alla mente quello che è stato e che è successo.
Attraverso il nichel, il ferro, esploreremo gli animi selvaggi di chi lo ha incontrato, anche solo per poco tempo.
Amici e combattenti capaci di lasciare una traccia nelle vite degli altri, per ritornare ancora nella forma di elemento periodico.
Una chimica per tutto e tutti, intrecci e trasformazioni che portano il cambiamento, come nel cuore degli uomini. Luoghi che narrano una storia stupenda, scoperta per caso e trasmessa da altri nel tempo.
Questi racconti vivono di luce propria ma rimangono indissolubilmente uniti, secondo un ordine esatto.
Primo Levi ci apre le porte della sua esistenza con animo limpido.
Il suo racconto è intimo pensiero di terra, sangue e aria.
Tutti gli elementi sono importanti per trarre da essi la forza per continuare ad andare avanti.
Pur dissolvendosi nell’infinita rete del destino degli uomini.
Luna